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09.3069 · Interpellanza · 2009-03-09

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

1. Come giustifica il Consiglio federale i ritardi registrati nell'ambito del progetto menzionato nel titolo, di prima priorità per la sicurezza del Paese? Sulla base di quali analisi della situazione sono state adottate le relative decisioni?

2. Non sarebbe opportuno provvedere a una rapida realizzazione del progetto, come è stato il caso in tutte le altre forze armate, allestendo le necessarie basi legali e facendo sì che il know-how necessario per le operazioni di informazione sia oggetto di debita istruzione e addestramento?

3. Che cosa intende intraprendere il Consiglio federale per ancorare le operazioni di informazione a livello operativo, politico e giuridico, facendo in modo che rimanga escluso qualsiasi genere di propaganda?

Begründung

L'informazione e la comunicazione assumono una sempre maggiore importanza nell'ambito della politica di sicurezza in generale e, in particolare, per quanto concerne la condotta operativa dell'esercito. Le operazioni di informazione rappresentano misure al di sotto della soglia bellica, prive di carattere letale e volte a garantire la sicurezza dei processi decisionali. Tali attività (cfr. per es. Servizio informazioni) costituiscono un compito permanente. Oggigiorno il coinvolgimento nella preparazione delle attività di informazione e la loro integrazione nella condotta operativa sono parte integrante di qualsivoglia operazione militare. Nel contempo, a causa dell'evoluzione tecnologica, le amministrazioni pubbliche e l'esercito presentano una sempre maggiore vulnerabilità in questo ambito. Stanno sorgendo nuovi rischi ai quali dobbiamo prepararci. Al riguardo il DDPS ha avviato già anni orsono appositi studi e lavori preliminari. Le operazioni di informazione sono già state integrate in diversi regolamenti di fondamentale importanza. Devono tuttavia essere ancora oggetto di chiarimenti in particolare le basi legali, l'istruzione, le risorse e i dettagli concreti dell'integrazione a livello operativo. Il DDPS ha sinora rinunciato a disciplinare questi ambiti. Stando ai resoconti della stampa, il progetto sarebbe addirittura stato sospeso nel 2007. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande sopra esposte.

Stellungnahme des Bundesrates

L'espressione "operazioni di informazione" designa il complesso di attività congiunte svolte in funzione delle categorie di compiti "condotta operativa dell'informazione", "guerra elettronica", "operazioni nella rete informatica", "inganno militare" e "sicurezza operativa". Di volta in volta l'obiettivo è influenzare, disturbare, indebolire o strumentalizzare i processi decisionali dell'avversario e proteggere quelli del proprio campo.

Lo Stato e l'esercito devono tener conto dell'importanza in materia di politica di sicurezza dell'informazione quale arma, obiettivo e risorsa. Nel quadro di operazioni militari, è imperativa la padronanza di detta dimensione; in caso contrario viene minacciato l'adempimento del compito. In caso di difesa, le operazioni di informazione rappresentano un mezzo militare legittimo in virtù del diritto internazionale. Inoltre, rappresentano un'alternativa economica al classico ricorso alla violenza. All'inizio del 2005 è stato elaborato in seno al DDPS uno studio di concetto sulle operazioni di informazione.

Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:

1. La realizzazione del progetto "Operazioni di informazione" ha subìto ritardi soprattutto per motivi di ordine giuridico. In caso di difesa, le operazioni di informazione sono legalmente incontestabili. L'esercito assume tuttavia sempre più spesso compiti al di sotto della soglia bellica, ciò che richiede un completamento delle basi legali esistenti. Il DDPS, su incarico della Delegazione delle Commissioni della gestione, ha quindi fatto verificare le basi legali per le operazioni di informazione. Sulla base della perizia dell'Ufficio federale di giustizia e della Direzione del diritto internazionale pubblico del 10 marzo 2009, saranno ora esaminati quali adeguamenti delle basi legali occorrerà eventualmente effettuare. A ciò si aggiunge la riduzione delle risorse finanziarie e di personale, che ha ritardato lo sviluppo nell'esercito della capacità di condurre operazioni di informazione.

2. Secondo il parere del Consiglio federale il progetto "Operazioni di informazione" gode di un'elevata priorità. In seguito all'attuale evoluzione nel campo dell'informazione, vi è la chiara necessità di misure efficienti per salvaguardare la libertà d'azione nell'impiego dei mezzi militari. Ciò nonostante, a causa della complessità, della sensibilità e delle risorse limitate per sviluppare una corrispondente capacità, saranno necessari diversi anni per realizzare tale obiettivo.

3. Il Consiglio federale ritiene che il pericolo di un abuso di detta competenza dell'esercito per scopi propagandistici possa essere escluso. La realizzazione di operazioni di informazione è disciplinata in istruzioni interne dettagliate e si limita esclusivamente all'appoggio di attività militari. La missione dell'esercito non consiste nell'assumersi il mandato di difesa dell'ex Stato Maggiore del Consiglio federale Divisione stampa e radio (SM CF DISTRA) concernente la guerra psicologica. Se l'evoluzione della situazione dovesse richiederlo, l'esercito potrebbe, se necessario, essere incaricato di fornire prestazioni di supporto in questo settore. Attualmente le operazioni di informazione sono realizzate soltanto su scala ridotta. Le conoscenze necessarie per sviluppare tale capacità sono acquisite mediante simulazioni e esercitazioni. Regole di comportamento chiare, una selezione e un'istruzione accurate del personale, la creazione di basi legali adeguate e un controllo indipendente consentiranno di escludere attività di propaganda statali contro la società.

Risposta del Consiglio federale.

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