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08.3714 · Interpellanza · 2008-10-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La costruzione degli ultimi tratti della linea ad altissima tensione (380 kV) Galmiz-Verbois si scontra, dal 1976, con numerose difficoltà, soprattutto con le legittime preoccupazioni della popolazione riguardo agli impatti di questa nuova costruzione sulla salute e sull'ambiente. Il periodo di tempo necessario per la costruzione di una linea di trasporto dell'elettricità in Svizzera è, quindi, assai elevato: nel presente caso più di trent'anni. Un lasso di tempo così prolungato porta ovviamente a interrogarsi sull'opportunità delle scelte strategiche e tecnologiche operate dai responsabili delle linee, nella misura in cui tali scelte comportano dei costi supplementari per i consumatori; ciò si aggiunge alle domande legittime riguardo alle conseguenze di tali linee sulla salute delle persone che vivono nelle zone interessate.

In tale contesto, in una situazione in cui l'ottimizzazione dei siti di produzione, nella fattispecie delle energie rinnovabili, deve portarci a considerare le questioni di sicurezza dell'approvvigionamento su un piano geografico che comprenda l'Europa e l'Africa del nord, e nell'attesa del rapporto di politica energetica incentrato sulla sicurezza degli approvvigionamenti, la pertinenza economica e il rispetto dell'ambiente che il Consiglio federale ha chiesto per la fine del 2008, desidero sapere:

1. Qual è l'importanza che il Consiglio federale attribuisce alle tecnologie legate al trasporto di corrente continua - in particolare per posa interrata e su distanze piuttosto importanti (> 50 km) - che permettono di ridurre gli effetti nocivi sulla salute e le perdite energetiche durante il trasporto, sia per la futura rete svizzera ad altissima tensione che per le prospettive europee di politica energetica e qual è il ruolo che l'industria svizzera, ora nella fase culminante della questione, potrebbe ricoprire?

2. Quali sono le forme di collaborazione che il Consiglio federale intende instaurare con altri Paesi dell'Europa o dell'Africa del nord, sia per la produzione di energie rinnovabili che per l'organizzazione, in futuro, della rete europea ad alta tensione?

3. Entro quale data Swissgrid sarà in grado di presentare un piano nazionale della rete?

4. Entro quale data, e in che forma, i piani della Svizzera sul presente tema saranno coordinati con quelli degli Stati membri dell'Unione europea?

5. Dove e con quali esperti la Svizzera conduce le sue riflessioni in termini di ricerca sulle questioni relative allo sviluppo e ai costi delle reti ad altissima tensione?

6. Il Consiglio federale è disposto a emettere delle direttive in termini di efficacia ed effetti nocivi (elettrosmog, perdite energetiche, ecc.) della rete elettrica ad altissima tensione?

Stellungnahme des Bundesrates

1./5. In Svizzera, le reti di trasporto dell'energia elettrica svolgono un ruolo cruciale dal punto di vista della sicurezza dell'approvvigionamento. Concretamente, bisogna sfruttare nel modo più efficiente possibile le attuali capacità e, se necessario, continuare a svilupparle. Oggi, l'ottimizzazione dello sfruttamento della rete porta essenzialmente a innovazioni nell'ambito delle tecnologie dell'informazione (ad esempio componenti di rete intelligenti, "Smart Grids"). In questo settore, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) è attivo a livello della ricerca internazionale. Inoltre, sono in corso delle attività volte a intensificare la ricerca interdisciplinare relativa alle reti di trasporto in collaborazione con le scuole universitarie svizzere. Se risulterà necessario sviluppare la rete, si cercherà di trovare la soluzione più adatta a livello globale, tenendo conto di tutti i criteri (sicurezza dell'approvvigionamento, protezione dell'ambiente, tutela del paesaggio e delle persone, redditività). In linea di principio, sono disponibili linee aeree o interrate per il passaggio di corrente continua o alternata.

