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09.3367 · Interpellanza · 2009-04-27

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

1. È vero che l'Ufficio federale della migrazione sta prendendo in considerazione la possibilità di eseguire rimpatri nell'Iraq centrale e meridionale?

2. Su quali conoscenze si basa questo cambiamento della prassi? Come si è espresso a tale proposito l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)?

3. Si considera dunque accettabile il rientro dei richiedenti l'asilo sulla base alla situazione attuale e degli sviluppi previsti per il futuro?

Begründung

Se si considerano le vittime registrate nel 2006 e nel 2007, la situazione nell'Iraq centrale e meridionale è migliorata grazie all'intervento statunitense per garantire la sicurezza. Tuttavia, il Dipartimento di Stato americano, per esempio, riferisce di attacchi regolari contro civili, forze di polizia e militari. L'anno scorso almeno 15 civili al giorno sono stati vittima di violenza. L'annuncio del ritiro delle truppe statunitensi, previsto per l'estate del 2010, ha causato un nuovo aumento degli attacchi terroristici e degli attentati suicidi. Intimidazioni, rapimenti, esodi forzati e omicidi sono all'ordine del giorno. La vita pubblica è contrassegnata da violenti conflitti religiosi e politici. Il governo centrale non ha il potere e l'influenza necessari per proteggere la popolazione e garantire l'ordine con l'aiuto di forze di sicurezza statali. L'Iraq dilaniato dalla guerra civile è un "failed State" (Stato fallito), privo di istituzioni statali percepibili. La società civile è stretta in una spirale di paura e violenza.

L'economia irachena è prostrata; il bilancio dello Stato è stato fortemente intaccato dalla riduzione del prezzo del petrolio. Si stima che fino a otto milioni di iracheni siano costretti a fare ricorso agli aiuti d'emergenza. Sono colpite soprattutto le persone vulnerabili come i bambini, le donne, i malati, gli invalidi e gli anziani. Nella situazione attuale molte persone non hanno un futuro né sociale né economico. Stando ai dati ufficiali, all'interno del Paese 2,8 milioni di iracheni scacciati dalle loro case non vi hanno ancora fatto ritorno e 2 milioni sono rifugiati, la maggioranza dei quali vive nei Paesi limitrofi.

L'assistenza medica è del tutto insufficiente in molte parti del Paese; i medicinali sono scarsi ed è difficile accedervi. Gran parte del personale medico specializzato ha lasciato il Paese. La nuova organizzazione politica dell'Iraq è in fase di stagnazione e i futuri sviluppi sono incerti. L'UFM ha constatato che la situazione non è migliorata in modo sostanziale. Questa opinione è condivisa anche dall'UNHCR. Le sue linee guida stabiliscono che i richiedenti l'asilo provenienti dall'Iraq centrale e meridionale necessitano di protezione internazionale.

Considerata la situazione di violenza generale, a causa del pericolo concreto esistente in questo momento si ritiene inaccettabile l'esecuzione degli allontanamenti di richiedenti l'asilo respinti verso l'Iraq centrale e meridionale.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Conformemente alla legge sull'asilo, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) decide sulla concessione o sul rifiuto dell'asilo e sull'allontanamento dalla Svizzera. La prassi in materia di asilo e allontanamento applicata dall'UFM ai richiedenti l'asilo iracheni si basa su una valutazione costantemente aggiornata della situazione. Nella primavera 2009 l'UFM ha esaminato se adeguare tale prassi. Vista l'instabilità della situazione in Iraq ha tuttavia deciso di aspettare e di procedere a una nuova e ampia valutazione della situazione nell'autunno 2009.

2. Nel valutare la situazione l'UFM si fonda su numerose fonti d'informazioni, provenienti da autorità partner europee, rapporti dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, nonché rapporti e analisi del Dipartimento federale degli affari esteri. Se necessario, l'UFM richiede alla competente rappresentanza svizzera una valutazione aggiornata della situazione.

Nelle sue attuali direttive di aprile 2009, l'UNHCR presuppone un generale miglioramento della situazione in Iraq, che tuttavia varia a seconda delle diverse province.

3. L'attuale prassi di allontanamento è stata adeguata nella primavera 2007 in base alla situazione di sicurezza e dei diritti umani nelle tre province nord irachene controllate dal governo regionale curdo Dohuk, Erbil e Sulaymanyia. In queste province non regna una situazione di violenza generalizzata. L'esecuzione dell'allontanamento di richiedenti l'asilo respinti definitivamente è pertanto di principio ragionevolmente esigibile. Ciò vale in particolare per gli uomini provenienti da questa regione che soggiornano da soli in Svizzera. Nell'ambito dell'esame dei singoli casi si tiene conto della situazione individuale.

Di norma le persone che non provengono dalle tre province menzionate sono ammesse provvisoriamente in quanto l'esecuzione dell'allontanamento non è ragionevolmente esigibile. Sono eccettuati i detenuti per cui è disposta l'esecuzione dell'allontanamento in applicazione dell'articolo 83 capoverso 7 della legge federale sugli stranieri.

Nel 2008 è stato concesso l'asilo a 164 cittadini iracheni, con una quota di riconoscimento pari al 22 per cento. Inoltre, 574 persone provenienti dall'Iraq sono state ammesse provvisoriamente.

Risposta del Consiglio federale.