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08.3423 · Interpellanza · 2008-06-13

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

La riforma di Bologna, attuata con grande dispendio di mezzi, ha tra l'altro quale obiettivo di migliorare la mobilità degli studenti in tutte le fasi del loro studio. Inoltre, deve garantire la permeabilità tra scuole universitarie professionali (SUP) e università. Nella prassi molte università assumono posizioni elitarie tentando di dissuadere gli studenti delle SUP imponendo loro condizioni supplementari per l'ammissione agli studi.

1. Entro quando il Consiglio federale intende garantire l'auspicata permeabilità e l'armonizzazione dei programmi di studio tra SUP e università?

2. Perché tollera simili comportamenti elitari e le condizioni di ammissione discriminanti poste da determinate università?

3. Perché la Confederazione versa alle università sussidi per la riforma di Bologna, se poi queste non la attuano come auspicato?

4. Perché i cantoni non universitari sono tenuti a pagare contributi alle università, mentre i Paesi di origine degli studenti stranieri in Svizzera non versano alcun contributo per le spese d'esercizio delle università? Vista questa situazione, non è più logico che siano ammessi nelle università in via prioritaria gli studenti svizzeri, in particolare quelli provenienti dalle SUP?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il profilo, gli obiettivi e i contenuti didattici dei cicli di studio e dei diplomi proposti dalle scuole universitarie svizzere variano, anche all'interno di una stessa disciplina, a seconda del tipo d'istituto. Sotto questo aspetto, la riforma di Bologna non ha cambiato nulla. Essa è piuttosto chiamata ad agevolare la mobilità geografica e i passaggi tra i diversi tipi di scuole universitarie. Non a caso, il 5 novembre 2007, le Conferenze dei rettori delle alte scuole pedagogiche (COHEP), delle scuole universitarie professionali (KFH) e delle università (CRUS) hanno regolamentato in un accordo vincolante la permeabilità tra scuole universitarie. La cosiddetta lista di concordanza stabilisce, per ogni indirizzo di studio, le condizioni da soddisfare per poter passare da un tipo di scuola universitaria all'altro.

La Conferenza universitaria svizzera (CUS) e il consiglio delle scuole universitarie professionali hanno approvato sia l'accordo che la lista di concordanza. Oggi risulta quindi garantita una migliore permeabilità tra alte scuole pedagogiche, scuole universitarie specializzate e università. Questa mobilità differenziata, che tiene conto di contenuti spesso molto diversi tra loro nonostante le denominazioni simili, è del resto nell'interesse degli studenti e delle scuole universitarie.

2. L'accordo e la lista di concordanza elaborati di comune accordo dalle tre conferenze dei rettori costituiscono una prima regolamentazione trasparente che vale indistintamente per tutti i tipi di scuola universitaria. Il monitoraggio e i rapporti annuali inviati dalle tre conferenze dei rettori alla CUS e al Consiglio delle scuole universitarie professionali forniranno preziose informazioni sull'applicazione della regolamentazione e sulla riuscita o meno dei passaggi. In questo modo potranno essere adottate le misure correttive eventualmente necessarie.

3. Il processo di Bologna è intervenuto in profondità nel sistema delle scuole universitarie svizzere. Come per tutte le riforme radicali, anche in questo caso non mancano i problemi legati alla fase di attuazione. Proprio per questa ragione, nel corso del periodo 2008-2011, sarà data la priorità a una vasta attività di monitoraggio del sistema. In questo ambito saranno analizzati diversi aspetti specifici - tra i quali anche la mobilità degli studenti e quindi la permeabilità tra gli istituti - e potranno essere proposte eventuali misure correttive. Il Consiglio federale ritiene dunque che, nel suo insieme, l'attuazione della riforma di Bologna sia stata fin qui condotta in modo efficace e che continuerà ad esserlo grazie agli strumenti succitati.

4. Uno degli obiettivi centrali della riforma di Bologna è l'agevolazione della mobilità internazionale. Gli studenti stranieri sono i benvenuti in Svizzera, esattamente come lo sono gli studenti svizzeri all'estero. L'adozione di un sistema di compensazioni reciproche o l'introduzione di condizioni d'ammissione differenziate per priorità comportano ulteriori oneri amministrativi e rischierebbero di compromettere l'attrattiva della Svizzera quale polo di formazione superiore. Inoltre, le condizioni di ammissione sono di competenza delle singole scuole universitarie e rientrano nell'autonomia fissata dalla legislazione in materia.

Risposta del Consiglio federale.