09.3047 · Postulato · 2009-03-04
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di valutare i mezzi per una revisione dell'IVA che favorisca soprattutto i prodotti e i servizi rispettosi dell'ambiente o socialmente responsabili, al fine di renderli più interessanti per i consumatori e di sostenere le imprese che operano nell'interesse comune.
Begründung
Attualmente, l'IVA non è concepita in un'ottica sociale o ecologica, sebbene le differenti aliquote e le eccezioni previste sottolineino la volontà di non appesantire i prezzi di determinati beni e servizi. La discussione in corso sulla revisione dell'IVA per l'introduzione di un'aliquota unica va esattamente in direzione opposta a quella di una fiscalità ecologica ed equa. Il Consiglio federale propone, in effetti, di aumentare l'IVA nel settore alimentare e intende assoggettare il settore culturale, sportivo, sociale, formativo e sanitario. Il carico fiscale dei prodotti e servizi di prima necessità o che rivestono un ruolo di utilità pubblica sarebbe dunque aumentato a discapito dei soggetti più svantaggiati al punto da rendere necessario un complesso dispositivo di ridistribuzione.
Invece di questo progetto controverso, i Verdi chiedono uno studio che consenta di formulare una revisione ecologica e sociale dell'IVA. Questa revisione non comporterebbe necessariamente l'abolizione delle differenti aliquote e delle attuali eccezioni, ma dovrebbe permettere all'IVA di funzionare come uno strumento finalizzato a favorire un'economia più durevole e responsabile. Si tratta di completare gli investimenti congiunturali indispensabili del tipo "green new deal" con una profonda riforma dell'economia, che deve diventare ecologica e durevole nel suo insieme. Oggi, i consumatori responsabili e le imprese che operano in favore dell'ambiente e delle persone non sono incentivate nei loro sforzi. Lo studio chiesto al governo dovrà mostrare come possono essere sostenuti nel modo più efficace possibile questi attori. L'imposizione potrebbe essere più contenuta per i beni e servizi con un marchio ecologico o equo, che presentano un bilancio ambientale positivo o un basso livello di emissioni di CO2, comprese le emissioni grigie. Un'altra possibilità potrebbe essere una sovrattassa applicata, in base a criteri da definire, a beni e servizi particolarmente dannosi per l'ambiente naturale e sociale. Esistono sicuramente altre alternative da prendere in esame.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
I due obiettivi principali dell'attuale revisione totale della legge concernente l'imposta sul valore aggiunto (IVA) sono la semplificazione della legge e una maggiore certezza del diritto per i contribuenti. Quest'ultimo è conseguito principalmente con la parte A della riforma. La semplificazione, invece, dipende in gran parte dalla realizzazione delle riforme della parte B, quindi dalla soppressione del maggior numero possibile di eccezioni all'obbligo di assoggettamento e dall'uniformazione delle aliquote.
Un'IVA concepita in un'ottica ecologica risulterebbe diametralmente opposta all'obiettivo della semplificazione. A seconda che il mobile sia fabbricato in legno e abbia o meno un marchio di ecocompatibilità o sostenibilità si applicherebbe un'aliquota diversa. Sarebbe molto difficile mettere in pratica un'IVA basata su criteri ecologici. Inoltre, non si potrebbe stabilire in via definitiva se un bene o una prestazione di servizi sono imponibili ad un'aliquota ridotta, ma si dovrebbe procedere di volta in volta a una verifica. In considerazione dell'enorme sviluppo tecnico in molti settori, bisognerebbe ad esempio determinare almeno una volta all'anno le vetture che hanno emissioni molto basse e che quindi sono assoggettate ad un'aliquota bassa. Ciò che in un determinato anno beneficia di un'aliquota ridotta può essere sottoposto l'anno successivo ad un'aliquota normale. Per di più, per concepire l'IVA in un'ottica ecologica, molto probabilmente si dovrebbe aumentare il numero delle aliquote e delle eccezioni.
L'IVA non si presta neppure a soddisfare richieste di politica sociale perché non vi sono forniture o prestazioni di servizi di cui fruiscono esclusivamente le persone di modeste condizioni finanziarie. Al contrario, considerate in assoluto, le economie domestiche con redditi elevati spendono di più per tali prestazioni. Eccezioni ed aliquote ridotte costituiscono sussidi "ad annaffiatoio" inefficienti, che si devono possibilmente evitare.
Infine, la richiesta dell'autrice del postulato può generare importanti conflitti di obiettivi. Molti beni per i quali da un punto di vista sociale bisognerebbe prevedere un'aliquota ridotta dovrebbero subire un'imposizione fiscale elevata per motivi ecologici. Ad esempio, mobili economici, provenienti da una produzione non ecocompatibile, dovrebbero essere soggetti ad un'aliquota elevata da un punto di vista ecologico ma bassa da un punto di vista sociale. Per questi motivi, il Consiglio federale non ritiene opportuno conferire un mandato per uno studio finalizzato a concepire un'IVA basata su criteri ecologici e sociali.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.