Utilizzare a vantaggio della piazza economica svizzera gli investimenti effettuati per la formazione di accademici stranieri
08.3376 · Mozione · 2008-06-12
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Considerata la scarsità di accademici specializzati, il Consiglio federale è incaricato di creare i presupposti per rilasciare ai laureati provenienti da Paesi non membri dell'UE o dell'AELS e desiderosi di lavorare in Svizzera un permesso di soggiorno valido per sei mesi dopo l'ottenimento della laurea. Solo in questo modo le persone interessate hanno la possibilità di trovare un impiego adatto e la Svizzera può così trarre direttamente beneficio dagli investimenti effettuati per la loro formazione.
Begründung
La Svizzera gode di un'ottima reputazione come polo di formazione e di ricerca. Nel settore delle scienze naturali e delle tecnologie un contributo importante è fornito dai due politecnici federali. Tuttavia la Svizzera deve anche affrontare una situazione che vede troppo pochi giovani intraprendere studi di indirizzo tecnico. L'industria fa molta fatica a reclutare ingegneri. Da un sondaggio dell'anno scorso risulta che nella sola industria metalmeccanica, elettronica e metallurgica mancano 2000-3000 ingegneri. Date queste circostanze non si capisce perché la Svizzera offre una formazione a persone qualificate provenienti da Stati non membri dell'UE o dell'AELS, dando poi loro poche possibilità di applicare le loro conoscenze nel mondo accademico e sul mercato del lavoro svizzero. Infatti dopo aver terminato gli studi esse sono costrette a lasciare il nostro Paese entro poche settimane. Quindi la Svizzera investe nella formazione di cittadini stranieri selezionandoli con cura, il che è indubbiamente lodevole, ma non coglie l'occasione per approfittare delle conoscenze che hanno acquisito e compensare la forte carenza di manodopera qualificata, migliorando in tal modo la concorrenzialità della sua economia. Da qualche tempo alcune imprese sono costrette ad aumentare i ritmi di produzione perché non riescono a reclutare abbastanza personale qualificato.
La prassi vigente (secondo cui i laureati provenienti da Stati non membri dell'UE o dell'AELS devono lasciare il nostro Paese nel giro di alcune settimane dopo aver terminato gli studi) va modificata. Ai laureati va rilasciato un permesso di soggiorno valido per sei mesi dopo la conclusione degli studi, onde consentire loro di trovare in Svizzera un posto di lavoro adatto.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole della carenza di specialisti, soprattutto di ingegneri, nei settori della tecnica, delle scienze naturali e della matematica. Ha accolto diversi interventi sul tema tesi a ovviare a tale problema, tra cui i postulati Recordon (07.3747), Hochreutener (07.3538) e Widmer (07.3810).
Il parere più recente del Consiglio federale risale al 27 febbraio 2008, quando nella risposta alla mozione Barthassat (07.3782) ha spiegato in modo esaustivo che la nuova legge sugli stranieri consente il rilascio agevolato di un permesso di dimora a persone di Paesi non membri dell'UE e dell'AELS che hanno concluso i loro studi in Svizzera, a condizione che l'esercizio dell'attività lucrativa rivesta un alto interesse scientifico o economico. La Svizzera è pertanto in grado di accogliere specialisti, titolari di un diploma universitario in scienze tecniche e scienze esatte, indispensabili alla sua economia e alla sua ricerca. La relativa prassi è pertanto molto favorevole soprattutto per gli ingegneri e i professionisti del settore delle scienze naturali.
Nel 2007, 611 cittadini di Paesi non membri dell'UE e dell'AELS hanno conseguito una laurea e 348 un dottorato. Nel semestre autunnale 2007/08 circa 117 000 studenti erano immatricolati nelle università svizzere (scuole universitarie professionali escluse). Il 24 per cento (circa 28 000 persone) sono studenti stranieri, il che corrisponde a un aumento del 43 per cento dal 2000/01 (mentre per gli Svizzeri l'incremento è stato pari ad appena il 15,5 per cento). Circa il 32 per cento degli studenti stranieri provengono da Paesi non membri dell'UE o dell'AELS. Il 40 per cento degli stranieri giunti in Svizzera per frequentare un'università svizzera studiano scienze naturali o scienze esatte, il 27 per cento scienze umanistiche e sociali mentre il 19 per cento studiano economia. Gli ambienti economici e scientifici non nutrono tuttavia il medesimo interesse per tutti i diplomati delle università svizzere.
Durante la loro formazione molti studenti, in particolare i futuri ingegneri, si creano una rete di contatti professionali grazie a stage e attività accessorie speciali. Le imprese in cerca di personale si contendono i talenti posizionandosi per tempo nelle università al fine di reclutare gli studenti più promettenti. Il passaggio dall'università alla vita professionale non è assolutamente problematico per questi lavoratori tanto richiesti, come confermano alle autorità anche numerose imprese.
Di norma chi non trova un posto di lavoro nel proprio settore deve partire una volta scaduto il permesso di dimora. Esiste tuttavia la possibilità di trattenersi in visita al massimo per tre mesi entro un lasso di tempo di sei mesi. Internet e la posta elettronica agevolano i contatti anche dall'estero.
L'attuale normativa di ammissione consente sostanzialmente a tutti i lavoratori altamente qualificati provenienti da Paesi terzi di rimanere in Svizzera. Essa permette di tenere conto in modo flessibile dei cambiamenti congiunturali e dell'evoluzione della domanda. Il polo economico e scientifico svizzero approfitta così in ampia misura degli investimenti a favore di cittadini stranieri altamente qualificati formatisi nel nostro Paese. Gli obiettivi auspicati nella mozione sulla concorrenzialità dell'economia sono pertanto conseguiti con le disposizioni legali esistenti in materia e con l'attuale prassi d'autorizzazione senza dover istituire nuovi diritti.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.