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09.3530 · Interpellanza · 2009-06-10

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Con riferimento agli argomenti qui appresso rivolgo le seguenti domande al Consiglio federale:

1. Quali sono i cantoni che dispongono di un accordo con le guardie di confine?

2. Gli accordi già conclusi sono stati coordinati in modo da agevolare i compiti delle guardie di confine?

3. Quali sono le esperienze fatte sinora dal 6 aprile 2006, epoca dell'introduzione dell'accordo tipo tra la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CCDGP) e il Direttore generale delle dogane? Chi controlla e si sincera dell'osservanza delle norme adottate?

4. Il Consiglio federale non dovrebbe istituire una piattaforma con le cerchie interessate per garantire il coordinamento, evitare i doppioni, rafforzare le sinergie e migliorare l'informazione della popolazione?

5. Il Corpo delle guardie di confine intende divenire in futuro una polizia federale?

Begründung

In virtù della legge sulle dogane, dallo scorso 12 dicembre, data dell'entrata in vigore degli accordi di Schengen/Dublino, le guardie di confine possono effettuare in tutta la Svizzera controlli doganali sia delle persone che delle merci. Oltre ai controlli doganali tradizionali le guardie di confine possono procedere ad altre ispezioni purché abbiano firmato un accordo con i cantoni. Sulla base di questa nuova regolamentazione e di questa nuova attribuzione di compiti alle guardie di confine, dobbiamo evitare i doppioni e rafforzare le sinergie per garantire non soltanto la sicurezza del Paese ma anche la messa in atto di un dispositivo coordinato ed efficace. Nel cantone di Friburgo - che non è firmatario di un accordo con le guardie di confine - sono stati effettuati nel corso di questi ultimi mesi numerosi controlli di persone e di merci senza che la polizia cantonale fosse stata consultata in precedenza. Questa prassi non è ammissibile e va corretta il più presto possibile.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Vista la sua presenza ai valichi di confine e nella zona di confine, il Cgcf ha già una lunga tradizione di collaborazione con i cantoni. La collaborazione con i cantoni di confine avviene già da anni in base ad accordi, che finora erano molto differenti dal punto di vista della portata e della forma dei compiti delegati al Cgcf. La base legale per gli accordi è contenuta nell'articolo 97 della legge sulle dogane (Assunzione di compiti di polizia cantonale nell'area di confine). Fino al 30 giugno 2009 erano stati conclusi nuovi accordi sulla base del relativo modello - convenuto all'inizio del 2006 tra il Cgcf e la CCDGP - con i seguenti cantoni: Appenzello Esterno, Appenzello Interno, Argovia, Basilea Città, Berna, Ginevra, Giura, Grigioni, Neuchâtel, San Gallo, Sciaffusa, Svitto, Turgovia, Uri, Vaud e Zurigo (ordine di servizio quale accordo). Sono in elaborazione gli accordi con i cantoni di Basilea-Campagna, Soletta, Ticino e Vallese. Con i cantoni di Glarona e Lucerna hanno avuto luogo primi contatti. All'ora attuale non sono previsti accordi con i Cantoni di Friburgo, Nidvaldo, Obvaldo e Zugo.

2. Mentre la collaborazione tra cantoni e Cgcf finora era realizzata in modo completamente individuale, ai fini della trasposizione di Schengen in Svizzera nell'ambito della sicurezza interna sono stati intrapresi sforzi per ottenere uno sfruttamento possibilmente uniforme delle sinergie tra polizie cantonali e Cgcf o AFD. Per coordinare questi sforzi è stata costituita la "piattaforma CCDGP-AFD". La presidenza è assunta congiuntamente dal Consigliere di Stato Claudius Graf-Schelling e dal Direttore generale delle dogane Rudolf Dietrich. Il lavoro di questa piattaforma consisteva inizialmente nel determinare lo standard minimo per i compiti che ogni cantone può delegare al Cgcf o all'AFD. Da ciò si è sviluppato l'accordo tipo della CCDGP menzionato più sopra. Conformemente al principio del federalismo, i cantoni sono tuttavia liberi di delegare più o meno compiti rispetto a quanto stabilito nell'accordo tipo. Attualmente la piattaforma CCDGP-AFD (i cui incontri avvengono 2 volte all'anno o secondo necessità) serve al coordinamento, allo scambio di opinioni, alla discussione di problemi concernenti la collaborazione e alla determinazione comune delle regole.

3. Come già menzionato nella risposta 2, i cantoni sono liberi di decidere se delegare compiti al Cgcf o all'AFD. I negoziati contrattuali sono condotti singolarmente con ogni cantone. In tal modo la portata e la struttura dei compiti delegati sono differenti a livello cantonale, nonostante l'accordo tipo. Le esperienze fatte finora mostrano che lo sfruttamento delle sinergie porta senz'altro a uno sgravio dei cantoni, soprattutto quando il Cgcf, oltre all'accertamento di polizia di un reato, in casi meno gravi può sporgere denunce e incassare multe. Il rispetto delle regole stabilite è garantito innanzi tutto in loco tra i partner locali. La nomina di persone di contatto reciproche è oggetto dei negoziati.

4. Si veda la risposta 2.

5. No. Il Cgcf costituisce la parte armata e in uniforme dell'Amministrazione federale delle dogane. Pertanto al Cgcf spetta innanzi tutto l'adempimento di compiti doganali. La sinergia tra i compiti doganali e i compiti nell'ambito della polizia di sicurezza e della migrazione rendono il Cgcf uno strumento interessante per la sicurezza interna.

Risposta del Consiglio federale.