Accordi di libero scambio. Rispetto dei diritti dell'uomo, delle norme ambientali e protezione dei diritti dei lavoratori
08.3743 · Postulato · 2008-10-03
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è chiamato a presentare un rapporto dettagliato sulle aggiunte annuali che intende inserire nella strategia politica adottata in materia di conclusione di accordi di libero scambio, volti a combattere la concorrenza sleale nei confronti della Svizzera tramite la clausola del rispetto dei diritti dell'uomo, delle norme fondamentali dell'OIL a tutela dei lavoratori e delle norme ambientali minime, in particolare le clausole sociali e ambientali. Presenterà anche un'analisi sulle collaborazioni della SECO e della DSC con i Paesi partner, soffermandosi in particolare sull'efficacia e la sostenibilità sociale e ambientale di tali collaborazioni per i Paesi interessati. Sarà inoltre tenuto a precisare i criteri di valutazione di tale analisi.
Begründung
Considerato il fallimento delle trattative del ciclo di Doha in seno all'OMC, che avevano lo scopo di rilanciare il processo multilaterale dei negoziati commerciali e di incrementare lo sviluppo, gli accordi di libero scambio bilaterali ritornano in primo piano per la Svizzera.
Se da una parte gli accordi bilaterali sono volti a intensificare gli scambi economici tra le parti contraenti per rilanciare il potenziale di produttività e di crescita dei due Paesi, come sostiene erroneamente il Consiglio federale (Ip 07.3606), dall'altra parte gli accordi inducono a un indebolimento dei valori democratici e dei diritti dell'uomo, in quanto vengono conclusi con paesi che violano manifestamente tali diritti. Inoltre portano a una concorrenza sleale - in particolare nei confronti dei lavoratori e delle imprese svizzere - in quanto i paesi partner non rispettano valori quali la tutela dell'ambiente e le norme fondamentali di protezione dei lavoratori definiti dall'OIL.
Se è vero che nel quadro degli accordi stretti con i Paesi emergenti e quelli in via di sviluppo il Consiglio federale si è dimostrato disponibile a valutare la possibilità di rafforzare la capacità dei Paesi partner di beneficiare dei vantaggi offerti dalla conclusione di un ALS, è anche vero che ad ora non è stato presentato alcun rapporto inerente ai provvedimenti adottati, alla loro eventuale efficacia e sostenibilità nei confronti degli obiettivi prefissati. Si rivela dunque opportuno definire degli indicatori pertinenti.
Inoltre pare che sempre più Paesi impongano esplicitamente negli accordi bilaterali che sottoscrivono vincoli legati al rispetto dei diritti umani, delle norme ambientali e/o clausole sociali, come nel caso dell'accordo tra Cina e Nuova Zelanda. Si ritiene dunque necessario che il Consiglio federale rediga un rapporto sulla strategia da seguire in materia di accordi di libero scambio, in quanto le clausole piuttosto vaghe inserite nei preamboli e talvolta difese dal Consiglio federale si rivelano evidentemente insufficienti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si è più volte espresso in merito alla rilevanza economica degli accordi di libero scambio e alla politica in materia di norme sociali e ambientali nel quadro di tali accordi, recentemente anche con la risposta all'interpellanza Banga 07.3606 e al postulato Rennwald 07.3639. In tali occasioni il Consiglio federale ha ribadito la propria volontà di perseguire una politica volta ad elaborare, adattare e mettere in atto le regole in materia di norme sociali, ambientali e rilevanti ai fini del rispetto dei diritti umani, concertate a livello internazionale in seno alle istituzioni internazionali competenti. L'obiettivo finale è quello di promuovere un quadro solido per uno sviluppo sociale e sostenibile, che sia anche in grado di favorire gli scambi internazionali, volti al benessere sociale, economico e ambientale dei Paesi che partecipano al commercio internazionale. Trattandosi di questioni dalla portata globale, la Svizzera si è sempre pronunciata a favore di una maggior coerenza tra le regole dell'OMC e le norme fondamentali dell'OIL da una parte e gli accordi multilaterali in materia ambientale dall'altra.
Sul piano bilaterale, il Consiglio federale continuerà a valutare la possibilità e la maniera di introdurre disposizioni relative ad aspetti sociali ed ambientali negli accordi di libero scambio attuali e futuri con i propri partner. Perseguirà dunque la sua politica di promozione di queste disposizioni in un dialogo aperto con i propri partner commerciali.
Allo stesso modo il Consiglio federale continuerà ad aggiornare il Parlamento sugli sviluppi futuri in materia di norme sociali e ambientali contemplate dagli accordi di libero scambio, avvalendosi di strumenti e rapporti esistenti, come il rapporto sulla politica economica esterna, i messaggi sugli accordi di libero scambio conclusi e nel quadro delle presentazioni periodiche delle novità in materia di politica svizzera di libero scambio.
Considerando quanto esposto, il Consiglio federale ritiene che vengano a mancare le condizioni per esigere la redazione di un rapporto specifico, come il postulato richiede. Tuttavia il Consiglio federale si ripropone di considerare gli aspetti in questione nel quadro degli strumenti e dei rapporti informativi esistenti.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.