08.3835 · Mozione · 2008-12-16
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di proporre delle modifiche legislative e normative affinché i giovani clandestini che hanno concluso con successo gli studi obbligatori in Svizzera:
1. siano autorizzati a seguire una formazione professionale o studi secondari in Svizzera;
2. siano autorizzati, alla fine di una formazione conclusa con successo, a presentare domanda per un permesso di domicilio, per la quale siano presi in considerazione tutti gli anni di scuola e di formazione.
Begründung
Con tutta probabilità, in Svizzera ci sono diverse migliaia di giovani in situazione irregolare, dal momento che i loro genitori sono clandestini.
Alla fine degli studi obbligatori si trovano in una situazione senza via d'uscita.
Nella maggior parte dei casi non conoscono nemmeno il Paese d'origine dei loro genitori, né ne parlano la lingua. Non hanno scelto di vivere clandestinamente in Svizzera, ma, alla fine della loro adolescenza, non hanno la possibilità di integrarsi in modo armonioso nel Paese in cui sono cresciuti. Non hanno alcun futuro.
La Svizzera avrebbe solo da guadagnarci se questi giovani, che ha istruito, potessero costruire qui il loro avvenire.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha già illustrato ampiamente la sua posizione in merito alla regolarizzazione dei figli di clandestini (interpellanza Glasson 01.3497, L'avvenire dei figli di stranieri che risiedono illegalmente in Svizzera, del 21 novembre 2001; mozione Vermot-Mangold 01.3592, Disciplinamento del soggiorno per giovani privi di documenti, del 21 novembre 2001; mozione Barthassat 08.3616, Giovani in situazione irregolare: accesso all'apprendistato, del 2 ottobre 2008). Ha rilevato che nell'ambito delle disposizioni legali vigenti è possibile trovare soluzioni individuali per i casi di rigore motivati.
Durante la revisione totale della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS), il Parlamento ha deciso di non adottare alcuna nuova disposizione in favore dei giovani in situazione irregolare in Svizzera. Anche il Consiglio federale, tutti i cantoni e la grande maggioranza dei parlamentari hanno concluso che la regolarizzazione collettiva o un'amnistia generale per le persone sprovviste di un permesso di soggiorno era fuori questione.
Attualmente è possibile esaminare la regolarizzazione di un clandestino fondandosi sull'articolo 30 capoverso 1 lettera b della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr), che contempla i casi personali particolarmente gravi. L'articolo 31 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) elenca i criteri, risultanti dalla giurisprudenza sviluppata sotto il vecchio diritto, di cui occorre tenere conto: l'integrazione del richiedente, il rispetto dell'ordinamento giuridico svizzero, la situazione familiare e finanziaria, la volontà di partecipare alla vita economica e di acquisire una formazione, la durata della presenza in Svizzera, lo stato di salute e le possibilità di reinserimento nel Paese d'origine. Inoltre, è necessario che lo straniero si trovi in una situazione di bisogno e che le sue condizioni di vita ed esistenziali siano di gran lunga più precarie rispetto alla situazione di altri stranieri.
Per le famiglie, la situazione di ogni membro non va considerata isolatamente, ma nel contesto familiare, dato che in generale la sorte di una famiglia è una sola. Può così accadere che una famiglia di clandestini venga regolarizzata perché la situazione di un adolescente richiede il rilascio di un permesso di dimora per casi di rigore, anche se la situazione dei suoi genitori o dei suoi fratelli e sorelle minori non è tale da impedire il ritorno nel Paese d'origine. Viceversa, può succedere che a una famiglia sia negato il permesso di dimora per casi di rigore a causa del comportamento di un suo membro che, pur studiando, ha serie difficoltà ad integrarsi o ha problemi con la polizia.
Questi due esempi illustrano il principio dell'esame individuale, che offre un congruo margine di manovra per considerare gli aspetti umanitari nel caso specifico. In un'ottica generale tale prassi, che garantisce una soluzione sostenibile e adeguata a ciascun caso individuale, è preferibile a una soluzione globale come il rilascio generalizzato di un permesso di dimora a tutti i giovani clandestini per permettere loro di seguire una formazione professionale o studi secondari in Svizzera. In tal modo si ricompenserebbe il comportamento illecito dei loro genitori e si incoraggerebbe il soggiorno illegale, mettendo in discussione il fondamento stesso della politica svizzera in materia di ammissione e migrazione.
Per gli stessi motivi, il Consiglio federale è contrario a modifiche legislative e normative che autorizzino i giovani clandestini, alla fine di una formazione conclusa con successo, a ottenere un permesso di domicilio chiedendo che vengano presi in considerazione tutti gli anni di scuola e di formazione. Tale soluzione comporterebbe una disparità di trattamento rispetto alle altre categorie di stranieri, che risiedono in Svizzera legalmente e vorrebbero anch'essi ottenere un permesso di domicilio.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.