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07.480 · Iniziativa parlamentare · 2007-10-05

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:

Per evitare il turismo della morte, occorre modificare le pertinenti disposizioni affinché l'assistenza al suicidio non sia più consentita agli stranieri residenti all'estero.

Begründung

Recentemente l'organizzazione di assistenza al suicidio Dignitas è di nuovo balzata tristemente agli onori della cronaca. In cerca di locali adeguati alle sue esigenze, ha trovato una serie di sistemazioni di ripiego: dapprima una casa d'abitazione a Stäfa, poi l'appartamento privato del fondatore di Dignitas a Maur, un hotel di Winterthur e da ultimo un edificio industriale a Schwarzenbach. Nessuna traccia di una morte dignitosa.

Quanto è accaduto è indegno e rivela chiaramente che è giunta l'ora che lo Stato assuma il suo obbligo di vigilanza e cessi di volgere lo sguardo altrove. Da tempo è provato il bisogno di legiferare sull'assistenza al suicidio in generale e, ora più che mai, sull'indegno turismo della morte. In particolare la Confederazione non deve più lasciare i cantoni da soli, ma adottare una normativa uniforme a livello federale. È quanto ha dichiarato anche il Consiglio di Stato del cantone di Zurigo.

Quale provvedimento immediato, occorre vietare l'assistenza al suicidio alle persone che vengono dall'estero. Questo adeguamento dell'articolo 115 del Codice penale costringerebbe a una battuta d'arresto, rendendo anzitutto impossibile il controverso turismo della morte.

Il turismo della morte è particolarmente riprovevole perché:

- le persone che vengono in Svizzera per chiedere l'assistenza al suicidio non dispongono di tempo a sufficienza affinché sia possibile accertare accuratamente l'adempimento delle condizioni (capacità di discernimento e desiderio costante di morire)

- questo esame deve per forza essere condotto da medici che conoscono appena gli interessati e le loro sofferenze

- non è possibile un accompagnamento degli ammalati nel loro ambiente (casa di cura, ospedale o casa propria), contrariamente a quanto sarebbe invece necessario per una morte dignitosa. Inoltre le persone che abitano nelle immediate vicinanze dei cosiddetti "appartamenti della morte" sono quotidianamente confrontati con un orribile rituale

- l'immagine della Svizzera ne risente, dal momento che, col tempo, la nostra legislazione rischia di suscitare sempre più incomprensione

- i costi per le necessarie indagini gravano considerevolmente sul bilancio dello Stato (oltre mezzo milione di franchi nel solo cantone di Zurigo)

- è del tutto inutile e irragionevole che la Svizzera rappresenti in Europa una destinazione per le persone che hanno deciso di morire.

La presente iniziativa parlamentare consente di vietare a breve termine il turismo della morte. A lungo termine occorrerà riconsiderare a fondo l'impunità dell'assistenza al suicidio.