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08.3834 · Mozione · 2008-12-16

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire senza indugio un gruppo di intervento (task force) UBS-USA al quale affidare il mandato di prevenire il nostro Paese, in generale, e la nostra piazza finanziaria ed economica, in particolare, dai possibili danni a seguito degli sviluppi negli USA dell'ipotesi di aiuto sistematico dell'UBS in ambito di sottrazione d'imposta. Il gruppo deve inoltre fornire risposte e formulare proposte sul futuro del nostro segreto bancario.

Begründung

Si intensificano le informazioni provenienti dagli USA secondo cui UBS è perseguita giudizialmente per aver fornito sistematicamente aiuto ai fini della sottrazione d'imposta. In particolare, l'accusa delle autorità giudiziarie americane nei confronti di Raoul Weil, capo della gestione patrimoniale di UBS, può generare insicurezza nei clienti di UBS e creare una situazione di squilibrio anche nel settore della gestione patrimoniale della banca, che non sarebbe nell'interesse né di UBS né della Svizzera. Visto il loro enorme fabbisogno di finanziamento, gli USA potrebbero intensificare la lotta contro l'evasione fiscale anche sotto il profilo politico. Barack Obama, il presidente eletto degli Stati Uniti, è cofirmatario del disegno di legge "Stop Tax Heaven Abuse Act" del senatore Carl Levin. Il Liechtenstein ha recentemente confermato agli USA di accordare, a partire dal 2010, l'assistenza amministrativa in caso di sottrazione d'imposta, per non perdere l'importante statuto di Qualified Intermediary (QI). L'accordo QI della Svizzera con gli USA scade nel 2012.

Nel frattempo anche in Svizzera la situazione è sensibilmente mutata. Lo Stato deve sostenere UBS con un credito dell'ordine di miliardi di franchied è pertanto maggiormente interessato di quanto non fosse nel giugno del 2008 a evitare che circolino notizie negative su UBS. I contribuenti svizzeri sono poco disposti ad accettare che le loro imposte siano utilizzate per salvare una banca che sostiene gli evasori fiscali negli USA. L'accusa mossa nei confronti di UBS e dell'Amministrazione federale delle contribuzioni di avere pregiudicato il nostro segreto bancario procedendo alla pubblicazione di dati può generare ulteriore insicurezza nei clienti di UBS.

Per tutti questi motivi ritengo imprescindibile istituire immediatamente un gruppo di intervento che proponga soluzioni. Rammento in merito le omissioni commesse nel contesto degli averi non rivendicati. Dobbiamo trarre gli insegnamenti da quella crisi e agire senza indugio.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel contesto delle operazioni transfrontaliere dell'UBS SA diverse autorità US hanno avviato indagini sia nei confronti della banca stessa, sia nei confronti di una serie di collaboratori e di clienti statunitensi della banca. Il dipartimento di giustizia statunitense (Department of Justice) indaga se i clienti dell'UBS SA abbiano defraudato il fisco statunitense di entrate fiscali e in quale misura l'UBS abbia fornito un aiuto corrispondente a questi clienti. L'autorità fiscale statunitense (Internal Revenue Service, IRS) conduce indagini su un complesso pressappoco identico di questioni, focalizzandosi sui contribuenti statunitensi. Le indagini della Securities and Exchange Commission (SEC) sono incentrate sulla questione se l'UBS SA abbia fornito prestazioni di servizi a partire dalla Svizzera che avrebbero necessitato di un'autorizzazione da parte della SEC.

In data 16 luglio 2008 l'IRS ha presentato alla Svizzera una richiesta di assistenza amministrativa con la quale esigeva la produzione di documenti bancari concernenti i contribuenti statunitensi coinvolti. Fin dall'inizio l'AFC ha trattato alacremente questa procedura.

Nell'ambito delle trattative di composizione l'UBS ha potuto raggiungere nel frattempo un'intesa sia con il dipartimento di giustizia statunitense, sia con la SEC. La banca ha concluso con il dipartimento di giustizia un cosiddetto Deferred Prosecution Agreement (accordo di rinvio del perseguimento penale). Nel contesto di questo accordo la banca assume la responsabilità di determinate violazioni delle prescrizioni US. L'UBS SA si impegna inoltre a effettuare un versamento complessivo di 780 milioni di dollari americani. Questo importo si compone del rimborso di utili illeciti nel periodo 2001-2008 e di trattenute fiscali non effettuate. Il dipartimento di giustizia ha fatto dipendere la conclusione dell'accordo dalla fornitura immediata di un numero limitato di dati di clienti. Con decisione del 18 febbraio 2009 la FINMA ha intimato in maniera corrispondente all'UBS SA di consegnare immediatamente alle autorità giudiziarie americane i dati relativi a 255 conti. Si tratta di casi nei quali, sulla base dei documenti detenuti dall'UBS, questi clienti sono sospettati di aver commesso delitti di truffa e simili ai sensi della vigente convenzione di doppia imposizione tra la Svizzera e gli Stati uniti. Nell'accordo in questione il dipartimento di giustizia statunitense si impegna a prescindere da qualsiasi perseguimento penale nei confronti dell'UBS SA durante un periodo di 18 mesi. In caso di violazione dell'accordo da parte dell'UBS SA l'autorità giudiziaria statunitense potrà avviare il perseguimento delle accuse penali e quindi l'imputazione. Se non verrà constatata alcuna infrazione il dipartimento di giustizia americano chiederà l'archiviazione della procedura rinviata. Nei confronti della SEC l'UBS SA ha accettato un cosiddetto Consent Order di questa commissione. Per il suo tramite l'UBS SA si impegna al pagamento di una somma di denaro compresa nell'importo di 780 milioni di dollari menzionato qui sopra. L'UBS SA è quindi riuscita a evitare la minaccia immediata di un'imputazione formale della banca negli Stati Uniti.

Per il momento non è ancora stato possibile raggiungere un'intesa tra l'UBS SA e l'IRS. Su richiesta di quest'ultima il giudice competente (District Court for the Southern District of Florida) ha deciso fin dal 1° luglio 2008 l'emanazione di un cosiddetto John Doe Summons (qui appresso "JDS"). Si tratta nella fattispecie di un decreto giudiziario secondo il diritto statunitense. In virtù del JDS l'IRS è autorizzate a costringere l'UBS SA a fornire dati sulla clientela americana. Nel mirino di questo decreto si trovano cittadini americani che hanno intrattenuto relazioni d'affari con l'UBS SA e/o con una sua società filiale o di partecipazione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2002 e il 31 dicembre 2007. Al momento dell'emanazione del decreto l'IRS ha rinunciato all'esecuzione del JDS.

Il 19 febbraio 2009 l'IRS ha richiesto al giudice competente, tramite un'azione civile, l'esecuzione del John Doe Summons. Nel frattempo il giudice competente ha impartito all'UBS SA un termine di risposta alla petizione fino al 30 aprile 2009. Posto che non venga raggiunta alcuna intesa, il giudice ha stabilito al 13 luglio 2009 la data della prima udienza.

Fin dall'inizio il Consiglio federale ha seguito da vicino l'evoluzione nel quadro delle indagini delle competenti autorità statunitensi nei confronti dell'UBS SA e dei clienti di quest'ultima. I colloqui e la collaborazione tra le competenti autorità americane e le autorità svizzere coinvolte sono coordinati dal Dipartimento federale delle finanze. In considerazione dell'evoluzione attuale il Consiglio federale ritiene necessaria l'istituzione di una task force per i procedimenti promossi contro l'UBS negli Stati Uniti. La task force sarà incaricata di tutelare gli interessi della Confederazione e della Svizzera.

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.