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08.3678 · Interpellanza · 2008-10-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La liberalizzazione del mercato dei servizi d'informazione sugli elenchi, avvenuta il 1° gennaio 2007, avrebbe dovuto promuovere la concorrenza e alleggerire i prezzi. Tuttavia, l'eventualità di abbassare i prezzi non è stata finora presa in considerazione. Stando a quanto riportato dai media ("Tages-Anzeiger", RSR), i prezzi sarebbero addirittura aumentati: dell'8 per cento circa nel caso del servizio offerto da Swisscom e di oltre il 20 per cento nel caso del suo principale concorrente, il 1818. I clienti non beneficiano dunque di alcun vantaggio legato all'apertura dei mercati. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. L'Ufficio federale delle comunicazioni è stato incaricato di osservare l'evoluzione dei prezzi fatturati dai diversi operatori? In caso affermativo, il Consiglio federale conferma la situazione sopra illustrata?

2. A cosa è riconducibile tale incremento dei prezzi?

3. Cosa intende fare l'UFCOM?

Stellungnahme des Bundesrates

In Svizzera i servizi d'informazione sugli elenchi degli abbonati al servizio telefonico pubblico, cui si accede attraverso numeri brevi a quattro cifre (18xy), sono offerti da più operatori, ciascuno dei quali fissa da sé la tariffa per la fornitura di tale servizio. In qualità di impresa economica operante all'interno di un'economia di mercato, nel determinare tale tariffa l'operatore è portato a considerare i costi della fornitura del servizio nonché il proprio livello di concorrenzialità rispetto agli altri fornitori di servizi di telecomunicazione.

La statistica ufficiale sulle telecomunicazioni dell'UFCOM rivela che i servizi d'informazione sugli elenchi sono sempre meno richiesti. Mentre dieci anni or sono l'allora 111 veniva composto oltre settanta milioni di volte l'anno, nel 2006 il numero delle chiamate a questo servizio è risultato dimezzato. A livello europeo si osserva la stessa tendenza. In Germania, ad esempio, il calo registrato è dell'ordine del 10 per cento circa ogni anno e in Francia addirittura del 50 per cento per il periodo fra il 2004 e il 2007. Ciò è principalmente riconducibile al crescente utilizzo di elenchi consultabili gratuitamente in Internet nonché alle nuove funzioni di rubrica offerte dagli stessi apparecchi telefonici.

1. L'UFCOM segue da vicino l'evoluzione dei diversi settori del mercato delle telecomunicazioni, pur non avendo uno specifico mandato in materia. È un dato di fatto che nel corso di quest'anno le tariffe dei due principali servizi d'informazione sugli elenchi (1811 e 1818) sono aumentate. Per le chiamate di breve o brevissima durata (inferiori a un minuto) l'aumento di prezzo è del 10 per cento circa; nel caso delle comunicazioni più lunghe o dell'inoltro del collegamento al numero richiesto entrambi gli operatori fatturano attualmente tariffe decisamente più elevate rispetto ad inizio 2008 (ca. 20 cts./min).

2. La costante diminuzione della domanda di servizi d'informazione tradizionalmente offerti dagli operatori delle telecomunicazioni è principalmente riconducibile all'avvento dei servizi d'elenco gratuiti disponibili su Internet. Pertanto, per contrastare gli effetti di questa nuova realtà (redditività insufficiente o addirittura perdite ) l'unica soluzione per gli operatori è sembrata essere quella di portare le tariffe ai livelli sopra menzionati.

3. I numeri 18xy offrono anche la possibilità di usufruire dei cosiddetti servizi connessi. Questa categoria include i servizi di collegamento con l'interlocutore ricercato (servizi "connect") e la trasmissione off line dei dati richiesti (p. es. via SMS). Dato il progressivo calo della domanda di servizi d'informazione tradizionali e alla luce delle nuove esigenze espresse dai clienti, molti operatori titolari dei numeri 18xy chiedono di poter ampliare la propria offerta di servizi. Attualmente si sta valutando in che misura sia possibile dilatare tale offerta; vi è infatti il rischio di concorrenza con i numeri dei servizi a valore aggiunto 0900.

Risposta del Consiglio federale.