08.3419 · Mozione · 2008-06-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a impostare la sua politica climatica del post-Kyoto (a partire dal 2012) in modo tale da ridurre gran parte delle emissioni climalteranti in Svizzera.
Il Consiglio federale si è inoltre impegnato a livello internazionale affinché il protocollo post-Kyoto sia elaborato in modo tale che i Paesi industrializzati riducano la maggior parte delle emissioni di CO2 sul loro territorio nazionale.
Begründung
1. Il migliore aiuto che possiamo dare al clima consiste nella riduzione effettiva delle emissioni, che non può essere sempre garantita in caso d'acquisto di certificati all'estero.
Il meccanismo per lo sviluppo pulito (Clean Development Mechanism - CDM) dovrebbe di fatto garantire che solo i progetti che assicurano una riduzione delle emissioni supplementare rispetto al volume normale ottengano un certificato per le riduzioni delle emissioni. Ciò significa che un progetto realizzato senza CDM e senza l'appoggio estero non dovrebbe ottenere nessun certificato. Tuttavia, nuovi studi dimostrano che la maggior parte dei progetti non soddisferebbero il criterio della "supplementarità". Il problema non è nuovo. L'ultimo "Guardian Weekly" (30 maggio-5 giugno) ha intitolato il suo articolo principale: "Billions wasted on UN climate programme." Secondo recenti studi, fino ai tre quarti di tutti i progetti CDM registrati, in realtà, non rispetterebbero il criterio della supplementarità.
2. Attendibilità: la Svizzera è poco credibile se esige dagli altri Paesi le riduzioni delle emissioni, ma non riduce le sue.
3. Acquistare certificati climatici all'estero è a lungo termine più caro e meno innovativo che investire nelle misure di riduzione sul proprio territorio nazionale. Quando investe in misure di riduzione all'estero, la Svizzera acquisisce impegni in altri Paesi. Al contrario, riducendo le emissioni all'interno del suo territorio, essa si convertirebbe, a lungo termine, in un Paese esportatore e fornitore di tecnologia per la riduzione delle emissioni.
4. Riducendo le emissioni CO2 nel suo territorio, la Svizzera può ridurre anche quelle di inquinanti secondari come le polveri fini. Inoltre favorisce lo sviluppo tecnologico e in questo modo trae vantaggio dall'impegno per la riduzione delle emissioni. Al contrario, l'acquisto di certificati internazionali produce solo costi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Con la ratifica della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel dicembre 1993, la Svizzera si è impegnata a raggiungere l'obiettivo di stabilizzazione della concentrazione di gas a effetto serra nell'atmosfera a un livello non pericoloso (art. 2). Dalle previsioni del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change), che fornisce le basi scientifiche per la politica climatica, emerge che, sulla base dell'andamento della popolazione mondiale, fino alla fine del secolo le emissioni mondiali dei gas a effetto serra possono ammontare al massimo a 1-5 tonnellate di CO2 equivalente a persona. Anche la Svizzera, che oggi emette circa 7 tonnellate di CO2 equivalente, deve fornire un considerevole contributo alla riduzione delle emissioni. In primo luogo, il nostro Paese è tenuto a seguire un programma di riduzione nazionale delle emissioni di gas a effetto serra (art. 4 cpv. 2). In secondo luogo, esso può includere nel computo la riduzione delle emissioni conseguita all'estero. I cosiddetti meccanisimi flessibili sono regolati nel Protocollo di Kyoto (protocollo aggiuntivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) che, dopo il 2012, dovrà essere sostituito con un nuovo accordo. Dai negoziati internazionali emerge che i meccanismi flessibili del protocollo di Kyoto in futuro dovranno essere usati solo come complemento delle misure nazionali (la cosiddetta supplementarità). La delegazione svizzera si impegna a favore del miglioramento dell'integrità ambientale dei progetti internazionali di protezione climatica per garantire la qualità dei certificati.
Il problema climatico non potrà essere risolto senza una riduzione sostanziale dei gas a effetto serra nei Paesi industrializzati. Per quanto riguarda la politica climatica svizzera dopo il 2012, alla fine del 2008 il Consiglio federale intende indire una consultazione nell'ambito della quale proporrà misure di riduzione sia nazionali che internazionali. Al momento attuale non intende quindi ancora definire la proporzione esatta tra le due categorie di misure.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.