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07.3598 · Mozione · 2007-10-01

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di introdurre a livello nazionale l'obbligo per i medici di annunciare le vittime di reati violenti che hanno in cura.

Begründung

Da uno studio effettuato su un lungo periodo e pubblicato dall'Inselspital di Berna il 23 settembre 2007 emerge che tra l'inizio del 2001 e la fine del 2006 non è aumentato soltanto il numero delle ferite trattate causate da atti violenti ma anche la loro gravità. Mentre nel 2001 i pazienti vittime di reati violenti in trattamento erano 155, nel 2006 erano già 275, il che corrisponde a un aumento di quasi il 60 per cento. Il 37 per cento dei pazienti era di origine straniera. I costi medi per le urgenze causate dall'uso della violenza sono pure cresciuti, dai 1500 franchi del 2001 ai 5000 franchi del 2006. Quale motivo principale per questa esplosione dei costi, i medici indicano le ferite alla testa, sempre più gravi. Ritengo sia preoccupante il fatto che il pubblico e le autorità politiche competenti siano informati in merito a questa evoluzione solamente perché un servizio di pronto soccorso, spinto dal proprio interesse, conduce e pubblica uno studio. Per poter adottare misure adeguate è pertanto necessario introdurre in futuro un obbligo generale per tutti i medici di annunciare i loro pazienti vittime di violenza. Solo in questo modo sarà possibile tenere sotto controllo questa preoccupante evoluzione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Lo studio citato dall'autrice della mozione fornisce dati inquietanti sull'aumento e la recrudescenza degli atti di violenza commessi nello spazio pubblico (violenza urbana). La proposta formulata nello studio di raccogliere questo genere di dati in tutta la Svizzera a fini statistici è certamente interessante. Infatti non vi sono dubbi sulla fondatezza della richiesta di trasparenza avanzata dall'autrice della mozione. Tuttavia, un obbligo di notifica generalizzato per tutti i medici che prestano cure alle vittime di atti di violenza oltrepassa i limiti della ragionevolezza. L'obbligo di notifica proposto, inteso come un dovere imposto a tutti i medici, non tiene conto delle diverse situazioni di violenza possibili (atti di violenza nello spazio pubblico e privato, rapporto tra autore e vittima). Così come formulato nella mozione, questo obbligo equivale a una forma di svincolo dall'obbligo del segreto professionale, il cui scopo è principalmente quello di instaurare un rapporto di fiducia tra medico e paziente. Spesso la garanzia del segreto professionale permette alla vittima di tematizzare la violenza subita (in particolare in caso di violenza domestica, violenza sessuale o di abusi su minori). Un obbligo di notifica generalizzato intaccherebbe proprio questo rapporto di fiducia e, in determinati casi, sarebbe controproducente. Il Consiglio federale considera la proposta troppo poco differenziata nei termini formulati dell'autrice della mozione.

Sulla base della ripartizione delle competenze sancita nella Costituzione, compete in linea di principio ai cantoni emanare normative nel settore sanitario. In quasi tutte le legislazioni cantonali in materia è infatti previsto un diritto di notifica (p. es. ZH, BE, LU, SO) o un obbligo di notifica (SZ, NW) quando dalle circostanze si può presumere che sia stato commesso un crimine o un delitto contro la vita o l'integrità di una persona, la salute pubblica o l'integrità sessuale. Nell'ambito della revisione delle leggi cantonali nel settore della sanità si sta delineando la tendenza ad introdurre il diritto di notifica nell'interesse del rapporto di fiducia medico-paziente. Sul piano cantonale sono pertanto già previste normative che tengono conto del problema sollevato.

Per questi motivi la mozione va respinta. Il Consiglio federale rinvia in questo contesto al suo parere in risposta alla mozione Allemann 07.3697, Casi di violenza. Obbligo di notifica, e all'iniziativa del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) che sta esaminando se e in che forma sarebbe opportuno allestire una statistica nazionale dei casi di violenza in Svizzera sul modello dello studio dell'Inselspital. Il DFGP pubblicherà i risultati di tale esame nel suo rapporto "Violenza giovanile".

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.