08.3463 · Interpellanza · 2008-09-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Quali "mediatori di pace", "conciliatori", oppure "emissari" hanno operato in quali Stati e in quali conflitti negli ultimi cinque anni su mandato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE)?
2. Questi mandati erano e sono noti al Consiglio federale quale responsabile della politica estera svizzera e sono stati da esso precedentemente autorizzati?
3. Che cosa qualifica rappresentanti di istituti di studi superiori svizzeri senza formazione diplomatica ad esercitare tali mandati di mediazione ufficiali e retribuiti?
4. A quanto ammontano le spese annue per questi "mediatori di pace"?
Begründung
Negli ultimi mesi è emerso che su mandato del DFAE erano attivi diversi "mediatori di pace" il cui mandato, oltre ad essere controverso sia a livello interno sia all'estero, ha avuto esiti più negativi che positivi per gli interessi della Svizzera. Non si tratta di collaboratori del DFAE, bensì di personale di istituti di studi superiori svizzeri. In Uganda un emissario svizzero ha negoziato con un criminale di guerra ricercato in tutto il mondo, in Colombia un mediatore svizzero è stato a stretto contatto con l'organizzazione terroristica FARC, ha per giunta solidarizzato con rapitori criminali fingendosi il riscossore del riscatto. Evidentemente il DFAE parte da falsi presupposti per queste presunte missioni di pace: ciò che più importa sembra essere non tanto il successo dei tentativi di mediazione, bensì le luci dei riflettori dell'opinione pubblica, il protagonismo e la volontà di profilarsi degli attori.
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'obiettivo strategico del Consiglio federale in materia di mediazione dei conflitti consiste innanzitutto nel promuovere la pace e la sicurezza umana. Il messaggio del 15 giugno 2007 concernente la prosecuzione delle misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo evidenzia le diverse misure volte a estendere le capacità di mediazione della Svizzera. Misure concrete sono già state adottate nel settore della formazione e del perfezionamento. Il dipartimento competente esamina periodicamente le diverse attività di mediazione alla luce dei criteri menzionati nel messaggio, come il calcolo del rischio politico, l'esplicita domanda avanzata dalle parti in conflitto e gli strumenti più idonei a disposizione della Svizzera.
La Svizzera conduce diverse attività di mediazione nelle regioni in conflitto. Impiega innanzitutto il proprio personale o agisce per il tramite di organizzazioni non statali, di istituti universitari o di persone private. Nel corso di questi ultimi cinque anni, la Svizzera era implicata con i propri diplomatici ed esperti nei seguenti processi di mediazione: Colombia (ELN e FARC), Indonesia (Aceh), Iran, conflitto israelo-palestinese (Iniziativa di Ginevra), sostegno ai colloqui di pace siro-israeliani, dialogo interlibanese, Nepal, Uganda (LRA), Sri Lanka (colloqui di pace a Ginevra), Sudan (conflitto Nord-Sud e Darfur). Inoltre, la Svizzera ha sostenuto le organizzazioni non statali "Caux-Initiatives et Changement International" nel Burundi e "Conciliation Resources" in Georgia (Abhasia). Queste istituzioni specializzate agiscono a proprio nome e sotto la propria responsabilità, quali mediatori in diversi processi di pace.
2. Il Consiglio federale è tenuto costantemente informato, in modo particolare quando si tratta di processi politicamente delicati. Approvato ogni anno dal Consiglio federale, il rapporto sulle misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo riferisce sulle attività di mediazione.
3. Per rivestire il proprio ruolo di mediazione nei processi di pace, il DFAE invia innanzitutto diplomatici ed esperti interni con i quali lavora da molti anni. Si ricorre a un mediatore esterno unicamente se dispone di capacità determinanti. Concretamente, questa persona deve possedere le conoscenze specifiche su un determinato conflitto o beneficiare di una fiducia particolare presso le parti in conflitto e avere un accesso diretto ad esse. Nel corso di questi ultimi cinque anni, si è fatto ricorso soltanto a due esperti esterni: il professor Jean-Pierre Gontard dell'IUED in Colombia e il professor Alexis Keller dell'Università di Ginevra nel quadro dell'Iniziativa di Ginevra (Israele/Territori palestinesi occupati).
4. Le spese dell'attività di mediazione svolte dalla Svizzera ammontavano nel 2007 a circa 2,3 milioni di franchi. Questo importo include le spese di formazione e di perfezionamento interni per mediatori, il costo dei seminari per mediatori delle regioni in conflitto, le spese di funzionamento, il salario di un mediatore esterno, nonché i contributi alle organizzazioni non governative specializzate come il "Centre for Humanitarian Dialogue", "Conciliation Resources" e "Caux-Initiatives et Changement International". I salari dei collaboratori e degli esperti interni non sono inclusi in questo importo.
Risposta del Consiglio federale.