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09.3309 · Mozione · 2009-03-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un piano d'azione volto a garantire che, entro il 2015, almeno il 20 per cento della superficie agricola svizzera sia occupata da colture biologiche. A tal fine, nel quadro del terzo programma congiunturale, esso metterà a disposizione 50 milioni di franchi l'anno.

Begründung

Nel maggio 2001, la Svizzera ha contribuito all'avvio del piano d'azione europeo per lo sviluppo dell'agricoltura biologica. A partire dal 2004 l'Europa si è dotata delle opportune direttive in materia mentre in Svizzera non vi è alcuna traccia di un piano d'azione nazionale, alla stregua di quelli europei. È arrivato il momento di aumentare il valore aggiunto del settore agricolo tramite la promozione dell'agricoltura biologica.

L'istituto di ricerca per l'agricoltura biologica di Frick stima a circa 50 milioni di franchi l'anno, i costi della conversione del 15-20 per cento delle aziende dell'Altipiano. Affinché tutti gli agricoltori, le loro organizzazioni, gli addetti alla trasformazione e i commercianti, abbiano il tempo necessario di adeguarsi al passaggio e di sviluppare il mercato, la conversione deve essere caratterizzata da continuità e svolgersi nell'arco di cinque a sei anni. In tal modo, i costi annuali sarebbero inferiori rispetto a quelli generati dall'azione unica di correzione del mercato del latte, attuata nell'inverno 2008/2009.

I vantaggi per l'intera società sono tra l'altro assolutamente evidenti: grazie alla promozione dell'agricoltura biologica si potrà:

- rispondere con prodotti indigeni alla grande domanda di prodotti bio proveniente dai grossisti e dai dettaglianti;

- conservare il valore aggiunto, e quindi i posti di lavoro, lungo tutta la filiera (produzione, trasformazione e commercio) in Svizzera;

- risparmiare le fonti di energia non rinnovabili, visto il limitato utilizzo del trasporto.

L'agricoltura biologica svizzera è inoltre fonte di diverse esternalità positive:

- cantoni come quello dei Grigioni (56 per cento di produzione bio) forgiano l'immagine della Svizzera e contribuiscono quindi notevolmente al valore aggiunto nel turismo;

- nei terreni campicoli con colture biologiche vengono legate fino a 3 tonnellate di CO2 all'ettaro e all'anno.

L'agricoltura biologica riduce le esternalità negative e quindi la spesa pubblica:

- diminuzione dei residui di pesticidi nei generi alimentari;

- diminuzione di nitrati e altre sostanze nocive nell'acqua potabile;

- diminuzione dell'inquinamento atmosferico grazie a minore intensità di trasporto.

La Svizzera deve poter consolidare la propria posizione a livello internazionale. L'Austria, ad esempio, con il suo piano d'azione mira a raggiungere il 20 per cento di agricoltura biologica entro il 2010. In Germania, oltre al programma federale per l'agricoltura biologica è in corso un programma di promozione, da anni, per il miglioramento delle condizioni quadro in questo ambito e per il 2009 sono stati messi a disposizione ulteriori 16 milioni di euro.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In virtù dell'articolo 76 della legge sull'agricoltura (LAgr), la Confederazione promuove mediante contributi ecologici l'applicazione e la diffusione di forme di produzione particolarmente in sintonia con la natura e rispettose dell'ambiente. Stabilisce i contributi in modo tale che sia economicamente redditizio fornire la speciale prestazione ecologica. A tale riguardo tiene conto del maggiore ricavo ottenibile sul mercato.

Dal 2000 al 2007 la superficie agricola utile (SAU) gestita secondo i principi dell'agricoltura biologica è passata da 82 822 ettari a 113 531 ciò che corrisponde a una quota del 10,7 per cento rispetto alla SAU totale. Il 60 per cento della SAU gestita in modo biologico è ubicato nella regione di montagna, il 21 per cento in quella collinare e il 19 per cento in quella di pianura. Nello stesso arco di tempo, le aziende agricole biologiche sono passate da 4904 a 6082 unità. I contributi federali a favore dell'agricoltura biologica retti dall'articolo 76 LAgr sono aumentati da 12,2 a 28,1 milioni di franchi. Il contributo biologico per ettaro attualmente ammonta a 200 franchi per la superficie inerbita, a 800 franchi per i terreni coltivi aperti e a 1200 franchi per le colture speciali.

In passato il mercato dei prodotti biologici ha segnato una crescita costante. Secondo gli ultimissimi dati di Bio-Suisse nel 2008 la cifra d'affari è aumentata dell'11,2 per cento toccando quota 1,44 miliardi di franchi. Data la crescente domanda è necessario incrementare la produzione svizzera di derrate alimentari biologiche. Se la domanda supera l'offerta, cresce la differenza di prezzo rispetto ai prodotti convenzionali. In tal modo i produttori sono maggiormente incentivati a convertire la propria azienda all'agricoltura biologica. Al contrario, se l'offerta supera la domanda, i prezzi dei prodotti biologici diminuiscono.

I dati contabili della stazione di ricerca Agroscope Reckenholz-Tänikon (ART) mostrano che nel periodo 2005-2007 il profitto del lavoro delle aziende gestite biologicamente superava quello delle aziende agricole partner che producono in base alla prova che le esigenze ecologiche sono rispettate, segnatamente del 12,4 per cento nella regione di pianura, del 18,2 per cento in quella collinare e del 18,1 per cento in quella di montagna. I prezzi di mercato e i contributi biologici rendono l'agricoltura biologica economicamente interessante.

Nel corso del 2009 le cause della reticenza dimostrata dalle aziende agricole verso la conversione all'agricoltura biologica verranno analizzate approfonditamente attraverso un accurato sondaggio a cura di ART su incarico di Bio-Suisse.

I 50 milioni di franchi annui richiesti nella mozione superano di 22 milioni circa l'ammontare dei contributi federali erogati nel 2007, pari a 28 milioni di franchi. Ciò equivale ad un aumento del 45 per cento. Interventi simili potrebbero tradursi in falsi incentivi e investimenti errati. Il Consiglio federale ritiene che i contributi attuali costituiscano un incentivo sufficiente e non sia necessario alcun ulteriore programma di promozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.