09.3816 · Interpellanza · 2009-09-23
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Come giudica lo stato della ricerca e le possibilità di accertamento clinico per quanto concerne le persone che lamentano sintomi correlati all'incidenza di fattori ambientali nocivi per la salute, rispetto alla situazione vigente all'epoca dell'interpellanza 03.3092?
2. Quali possibilità prevede per meglio soddisfare la richiesta di consulenza specializzata in materia di medicina ambientale?
3. La Confederazione ha già sostenuto o prevede di sostenere progetti abitativi per persone affette da malattie ambientali, come accennato nella risposta all'interpellanza 03.3092? In quale misura? Se no, per quali motivi?
4. Come valuta il Consiglio federale la necessità di controlli accurati all'interno delle abitazioni, per mano dei servizi di protezione dell'ambiente, quale parte integrante degli accertamenti di medicina ambientale? Come si potrebbe garantire il loro finanziamento?
5. Come giudica il ruolo della Confederazione nel garantire alla ricerca fondi indipendenti dall'industria?
Begründung
Se nel secolo scorso gli effetti dei fattori ambientali nocivi per la salute si manifestavano soprattutto con la comparsa di malattie provocate da cause specifiche (amianto o tabacco) o circoscritte a zone ben precise (incidenti chimici, inquinamento dell'acqua potabile, smog), oggi la valutazione di questi fattori sotto il profilo medico appare ben più complessa. Gli standard di produzione e il quadro legale, con la determinazione di valori limite, hanno ridotto i rischi specifici. Tuttavia, gli sviluppi tecnologici avvenuti con particolare rapidità (radiocomunicazione, nanotecnologia) e la loro applicazione industriale altrettanto rapida in un'economia globalizzata ci hanno catapultato in un nuovo contesto. I rischi individuali sono "modesti", i quadri clinici aspecifici, multifattoriali e ampiamente distribuiti su scala geografica. L'esposizione alle polveri fini, ad esempio, provoca un impercettibile peggioramento delle capacità respiratorie (meno del 5 per cento) nella popolazione svizzera, ma fa registrare quasi un raddoppio del numero di persone colpite. Ciò che è definito un "rischio individuale modesto", fa esplodere i costi della salute. La situazione si presenta analoga probabilmente anche per quanto concerne la sensibilità chimica multipla ("multiple chemical sensitivity") e l'elettrosensibilità ("electrosensitivity"). Da un progetto pilota scientifico dell'Università di Basilea è emerso che nel 5 per cento delle persone visitate è stata riscontrata una correlazione plausibile tra i sintomi descritti e l'esposizione a campi elettromagnetici. Un progetto di follow-up in corso, condotto da Medici per l'ambiente, sembra confermare questi risultati.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Negli scorsi anni sono stati effettuati alcuni studi nazionali e internazionali allo scopo di analizzare scientificamente il fenomeno della particolare sensibilità ai fattori ambientali. Le analisi a breve termine non hanno permesso di accertare un nesso causale tra i disturbi della salute e la presunta incidenza di fattori ambientali. Non è neanche stato possibile individuare criteri oggettivi per distinguere in modo affidabile le persone particolarmente sensibili da quelle mediamente sensibili.
In Svizzera, un gruppo di pazienti della regione di Basilea che lamentavano disturbi della salute dovuti a fattori ambientali è stato esaminato in un'ottica interdisciplinare nel quadro di un progetto di ricerca sostenuto dalla Confederazione. Dai risultati è emerso che questo gruppo è molto eterogeneo per quanto riguarda l'incidenza degli inquinanti ambientali, l'esposizione a pressioni psichiche/psicologiche e le malattie somatiche preesistenti. Lo studio ha inoltre evidenziato la necessità imprescindibile di combinare, in questi pazienti, gli accertamenti interdisciplinari medici e psicologici e un rilevamento dei fattori ambientali in ambito residenziale e lavorativo.
Sulla base delle raccomandazioni scaturite dal progetto basilese, nel gennaio 2008 l'Associazione medici per l'ambiente AefU ha lanciato un proprio progetto pilota, denominato "Umweltmedizinisches Beratungsnetz" (Rete di consulenza in medicina ambientale), che offre ai pazienti la possibilità di un esame approfondito dei loro disturbi. Questa iniziativa, che gode del sostegno scientifico dell'Ufficio federale della sanità pubblica UFSP e dell'Ufficio federale dell'ambiente UFAM, dovrebbe concludersi alla fine del 2010.
