L'importanza della paternità attiva per la politica economica e familiare
08.3391 · Postulato · 2008-06-12
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che risponda in particolare alle seguenti domande:
1. Se si considerano la ripartizione tra i sessi del lavoro lucrativo e del lavoro non remunerato e i principali indicatori sanitari, sociali ed economici, qual è la situazione dei padri svizzeri (anche a livello internazionale)?
2. Che effetto ha l'aumento del lavoro a tempo parziale tra gli uomini con figli al di sotto dei 15 anni sui seguenti indicatori: crescita economica, partecipazione al mercato del lavoro, tasso d'occupazione, spese sanitarie ed evoluzione demografica in Svizzera? Il Consiglio federale è invitato ad eseguire un'analisi costi-benefici.
3. Quali fattori impediscono agli uomini di impegnarsi maggiormente nell'ambito domestico-familiare? Quali cambiamenti devono essere apportati alla politica economica e familiare, al sistema delle assicurazioni sociali e a quello fiscale per permettere agli uomini di impegnarsi maggiormente in quest'ambito?
Begründung
Con l'emancipazione delle donne e l'aumento del loro tasso d'occupazione, l'esigenza di un maggiore coinvolgimento degli uomini nella custodia dei figli e nei lavori domestici è ormai diventata un fatto scontato per molti. Ciononostante, la percentuale degli uomini che combinano il loro impegno familiare con un'occupazione a tempo parziale è aumentata soltanto di poco (2007: 11,9 per cento; 1991: 7,8 per cento). I dati sanitari indicano l'esistenza di ingenti oneri specifici ai sessi con conseguenti costi aziendali e macroeconomici.
Secondo uno studio dell'Ufficio federale di statistica (UST), l'inconciliabilità della professione e della famiglia e le ingenti spese causate dai figli sono i due motivi principali che inducono le coppie a rinunciare ai figli, causando così la significativa diminuzione delle nascite tra le persone con un buon livello di formazione. Per il benessere della Svizzera è pertanto importante che l'indispensabile parità tra i sessi diventi realtà in ambito lavorativo, affinché sia le donne che gli uomini possano essere il più possibile produttivi e restare in buona salute.
Il rapporto richiesto ha lo scopo di colmare la carenza di conoscenze e dati sugli uomini. All'estero sono già stati fatti passi in questa direzione. In Austria, per esempio, esiste addirittura un'apposita divisione per le questioni fondamentali di politica maschile presso il Ministero federale della socialità e della protezione dei consumatori.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il postulato chiede un rapporto sulla partecipazione degli uomini al lavoro domestico-familiare e sulle conseguenze sociali di un aumento del numero dei padri occupati a tempo parziale. Negli ultimi anni, l'Ufficio federale di statistica (UST) ha pubblicato diversi studi dettagliati in merito: "Répartition des tâches au sein du ménage" (Données sociales - Suisse - Troisième rapport statistique; OFS 2003, d/f); "Travail familial, modèles d'activité rémunérée et répartition du travail domestique" Démos. Bulletin d'information démographique 4/2005; OFS 2005, d/f); "Le ménage pour lieu de travail: le temps consacré au travail domestique et familial et son estimation monétaire" (Actualités OFS; 2006, d/f).
Secondo il censimento 2000 il modello d'attività più diffuso tra le coppie è quello in cui l'uomo lavora a tempo pieno e la donna a tempo parziale (33 per cento), seguito da quello in cui l'uomo lavora a tempo pieno e la donna non è professionalmente attiva (28 per cento). Negli ultimi 15 anni la quota di uomini attivi a tempo parziale è aumentata solo di poco ed è tuttora bassa (12 per cento; RIFOS 2007). Le cifre rispecchiano la differenza ancora notevole tra il comportamento lavorativo degli uomini e delle donne. Per molte famiglie, la ripartizione tradizionale dei ruoli sembra essere un compromesso accettabile tra le esigenze della professione e quelle della vita familiare.
Il modello familiare è una scelta privata delle singole coppie. La società ha il compito di creare condizioni quadro che permettano di conciliare al meglio famiglia e professione. Tuttavia, la concezione dei ruoli nel rapporto fra uomo e donna si evolve lentamente. Adeguate campagne di sensibilizzazione possono quindi giovare allo sviluppo di una nuova consapevolezza. Ricordiamo qui le campagne "Fairplay-at-home" e "Fairplay-at-work" dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo.
Ai motivi privati si aggiunge la riluttanza delle imprese ad agevolare sistematicamente la conciliazione tra famiglia e professione, per esempio offrendo un maggior numero di posti a tempo parziale o in job sharing o introducendo l'orario di lavoro annuale. Anche le imprese vanno dunque informate e sensibilizzate: soltanto così la loro cultura potrà (e dovrà) evolvere. La SECO è attiva in questo settore da diversi anni: basti ricordare il manuale per le PMI su lavoro e famiglia, elaborato in collaborazione con le associazioni padronali. In futuro, l'abbattimento dei pregiudizi con cui si trovano confrontati gli uomini che vorrebbero lavorare a tempo parziale sarà un tema prioritario delle campagne di sensibilizzazione.
Per una migliore conciliabilità di famiglia e professione, la Confederazione punta in primo luogo sull'introduzione di orari lavorativi flessibili, sulla promozione della custodia di bambini complementare alla famiglia e sulla riforma dell'imposizione delle famiglie. Anche in ragione dei limiti delle risorse federali non ritiene pertanto pertinente l'elaborazione di un rapporto sull'importanza della paternità attiva.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato, in quanto i principali dati richiesti sono già conosciuti e documentati da appositi studi. Un rapporto specifico non apporterebbe novità di rilievo per l'attività politica.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.