Il trasporto di corrente continua ad alta tensione è una tecnologia utilizzata già da diversi anni per il trasporto dell'energia, ma che si applica, di norma, unicamente ai collegamenti sottomarini o a distanze molto lunghe (da 100 a 150 km senza immissione e prelievo). Presenta il vantaggio di registrare perdite di energia relativamente limitate durante il trasporto; in compenso, sono piuttosto consistenti nel momento della trasformazione della corrente continua in corrente alternata nelle stazioni di conversione. Tali stazioni occupano molto spazio e, oltretutto, provocano inquinamento acustico e campi elettromagnetici. Inoltre, la realizzazione di linee a corrente continua pone più o meno gli stessi problemi di quelle a corrente alternata (linee aeree o cavi).

2./4. Per quanto riguarda la collaborazione internazionale, la Svizzera e l'UE si sono impegnate, alla fine del 2007, in una serie di negoziati per un accordo bilaterale sull'elettricità. Tale accordo dovrà essere improntato, in modo particolare, al commercio transfrontaliero dell'elettricità, a risolvere i problemi di capacità della rete e al reciproco riconoscimento delle garanzie d'origine per la corrente prodotta da energie rinnovabili. Al momento, non è possibile prevedere quando potrà essere stipulato tale accordo. Indipendentemente da tali negoziati, la società nazionale di rete Swissgrid partecipa al coordinamento internazionale nel settore delle reti ad altissima tensione in qualità di membro dell'UCTE (Unione per il coordinamento della trasmissione di elettricità) e dell'ETSO (European Transmission System Operators). La strategia di politica energetica estera della Svizzera, che il Consiglio federale ha adottato il 20 febbraio 2008, mira inoltre a instaurare dialoghi e partnership energetici, volti a rafforzare i rapporti bilaterali in ambito energetico. La Svizzera intende affrontare con regolarità le tematiche di attualità in materia di politica energetica con i Paesi vicini e instaurare una partnership energetica con Stati come Norvegia, Turchia o Azerbaigian. Nell'Africa del nord, la Svizzera intende instaurare un dialogo energetico con l'Algeria sui temi dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili e della sicurezza dell'approvvigionamento.

3. Nel 2005 è stato istituito il gruppo di lavoro "Reti di trasmissione e sicurezza di approvvigionamento" (LVS), che l'anno scorso ha presentato delle raccomandazioni per migliorare le strutture della rete ad alta tensione. A tale scopo, ha sviluppato delle reti strategiche a 50 Hz per le grandi aziende elettriche e a 16,7 hertz per le FFS, da realizzare possibilmente entro il 2015. Nel rapporto finale pubblicato nel mese di marzo 2007, il gruppo di lavoro LVS ha stilato delle raccomandazioni volte a migliorare le reti a livello strutturale e definito 39 progetti prioritari per la rete strategica delle grandi aziende elettriche.

Un sottogruppo del gruppo di lavoro LVS ha elaborato anche i criteri che permetteranno di valutare, progetto per progetto, nel quadro del piano settoriale delle linee di trasporto dell'elettricità, l'opportunità della realizzazione di una rete di cavi. Tali criteri devono consentire una ponderazione più oggettiva possibile dei vantaggi (minimo impatto visivo sul paesaggio, riduzione dei campi elettromagnetici) e degli svantaggi di una rete di cavi (riparazioni più onerose, interruzioni più lunghe, deterioramento del suolo al momento della costruzione e dell'esercizio, valorizzazione del suolo e dei materiali di scavo, costi più elevati) nel caso concreto. Il relativo rapporto dovrebbe essere presentato al DATEC nella primavera del 2009. La realizzazione dei progetti di potenziamento della rete rientra nei compiti del settore dell'elettricità. L'UFE è in contatto permanente con le organizzazioni interessate (Swisselectric, Swissasset, Swissgrid ecc.).

6. È nell'interesse dei gestori di rete aumentare il più possibile l'efficienza delle reti ad altissima tensione. Nell'ottobre 2008, durante la discussione sui prezzi dell'elettricità con gli attori del settore, si è deciso di istituire, sotto l'egida dell'UFE, un gruppo di lavoro incaricato di promuovere l'efficienza energetica attraverso incentivi a livello di prezzi, tariffe ed emolumenti. In base ai risultati ottenuti da questo gruppo di lavoro, il DATEC stabilirà le procedure da adottare successivamente (ad esempio direttive necessarie e modifiche di ordinanza). L'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI, RS 814.710) garantisce la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (elettrosmog).

Risposta del Consiglio federale.