Impiegare i depositi della Posta in Svizzera anziché investirli all'estero?
09.1000 · Interrogazione · 2009-03-02
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Stando a diversi comunicati stampa e ai dati resi noti dalla Posta svizzera, Postfinance ha raggiunto nel frattempo circa 2,2 milioni di clienti privati e 300 000 clienti commerciali. Le giacenze dei conti postali hanno superato i 60 miliardi di franchi. L'attuale modello aziendale di Postfinance consente alla Posta di accettare i soldi, ma non di reinvestirli in Svizzera. La Posta è quindi costretta ad investirli per buona parte all'estero. Secondo il Consiglio federale però, anche in futuro la Posta non dovrà operare sul mercato interno dei crediti e delle ipoteche. Alla luce della forte crescita di denaro fresco registrato negli ultimi anni dalla Posta ed in particolare in relazione alla crisi finanziaria, è ora auspicabile ampliare le possibilità di investimenti anche a favore della popolazione e dell'economia svizzera.
In contrasto con questa evoluzione, l'avamprogetto per una nuova legislazione postale, stando ai risultati della consultazione, non prevede che Postfinance possa concedere ipoteche e crediti a clienti privati e PMI.
In considerazione di quanto suesposto, chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Quali sono le motivazioni che hanno spinto il Consiglio federale a rinunciare nell'avamprogetto di legge a creare la base atta a permettere a Postfinance di concedere proprie ipoteche e crediti a clienti privati e PMI?
2. Alla luce della situazione attuale, ritiene ancora valide queste motivazioni?
3. Il Consiglio federale è del parere che, considerati i drastici cambiamenti intervenuti sul mercato finanziario, occorra un riesame della situazione a beneficio del commercio svizzero?
4. Se invece di continuare ad investire come ha fatto fino ad oggi sul mercato internazionale, in futuro la Posta svizzera potesse disporre in Svizzera di un portafoglio ipotecario ben gestito, potrebbe contribuire a stabilizzare il mercato finanziario globale?
5. Il Consiglio federale è disposto, nell'ambito del messaggio concernente la revisione della legislazione postale, a riesaminare l'ampliamento del campo di attività di Postfinance?
6. Quali condizioni dovrebbero soddisfare Postfinance e la Posta, affinché il Consiglio federale possa rilasciare una licenza bancaria?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il 27 febbraio 2008, con l'adozione degli avamprogetti sulla nuova legislazione postale posti in consultazione, il Consiglio federale non ha permesso a Postfinance di concedere ipoteche e crediti propri. Esso ha ribadito tale posizione anche dopo la chiusura della procedura di consultazione nella sua decisione del 22 ottobre 2008, giungendo alla conclusione che la concorrenza tra banche sul mercato finanziario garantisce un'offerta sufficiente e che non è opportuno estendere il mercato delle ipoteche e dei crediti anche alla Posta.
2.-6. Nel corso della sua seduta del 6 maggio 2009, il Consiglio federale ha riesaminato e respinto la necessità di un rapido ampliamento delle attività commerciali di Postfinance. Tuttora la situazione per le PMI non risulta così grave da dover concedere a Postfinance la possibilità di accedere, per un periodo limitato, al mercato dei crediti al fine di stabilizzare la congiuntura. Stando alle informazioni attualmente disponibili, non si registrano particolari restrizioni nella concessione di crediti alle PMI. Tramite l'istituzione di un gruppo di lavoro nel quale sono rappresentate anche le banche e le imprese, l'amministrazione continua tuttavia a monitorare attentamente le condizioni di credito. Qualora fossero necessarie misure volte ad allentare la tensione, il Consiglio federale è favorevole a una partecipazione più estesa di Postfinance nel settore delle obbligazioni fondiarie. Inoltre, visto che i mercati finanziari sono momentaneamente ancora instabili, il collegio non intende esporre Postfinance ad ulteriori rischi.
Risposta del Consiglio federale.