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Utile record di Swiss per Lufthansa. Cosa rimane alle casse federali?

08.1024 · Interrogazione · 2008-03-20

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nello scorso anno Swiss, ora filiale di Lufthansa, ha conseguito un utile record di 571 milioni di franchi. Ciò dimostra che quella di fondare tale compagnia è stata una decisione giusta non solo dal punto di vista politico-economico, ma anche da quello politico-aziendale. Questa storia di successo va a beneficio di Lufthansa. I contribuenti svizzeri si chiedono cosa resta loro, dato che gli azionisti di Swiss, tra cui al primo posto la Confederazione, hanno venduto la compagnia nella primavera del 2005 a un prezzo vantaggioso, anche troppo secondo molti. A tale proposito chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Nel 2005, quanto aveva versato Lufthansa per Swiss ai piccoli e grandi azionisti?

2. Quanto ricevono i grandi azionisti e in particolare la Confederazione del cosiddetto buono di recupero?

3. Quanto ha pagato Lufthansa, complessivamente, per Swiss?

4. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito all'accusa di aver svenduto, in qualità di grande azionista, la compagnia Swiss al di sotto del suo valore?

5. Su quali valutazioni si è basato il Consiglio federale quando nella primavera del 2005 ha stabilito il prezzo di vendita di Swiss?

6. Perché esso non ha insistito per conservare una partecipazione minoritaria in Swiss?

7. Il Consiglio federale riesce a comprendere lo scontento di molte Svizzere e molti Svizzeri riguardo alla vendita incondizionata di Swiss?

Stellungnahme des Bundesrates

1.-3. Nel 2005 Lufthansa ha versato 8,96 franchi agli investitori privati e agli azionisti di minoranza per ogni azione Swiss dichiarata. Con una partecipazione azionaria del 15 per cento circa, i piccoli azionisti hanno così ricevuto approssimativamente 70 milioni di franchi.

Per contro, gli ex grandi azionisti non hanno ricevuto denaro per la cessione delle loro azioni a AirTrust AG e dunque a Lufthansa, bensì un buono di recupero. Il valore del buono dipendeva dall'evoluzione delle azioni di Lufthansa confrontate con un paniere di riferimento di azioni di British Airways (40 per cento), Air France/KLM (40 per cento) e Iberia (20 per cento). Dato che fino al giorno di riferimento del 21 marzo 2008 il corso delle azioni Lufthansa è aumentato del 44,67 per cento rispetto ai valori della concorrenza, i grandi azionisti hanno ricevuto circa 269 milioni di franchi. Di questo importo 63,6 milioni di franchi sono stati versati alla Confederazione.

Complessivamente Lufthansa ha pagato circa 339 milioni di franchi per l'acquisto delle azioni Swiss.

4./5. L'obiettivo principale dell'impegno della Confederazione per Swiss non era di natura finanziaria, ma consisteva nel garantire all'economia nazionale svizzera l'accesso al traffico aereo internazionale.

Al momento della vendita di Swiss a Lufthansa, la Confederazione doveva prendere una difficile decisione: investire ancora diverse centinaia di milioni di franchi dei contribuenti o assicurare la continuità di Swiss mediante la vendita a un partner forte. In retrospettiva si può affermare che l'obiettivo è stato pienamente raggiunto, se si considera che oggi Swiss opera con grande successo. Questa evoluzione non sarebbe stata possibile senza un partner forte come Lufthansa.

Inoltre, non è mai stata presentata un'offerta più attrattiva di quella di Lufthansa. Anche la banca d'investimenti New Smith Capital Partners, incaricata dal Consiglio federale di fornire un secondo parere, ha giudicato l'offerta di Lufthansa equa e adeguata.

6./7. Per il Consiglio federale era chiaro fin dall'inizio che quello per Swiss era soltanto un impegno a tempo determinato. Non è compito della Confederazione gestire una compagnia aerea.

Secondo il Consiglio federale non vi è motivo di risentimento per la vendita di Swiss a Lufthansa. Al contrario: grazie alla vendita, nel traffico aereo internazionale la Svizzera continua a beneficiare di ottimi collegamenti. Ciò non sarebbe possibile se Swiss fosse rimasta indipendente.

Risposta del Consiglio federale.