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07.3716 · Interpellanza · 2007-10-05

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. La Svizzera è disposta ad assumere un ruolo costruttivo e attivo per la promozione del dialogo tra le autorità cinesi e il governo tibetano in esilio?

2. Il Consilio federale è disposto a ricordare chiaramente alle autorità cinesi le promesse da loro fatte in vista dei giochi olimpici e ad esigerne il mantenimento prima dei giochi olimpici?

3. Purtroppo i risultati di più di dieci anni di dialogo sui diritti dell'uomo con la Cina non sono stati coronati da un grande successo. Il Consiglio federale vede possibilità di migliorare i diritti dell'uomo in Cina, specialmente anche delle minoranze etniche, e di tutelare le loro peculiarità culturali?

Begründung

Recentemente il Dalai Lama in un'intervista con un giornalista svizzero ha pregato le autorità svizzere di adoperarsi per un dialogo serio tra il Governo tibetano in esilio e le autorità cinesi. A suo modo di vedere, grazie alla neutralità e alla sua buona reputazione in seno alla comunità internazionale la Svizzera è addirittura predestinata ad assumere un ruolo costruttivo nel conflitto di cui trattasi.

In effetti, la Svizzera in molti conflitti assume sempre un ruolo di precursore quando si tratta di portare al tavolo delle trattative le parti in conflitto e di cercare soluzioni. L'esempio più recente è la mediazione coronata da successo nell'annosa guerra civile nel Nepal.

Purtroppo, il governo cinese non ha tenuto conto dei molti tentativi del governo tibetano in esilio e delle generose offerte del Dalai Lama relative alla "via di mezzo". Al contrario, le autorità cinesi accusano il Dalai Lama perfino di "voler dividere la madrepatria". Inoltre, negli ultimi mesi, hanno continuamente inasprito le restrizioni per i Tibetani. Molti Tibetani che durante anni hanno collaborato nell'amministrazione in Tibet sono stati licenziati e sostituiti da funzionari cinesi. La colonizzazione e il dominio cinesi in Tibet sono continuamente intensificati e la libertà di opinione e il diritto all'autodeterminazione sono ulteriormente ridotti.

Il miglioramento promesso dei diritti dell'uomo in vista dell'assegnazione dei giochi olimpici alla Cina non è stato affatto mantenuto. Al contrario, per molte minoranze etniche in Cina i medesimi sono stati limitati. La cultura tibetana viene resa attraente unicamente per il turismo, proprio anche in vista dei giochi olimpici, senza che i Tibetani stessi possano prendere posizione riguardo ai progetti e senza che ne possano trarre vantaggio anche finanziariamente.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ha preso atto delle valutazioni del Dalai Lama e apprezza i colloqui in corso tra la Cina e gli inviati del Dalai Lama. Incoraggia entrambe le parti ad adoperarsi affinché tali colloqui siano il preludio a un dialogo diretto tra le autorità cinesi e il Dalai Lama, contribuiscano a migliorare effettivamente la situazione dei diritti umani in Tibet e infine rendano possibile una soluzione pacifica e durevole della questione tibetana.

2. I giochi olimpici costituiscono per la Cina un'occasione per aprirsi ai valori olimpici, tra i quali figura anche la protezione della dignità umana. Le questioni attinenti alla protezione e alla promozione dei diritti dell'uomo rientrano nelle priorità della politica estera svizzera e il Consiglio federale attribuisce loro una grande importanza. L'impegno della Svizzera a questo proposito è caratterizzato da uno scambio costruttivo con la Cina e dal proseguimento del dialogo bilaterale sui diritti dell'uomo, nell'ambito del quale sono affrontati con franchezza aspetti problematici.

3. Il dialogo sui diritti dell'uomo è una componente degli strumenti utilizzati dalla Svizzera in materia di diritti umani. Per quanto concerne le minoranze etniche in particolare, le norme internazionali pertinenti conferiscono loro il diritto alla protezione dalle discriminazioni, alla conservazione e alla promozione della loro identità, nonché alla partecipazione ai processi decisionali che le concernono. Il Consiglio federale si adopera, favorendo gli scambi con le istituzioni competenti in Cina, affinché tali norme siano applicate. Tra gli altri strumenti di politica dei diritti umani rientrano pratiche bilaterali mirate, il lavoro nel contesto degli organismi multilaterali competenti, come pure la collaborazione con gli operatori della società civile.

Risposta del Consiglio federale.