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08.3199 · Mozione · 2008-03-20

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di garantire che il Fondo nazionale svizzero (FNS), oltre a finanziare la ricerca con i fondi della Confederazione, realizzi anche un sistema "open access" credibile e funzionale per i progetti di ricerca pubblici. Si tratta di rendere liberamente consultabili tutti i risultati dei progetti finanziati con i soldi dei contribuenti grazie a un sistema di archiviazione che preveda un inventario con le indicazioni principali (data, titolo, istituto, sussidi ricevuti) e un collegamento elettronico per accedere a una biblioteca di ricerca riconosciuta e liberamente accessibile. Eventuali modifiche, sospensioni e eccezioni nella realizzazione dei progetti vanno motivate.

Begründung

Anche per la pubblicazione dei risultati e la gestione della documentazione delle ricerche scientifiche finanziate dallo Stato è necessario tenere conto dei più recenti ritrovati tecnici (Internet, dispositivi di salvataggio dei dati, motori di ricerca, nuovi accordi internazionali e diritti di pubblicazione). Il rudimentale sistema "open access" introdotto dal FNS (green road) nell'estate 2007 non è certamente al passo con i tempi. La direttiva del 4 luglio 2007 non garantisce una pubblicazione completa, senza poi parlare dell'infelice regolamento delle licenze (obbligo di riacquisto dei dati) che spreme ulteriori risorse dei contribuenti. L'acquisto di licenze nazionali da parte delle riviste scientifiche per ovviare alla mancanza di apposite banche dati sui progetti di ricerca non è una soluzione soddisfacente. È inammissibile ritenere sufficiente la pubblicazione dei risultati delle ricerche su siti Internet privati. È invece necessario imporre degli standard in modo da garantire un'archiviazione adeguata e il libero accesso ai risultati dei progetti. Le deroghe all'obbligo di pubblicazione e altre eccezioni devono essere brevemente e chiaramente motivate.

Nel campo della ricerca la tendenza in atto è di archiviare i dati e conservare la documentazione in biblioteche liberamente accessibili. Per il nostro Paese è assolutamente necessario concentrare gli sforzi per garantire un accesso libero, rapido e senza costi ai risultati di tutti i progetti di ricerca pubblici. Quale esempio si può menzionare l'inventario dei dati per le scienze sociali SIDOS. Nell'interesse delle imprese e dell'economia è necessario che il FNS tenga perlomeno un inventario completo (titolo dei progetti, costi, istituti promotori) e allestisca un collegamento elettronico per accedere a tutta la documentazione o almeno a un riassunto dei risultati significativi dei lavori di ricerca. L'attuale inventario del FNS deve essere integrato in tal senso. Una banca dati sui progetti senza un controllo non è una soluzione soddisfacente.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La mozione affronta due questioni distinte: l'informazione sui progetti di ricerca promossi dal Fondo nazionale svizzero (FNS) e il libero accesso alle pubblicazioni scientifiche.

Per quanto riguarda il primo aspetto, il FNS gestisce in ottemperanza al suo obbligo d'informazione una banca dati elettronica liberamente accessibile in Internet che registra tutte le informazioni significative relative alle attività di ricerca e alle persone coinvolte nei progetti sostenuti (titolo, beneficiario del sussidio, istituto, durata, importi accordati) e un riassunto del progetto di ricerca, ovvero tutte le indicazioni principali richieste dall'autore della mozione. Conformemente al suo nuovo regolamento dei sussidi, approvato dal Consiglio federale il 13 febbraio 2008, il FNS chiede ora ai ricercatori di fornire un riassunto dei risultati delle ricerche destinato all'opinione pubblica da inserire nella banca dati dei progetti. Le relative disposizioni esecutive sono in elaborazione.

Come rilevato nella motivazione dall'autore della mozione, l'aspetto preminente è comunque il secondo. Il Consiglio federale si è già espresso diffusamente su questa questione nella sua risposta all'interpellanza 07.3340, "Accesso ai lavori di ricerca pubblica. Open Access", fissando i seguenti principi:

1. occorre garantire che le pubblicazioni siano sempre sottoposte a un controllo qualitativo (processo di revisione paritaria), conformemente alla prassi seguita dagli editori di riviste scientifiche;

2. si devono rispettare i diritti di proprietà intellettuale e le pertinenti disposizioni di legge (p. es. l'obbligo di mantenere il segreto sull'acquisizione di brevetti);

3. le iniziative in materia di libero accesso alle pubblicazioni dei risultati delle ricerche devono continuare a essere promosse e sviluppate dagli stessi organi delle scuole universitarie.

