09.3096 · Interpellanza · 2009-03-12
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Se la procedura d'asilo fino alla decisione negativa definitiva e l'esecuzione dell'allontanamento dei richiedenti respinti durano molti anni, spesso possono sorgere grossi problemi, dato che nel frattempo i richiedenti si sono ben integrati professionalmente e socialmente nel nostro Paese. Ancora più radicati sono i loro figli, che talvolta non conoscono affatto il loro Paese d'origine e frequentano la scuola o l'asilo in Svizzera.
Se in tali casi occorre procedere all'espulsione dopo tanti anni di soggiorno nel nostro Paese, le competenti autorità d'esecuzione si trovano a subire un'enorme pressione da parte della popolazione e dei media, anche se sono stati i richiedenti stessi a ritardare in tutti i modi, legali e non, la procedura (un aspetto, questo, non di rado ignorato dai media e dalla popolazione).
Sotto la pressione pubblica, spesso i cantoni e i loro uffici competenti non hanno altra scelta che applicare correttamente la legge e passare per spietati e disumani. Oppure si piegano alle pressioni, rinunciano ad applicare correttamente la legge, eludono lo Stato di diritto, trattano i richiedenti che si comportano in modo irreprensibile peggio di quelli che ricorrono a mezzi illegali per soggiornare a lungo nel nostro Paese, e fanno così passare il messaggio che ha più probabilità di restare definitivamente in Svizzera chi, avvalendosi di tutti gli espedienti legali e non, protrae il più a lungo possibile le procedure e le decisioni definitive.
Accelerando considerevolmente le procedure si potrebbero attenuare tali problemi, a vantaggio di tutte le persone coinvolte. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Anche il Consiglio federale ritiene che i gravi problemi riscontrati in occasione dell'esecuzione dell'allontanamento di richiedenti l'asilo respinti siano in gran parte dovuti all'estrema lunghezza delle procedure?
2. Quali possibilità vede e intende attuare per accelerare considerevolmente le procedure?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è consapevole del problema costituito dalla durata delle procedure d'asilo. Di norma, più a lungo un richiedente resta in Svizzera, più elevato è il suo grado d'integrazione. Se, dopo anni trascorsi in Svizzera, deve ritornare nel suo Paese d'origine, possono sorgere i problemi descritti dall'autore dell'interpellanza. In particolari casi di rigore, la legge sull'asilo (art. 14 cpv. 2 LAsi) permette di rilasciare un permesso di dimora. Il richiedente deve tuttavia trovarsi in Svizzera da almeno cinque anni dalla presentazione della domanda d'asilo. Se non sussiste un tale caso di rigore, il richiedente l'asilo respinto deve lasciare la Svizzera. La politica svizzera in materia di ritorno si fonda in primo luogo sulla promozione del ritorno volontario quanto più rapido possibile dopo la decisione negativa (art. 93 LAsi), nonché sull'assistenza ai cantoni al momento dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 71 della legge federale sugli stranieri, LStr). A tale proposito, il Consiglio federale rinvia alla sua risposta all'interpellanza Grin 08.3802, "Asilo. Richiedenti respinti".
2. Le procedure d'asilo condotte rapidamente e nel rispetto dello Stato di diritto impediscono l'insorgere di situazioni di rigore, fanno risparmiare costi considerevoli all'ente pubblico e producono un certo effetto dissuasivo. Da anni, la politica dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) consiste pertanto nel trattare in via prioritaria le domande d'asilo che hanno poche probabilità di essere accolte. Pure la recente elevazione di Serbia e Kosovo a Paesi sicuri (in vigore dal 1° aprile 2009) e l'applicazione coerente dell'accordo di associazione a Dublino (in vigore dal 12 dicembre 2008) contribuiscono ad accelerare le procedure. Anche la proposta di revisione della legge sull'asilo e della legge sugli stranieri, attualmente in consultazione, intende rendere più efficienti le procedure d'asilo. Un altro punto centrale della revisione parziale prevista consiste nel lottare con fermezza contro gli abusi perpetrati da chi non fa valere motivi d'asilo validi e non necessita della protezione della Svizzera.
La durata della procedura d'asilo dipende sostanzialmente dal numero di domande presentate e dal personale a disposizione per trattare i casi. Il repentino aumento delle domande d'asilo dall'estate del 2008, superiore al 50 per cento rispetto all'anno precedente, ha temporaneamente impedito di sbrigare in tempi rapidi lo stesso numero di domande trattate in passato. Nel contempo, le pendenze di primo grado hanno registrato un forte aumento. È stata pertanto adottata una serie di misure immediate tese a contrastare tale andamento: il 28 agosto 2008 il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha approvato per il 2008 complessivamente 2,2 milioni di franchi per audizioni d'asilo supplementari. Si tratta di un trasferimento di fondi all'interno del dipartimento. Il 26 novembre 2008 il Consiglio federale ha inoltre autorizzato 20 posti di durata determinata fino al 2011 (2,6 milioni di franchi all'anno) e stanziato altri 8,9 milioni di franchi all'anno per l'esecuzione delle audizioni. L'attuazione di un primo pacchetto di misure da parte dell'UFM ha permesso di incrementare di oltre il 30 per cento il numero delle decisioni di primo grado. Inoltre, esperti esterni stanno attualmente valutando, su mandato del capo del DFGP, i processi lavorativi in seno all'UFM. In base a tale valutazione, l'UFM elaborerà una strategia per smaltire le domande in arretrato, aumentare l'efficienza nel disbrigo delle procedure d'asilo e nel sostegno informatico nonché per sfruttare meglio le risorse personali e infrastrutturali.
Anche il fatto che numerosi richiedenti respinti presentino un'ulteriore domanda d'asilo adducendo nuovi motivi (ad esempio attività politiche in esilio) contribuisce a prolungare la durata del soggiorno in Svizzera. Il citato avamprogetto di modifica della legge sull'asilo e della legge sugli stranieri contiene una proposta per accelerare e abbreviare le procedure d'asilo.
L'UFM confida nel fatto che le misure adottate e previste gli permetteranno di far fronte più celermente al maggior numero di domande in entrata e di smaltire, a medio termine, le domande in arretrato. Se le domande d'asilo dovessero diminuire, tali obiettivi saranno conseguiti rapidamente; se invece i casi dovessero aumentare ulteriormente, sarà inevitabile potenziare le risorse nonostante i miglioramenti apportati. Infine, spetta anche ai cantoni eseguire in maniera risoluta le decisioni emanate in procedure dispendiose e rispettose dello Stato di diritto. Anche in tal modo è possibile evitare casi di rigore.
Risposta del Consiglio federale.