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Discriminazione delle aziende romande e ticinesi nelle gare d'appalto della Confederazione

09.3828 · Interpellanza · 2009-09-23

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Recentemente in parecchie gare d'appalto pubblicate nel FUSC (n. 170, 4 settembre 2007/n. 143, 25 luglio 2008/n. 231, 27 novembre 2008/n. 49, 12 marzo 2009/n. 91, 13 maggio 2009/n. 127, 6 luglio 2009/n. 156, 14 agosto 2009, ecc.) si esige che non soltanto il responsabile di un progetto abbia alcune nozioni di tedesco com'è stato in precedenza, ma che tutti i dipendenti che lavoreranno al progetto parlino e scrivano correntemente il tedesco. Nel "Matin Dimanche" del 23 agosto 2009, l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica spiega che questi casi sono limitati al settore specifico dell'informatica, poiché la maggioranza dei collaboratori parla tedesco.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale non ritiene che tali gare d'appalto siano discriminatorie per le aziende romande e ticinesi, dato che esse devono obbligatoriamente assumere collaboratori bilingui per parteciparvi?

2. Se i collaboratori della Confederazione sono germanofoni, perché la stessa non esige che imparino almeno a capire il francese?

3. Cosa fa la Confederazione per cercare di assumere degli informatici romandi o ticinesi?

4. Questi bandi di concorso discriminatori sono limitati al settore informatico?

5. Cosa conta di fare il Consiglio federale per porre rimedio a questa discriminazione?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale parte dal presupposto dell'equivalenza delle lingue ufficiali anche se complessivamente le quote delle diverse comunità linguistiche non sono uguali. Nel 2008 per gli acquisti OMC (a partire da un valore soglia di fr. 248 950), su 120 aggiudicazioni per prestazioni di beni e servizi di competenza dell'UFCL, 10 sono state assegnate ad aziende romande e ticinesi, mentre nel 2009 (a fine ottobre) ne sono state assegnate loro 5 su 64. A partire dal 2010 sarà possibile esaminare la situazione per ogni cantone. Può accadere che in singoli progetti prevalga una delle lingue ufficiali. Questa viene indicata come criterio di idoneità (criterio obbligatorio) nel bando di concorso. Le imprese che possono offrire collaboratori che parlano altre lingue e hanno conoscenze sufficienti della lingua stabilita per il progetto non sono escluse in alcun modo. Naturalmente vengono messi a pubblico concorso anche progetti per i quali si cercano collaboratori con ottime conoscenze della lingua francese o italiana (ad es. FUSC n. 244, 15.12.2006, 002020763; numero 244, 15.12.2006, 00202765; numero 182, 19.09.2008, 00324239; numero 96, 20.05.2009, 00373357).

2. L'amministrazione federale esige dai propri collaboratori che comprendano almeno una seconda lingua ufficiale e dai dirigenti che sappiano comunicare in almeno due lingue ufficiali. Queste richieste sono stabilite nella legge del 24 marzo 2000 sul personale federale (LPers), nell'ordinanza del 3 luglio 2001 sul personale federale (OPers) nonché nelle Istruzioni del Consiglio federale del 22 gennaio 2003 concernenti la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale (istruzioni concernenti il plurilinguismo). Per permettere ai collaboratori di approfondire la seconda lingua ufficiale vengono offerti loro corsi di lingua e se ne incoraggia la frequenza.

3. Tutti i bandi di concorso sul portale dei posti vacanti dell'amministrazione federale vengono pubblicati nelle tre lingue ufficiali. Inoltre, per il reclutamento di specialisti (di informatica) vengono fatte delle inserzioni in testate specializzate in tedesco, francese e italiano.

4. La prassi dei bandi di concorso nel settore informatico non è discriminatoria. Come indicano le cifre e gli esempi menzionati al numero 1, come lingua principale si richiedono anche conoscenze linguistiche di francese o italiano.

5. Attualmente il Consiglio federale non ravvisa alcuna necessità d'intervento (cfr. numero 1) nel settore degli acquisti. Collabora costantemente con le sue unità amministrative per rafforzare il plurilinguismo e una buona collaborazione fra le comunità linguistiche affinché non si verifichi alcuna discriminazione.

Risposta del Consiglio federale.