Da parte sua, la Confederazione deve adoperarsi per creare le migliori condizioni quadro. Anche per questa ragione il Consiglio federale ha approvato il nuovo regolamento dei sussidi del FNS che stabilisce l'obbligo di pubblicare i risultati della ricerca: i beneficiari dei sussidi sono tenuti a rendere di pubblico dominio le informazioni concernenti i progetti promossi dal FNS, a pubblicarne i risultati e a mettere a disposizione della comunità scientifica i dati ricavati nell'ambito del progetto. Per quanto riguarda le modalità di pubblicazione dei dati, si rinvia alle disposizioni relative a "open access" emanate dal FNS (art. 44 del regolamento dei sussidi).

In considerazione di quanto richiesto dalla mozione la situazione attuale può essere meglio precisata con le seguenti ulteriori considerazioni.

Nelle sue direttive vincolanti del 4 luglio 2007 il FNS specifica che deve essere garantito il libero accesso a tutti i risultati dei progetti di ricerca sostenuti. Ai sensi delle disposizioni del FNS, per concretizzare il libero accesso entrano in considerazione due modalità già consolidate a livello internazionale: la "via verde" (green road) e la "via d'oro" (gold road). Nella "via verde" i ricercatori pubblicano in riviste a stampa affermate dopo un processo di revisione paritaria (peer review) e l'editore concede l'autorizzazione a pubblicare anche una versione digitale in un archivio elettronico (tematico o istituzionale) accessibile gratuitamente. Questa procedura è attualmente autorizzata da circa il 90 per cento degli editori della carta stampata. Nella "via d'oro" i ricercatori pubblicano i risultati delle loro ricerche (selezionati nell'ambito di un processo di revisione paritaria) direttamente in riviste online specializzate affermate nei loro rispettivi settori e liberamente accessibili. Contrariamente alle riviste a stampa, i costi di pubblicazione non si riversano sugli abbonati, ma sono a carico degli autori o dei loro istituti di riferimento. Attualmente solo il 5 per cento circa delle riviste scientifiche sono concepite come riviste ad accesso aperto. Affinché il libero accesso sia conforme ai principi della "Dichiarazione di Berlino", è necessario in entrambi i casi che l'accesso in Internet sia gratuito e senza restrizioni (quindi non riservato alla comunità scientifica ma aperto anche all'economia e alla società) e che sia garantito non solo per la pubblicazione in senso stretto, ma anche per i dati primari, i metadati, le fonti ecc.

Il FNS si è impegnato nel mandato di prestazioni con la Confederazione per il periodo di sussidio 2008-2011 a seguire gli sviluppi in corso nell'ambito dell'"open access" e, se del caso, a adottare ulteriori misure coordinate con le scuole universitarie. Nel frattempo numerose scuole universitarie hanno già emanato direttive vincolanti sul libero accesso ai risultati delle ricerche, in particolare sui dati primari che permettono, soprattutto nella medicina e nelle scienze naturali, di riprodurre e verificare gli esperimenti. Ne consegue che gli organi delle scuole universitarie, di concerto con il FNS, assumono i loro obblighi verso la comunità scientifica, l'economia e la società per garantire il libero accesso alle pubblicazioni scientifiche, come espressamente richiesto dal Consiglio federale (cfr. principio 3 summenzionato). Il FNS spinge a favore del libero accesso anche a livello internazionale e ha sottoposto all'organizzazione "European Heads of Research Councils" standard minimi comuni e proposte per procedure coordinate. Un approccio concertato su scala internazionale è indispensabile per progredire, ad esempio per ottenere un abbreviamento dei termini di protezione delle pubblicazioni scientifiche stabiliti dagli editori. Con tutte queste iniziative il FNS sostiene adeguatamente la promozione dell'"open access", come auspicato all'autore della mozione. Il Consiglio federale ritiene adempiute le richieste avanzate nella mozione e non vede pertanto la necessità di imporre al FNS ulteriori compiti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.