08.3661 · Interpellanza · 2008-10-03
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Ogni anno in Svizzera vengono prestate migliaia di ore di volontariato in favore della società. Questo lavoro viene svolto a titolo gratuito o dietro un compenso minimo. Di conseguenza, in molti casi, per le persone che praticano il volontariato è impossibile accumulare averi nel secondo o nel terzo pilastro in vista della vecchiaia. Coloro che per anni o persino per tutta la vita lavorativa si sono impegnati gratuitamente o in cambio di un corrispettivo minimo in favore della società nella vecchiaia si trovano spesso in difficoltà finanziarie.
Ciò premesso, vorrei porre al Consiglio federale la domanda seguente: con quali misure si può garantire la sicurezza finanziaria nella vecchiaia a coloro che hanno lavorato prevalentemente nel volontariato e che, di conseguenza, dispongono solo della rendita minima AVS e non di un secondo o di un terzo pilastro?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è pienamente consapevole dell'importanza che il volontariato riveste in Svizzera. Spesso, in passato, l'eventualità di tenere conto di queste prestazioni lavorative non retribuite è già stata oggetto di interventi parlamentari e di approfonditi dibattiti sia nell'ambito della 10a revisione AVS che alla vigilia dell'11a revisione AVS.
Tra le misure richieste vi è, in particolare, l'introduzione di un bonus AVS per il volontariato. Analogamente agli accrediti per compiti assistenziali introdotti con la 10a revisione AVS, un reddito fittizio per il lavoro volontario permetterebbe di migliorare le prestazioni del primo pilastro. Ma fino ad oggi, sia il Consiglio federale che il Parlamento si sono astenuti dall'introdurre tale accredito, perché tutte le analisi eseguite hanno dimostrato che ciò comporterebbe delle difficoltà di distinzione quasi irrisolvibili. Quali impegni non retribuiti in campo sociale, culturale, religioso, sportivo o politico ecc. dovrebbero consentire un computo nell'AVS? Una limitazione, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, richiederebbe valutazioni estremamente delicate.
Da qualche anno, in molti luoghi il volontariato viene documentato con l'attestato di volontariato svizzero. Questo riconoscimento è anche e soprattutto un modo per garantire agli interessati una migliore posizione sul mercato del lavoro. Non è certo che questo documento permetta di risolvere le complesse questioni di distinzione poc'anzi accennate. Sarebbe invece inevitabile un dispendio amministrativo non indifferente.
A ciò si aggiunge che, in molti casi, un bonus per il volontariato non produrrebbe alcun effetto sulle rendite AVS, perché spesso il volontariato viene praticato da chi è già in età pensionabile o da chi, trovandosi in una fase della vita in cui si svolgono compiti non retribuiti in favore della società, ha già diritto a un altro accredito. Ciò esclude un ulteriore accredito, poiché la 10a revisione AVS non prevede la concessione di più tipi di accrediti contemporaneamente (accrediti per compiti assistenziali e accrediti per compiti educativi). Il bonus sarebbe inutile anche per le numerose donne del ceto medio che si impegnano nel volontariato sociale. Per esperienza, normalmente il volontariato è praticato da persone piuttosto agiate economicamente, le quali raggiungono presto la rendita massima AVS, perlomeno allorché entrambi i coniugi percepiscono la rendita di vecchiaia. Le cifre più recenti dimostrano che attualmente in Svizzera il 63 per cento delle coppie raggiungono l'importo massimo di 3315 franchi al mese (dati del gennaio 2008). In media, in Svizzera, i coniugi che percepiscono una rendita ricevono 3181 franchi e nell'86 per cento dei casi si tratta di rendite limitate.
Pertanto, anche nella nuova versione dell'11 revisione AVS pendente in Parlamento, il Consiglio federale non ha proposto misure a tutela di coloro che praticano il volontariato. Il Consiglio federale non prevede di prendere provvedimenti nemmeno nel secondo e/o nel terzo pilastro, perché ciò comporterebbe modifiche fondamentali di sistema, oltre ai problemi di distinzione che già si prospettano nell'ambito dell'AVS, dato che questi due pilastri sono pensati esclusivamente per coloro che svolgono un'attività lucrativa.
Risposta del Consiglio federale.