08.3361 · Interpellanza · 2008-06-12
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
I giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo non possono contare su un regime di sicurezza sociale; a titolo di esempio, la Corte non versa loro alcun contributo pensionistico. Oltre a limitare fortemente l'autonomia dei giudici, la mancanza di un regime di sicurezza sociale non protegge a sufficienza i magistrati da inammissibili tentativi di ingerenza da parte dei governi dei loro Paesi.
1. Il Consiglio federale è a conoscenza di questa situazione? Condivide le preoccupazioni quanto ai rischi che incombono sulla completa autonomia decisionale dei giudici?
2. Come valuta il Consiglio federale l'influsso che questa situazione può esercitare sui candidati a un posto di giudice della Corte?
3. Qual è stata la posizione finora assunta dalla Svizzera?
4. Quali passi intende intraprendere il Consiglio federale per cambiare questo stato di cose? È disposto a impegnarsi in seno al comitato dei ministri al fine di migliorare la sicurezza sociale dei giudici? È altrettanto disposto a contribuire affinché le spese supplementari a favore della Corte non debbano essere sopportate dalle altre istituzioni del Consiglio d'Europa?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La problematica affrontata dall'autore dell'interpellanza è nota al Consiglio federale che di massima ne condivide le preoccupazioni. L'indipendenza dei giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo costituisce un presupposto essenziale per l'efficienza della tutela giurisdizionale e deve beneficiare di una protezione totale. Ciò rende naturalmente necessario anche che i membri della Corte godano di un elevato grado di sicurezza finanziaria e sociale. Il salario mensile esentasse dei giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo ammonta attualmente a 17 890 euro (vale a dire a 28 981 franchi secondo un corso di cambio dell'1,62, rispettivamente a un salario annuale di 347 781 franchi). Il salario è adeguato ogni anno al rincaro riscontrato nella zona dell'euro.
Non è corretto affermare che i giudici attualmente non beneficiano di un regime di sicurezza sociale mentre svolgono la loro attività presso la Corte. L'ordinamento vigente in materia di indennità dei giudici (stabilito con risoluzione del comitato dei ministri del 15 dicembre 2004) prevede piuttosto che la loro previdenza sociale in caso di incapacità di lavoro, infortunio, malattia e morte sia assicurata mediante il prelievo di una percentuale del loro salario totale. Ciascun giudice è tenuto a provare ogni anno al Consiglio d'Europa che ha fatto quanto necessario per assicurarsi un'adeguata protezione sociale. Questa soluzione è dovuta alle profonde differenze che vi sono tra i regimi di sicurezza sociale dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa.
2. Il Consiglio federale reputa che l'importanza del salario che percepiscono i giudici garantisca un'adeguata previdenza finanziaria, anche se ogni giudice è responsabile della propria previdenza. Non ritiene che il sistema attuale limiti la cerchia dei candidati ai posti di giudice.
3. Il Consiglio federale non esclude tuttavia la possibilità di migliorare l'attuale regime di previdenza sociale e finanziaria della Corte di Strasburgo. Nel 2007, il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha dovuto adottare in tempi brevi un regime di previdenza sociale per la maternità, fino ad allora inesistente, ispirandosi per i dettagli al regime di sicurezza sociale francese. Attualmente, il segretario generale del Consiglio d'Europa e il presidente della Corte stanno discutendo modalità per migliorare il regime della previdenza sociale. Tra le possibilità esaminate vi è un'adesione alle strutture esistenti, segnatamente l'integrazione nel sistema pensionistico del personale impiegato presso la Segreteria generale del Consiglio d'Europa. Una soluzione di questo genere sembra inevitabilmente richiedere un'adeguata partecipazione finanziaria dei giudici. A questo proposito non è ancora stata presa alcuna decisione. La competenza in questo settore spetta al comitato dei ministri.
4. Il Consiglio federale continuerà a seguire attentamente gli sviluppi che intervengono in questo settore. Offrirà anche il suo concorso agli sforzi intrapresi per migliorare il sistema, da cui non devono tuttavia risultare spese supplementari, tenuto conto dell'impegno assunto dal Consiglio d'Europa di assicurare il proprio funzionamento con una crescita zero in termini reali del proprio bilancio.
Risposta del Consiglio federale.