2. Il Consiglio federale approva l'iniziativa menzionata e le attività di AefU. Nei limiti dei mezzi finanziari disponibili, l'UFAM e l'UFSP continueranno a sostenere il progetto pilota. Per quanto concerne la formazione e il perfezionamento in medicina ambientale, la legge federale sulle professioni mediche universitarie (LPMed; RS 811.11) richiede, al termine della formazione di base, anche la comprensione dei fattori ecologici e delle loro ripercussioni sulla salute (art. 8 lett. f). Corsi di medicina ambientale sono offerti pure nel quadro del perfezionamento e degli studi postdiploma in prevenzione e sanità pubblica.
3. I progetti abitativi per persone affette da malattie ambientali potrebbero essere sostenuti dalla Confederazione in virtù della legge sulla promozione dell'alloggio (LPrA; RS 842). L'articolo 2 capoverso 2 LPrA sancisce il principio secondo cui la Confederazione sostiene forme innovative di costruzione e abitazione. Secondo l'articolo 41 capoverso 2 lettera c LPrA, l'Ufficio federale delle abitazioni può promuovere progetti esemplari a carattere innovativo ed ecologicamente sostenibile. Infine, i progetti esemplari sono privilegiati ai sensi dell'articolo 46 dell'ordinanza sulla promozione dell'alloggio (OPrA; RS 842.1) poiché, per la loro promozione, è possibile derogare alle esigenze concernenti la qualità della costruzione e dell'ubicazione, ai limiti dei costi e alle particolari condizioni imposte per il rinnovo di alloggi esistenti. Nei limiti dei mezzi finanziari disponibili, un sostegno è pertanto concesso se i progetti soddisfano gli altri requisiti generali per l'ottenimento di un sussidio federale. Finora non è tuttavia stata presentata alcuna domanda relativa a un progetto abitativo per persone affette da malattie ambientali.
In stretta collaborazione con consulenti e pazienti con patologie ambientali (intolleranza ai prodotti chimici), la città di Zurigo prevede di costruire un edificio abitativo in cui gli inquinanti e i fattori ambientali negativi siano ridotti al minimo. L'ufficio delle costruzioni della città di Zurigo documenta dettagliatamente le diverse fasi della pianificazione e realizzazione dell'edificio per permettere ad altri di sfruttare le esperienze acquisite in quest'ambito, in vista di progetti simili e anche, più in generale, nell'ottica di un'edilizia sostenibile.
4. Nel quadro di un esame di medicina ambientale è opportuno accertare il carico inquinante presente nell'abitazione e sul posto di lavoro. Tuttavia, occorre decidere caso per caso sulla necessità di procedere a controlli accurati all'interno delle abitazioni. Il progetto pilota di AefU prevede un controllo nell'abitazione, condotto secondo un protocollo standardizzato, sulla scorta dei risultati di un questionario ambientale e di un'indicazione medica. Tali analisi sono finanziate con prestazioni e mezzi propri di AefU e con il sostegno della Lega polmonare svizzera, di fondazioni private e dell'UFAM. Dopo la valutazione del progetto pilota sarà più facile esprimersi sulla necessità di effettuare controlli nelle abitazioni e su un eventuale fabbisogno finanziario.
5. La Confederazione adempie al proprio ruolo di garante dei fondi devoluti alla ricerca e indipendenti dall'industria sostenendo la ricerca scientifica conformemente alla legge sulla ricerca (LR; RS 420.1), segnatamente attraverso il Fondo nazionale svizzero. L'articolo 20 della Costituzione federale e l'articolo 3 LR garantiscono la libertà dell'insegnamento e della ricerca.
Inoltre, nel quadro della ricerca dell'amministrazione federale, la Confederazione promuove studi scientifici necessari per chiarire questioni rilevanti. A titolo di esempio, il Consiglio federale ha lanciato il programma nazionale di ricerca PNR 57 "Radiazioni non ionizzanti - ambiente e salute". Il governo vede però di buon occhio anche la partecipazione finanziaria dell'industria a progetti di ricerca. In tale contesto, l'indipendenza della ricerca e della pubblicazione dei risultati deve essere garantita mediante un'organizzazione di progetto adeguata.
Risposta del Consiglio federale.