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Esigenze di base per la selvicoltura naturalistica e strategia dell'UFAM in materia di biodiversità

09.3903 · Interpellanza · 2009-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere ad ognuna delle seguenti domande:

1. Quali conoscenze scientificamente attendibili e incontestate e quali concetti sono alla base dei criteri e degli indicatori contenuti nel documento di lavoro "Biodiversità - esigenze di base per quanto riguarda la selvicoltura naturalistica" (si auspica un elenco verificabile delle fonti)?

2. In considerazione di quali basi legali il programma forestale svizzero (PF-CH) ha conferito il mandato all'UFAM?

3. In che modo il Consiglio federale garantisce che non siano avviati progetti in base a ursurpazione di funzioni da parte di organi federali e ai loro interessi soggettivi e personali ma che nel documento confluiscano invece fatti scientifici?

4. Su quali fatti statistici e serie storiche di dati si basa il Consiglio federale quando valuta pericolosa per l'ecosistema forestale la raccolta completamente meccanizzata del legname ed evidenzia la necessità di una rete di sicurezza ecologica?

5. In quale base giuridica esplicita erano finora statuite le esigenze del principio 4 del documento menzionato in precedenza quando il Consiglio federale afferma che non vi sarebbero obblighi supplementari per i proprietari di boschi?

6. Su quali fatti statistici e serie storiche di dati si basa il Consiglio federale quando afferma che vi sono stati degli aumenti della domanda e del prezzo del legname e in quale rapporto si trovano, al netto del rincaro, rispetto ai prezzi del legname degli ultimi cinquant'anni? Il Consiglio federale segnala in particolare che il forum di accompagnamento al documento era composto tra l'altro da rappresentanti di proprietari di boschi e dirigenti d'azienda nonché da rappresentanti delle organizzazioni forestali nazionali e di Economia forestale Svizzera.

7. Quali fra queste organizzazioni sostiene ancora oggi il documento menzionato in precedenza e quali vi si sono distanziate durante il processo e in seguito?

8. Quando e su iniziativa di chi il presidente di Economia forestale Svizzera è stato invitato a partecipare al gruppo di accompagnamento per lo sviluppo della strategia sulla biodiversità?

9. Il Consiglio federale sottolinea che sta riflettendo sul buon nome del legno svizzero. Per quale ragione l'UFAM o il Consiglio federale non è stato interpellato in merito al comunicato stampa insostenibile e diffamante pubblicato quest'estate dal WWF?

10. Che cosa intende il Consiglio federale quando afferma che "alcuni aspetti saranno affrontati" in relazione ai previsti programmi di ricerca?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il documento di lavoro "Biodiversità - esigenze di base per quanto riguarda la selvicoltura naturalistica" è il risultato di un processo di elaborazione della durata di tre anni. Non si tratta pertanto di una semplice compilazione di studi scientifici, bensì di una serie di principi, criteri, indicatori e valori minimi elaborati durante tale processo con la partecipazione sia di numerosi forestali ed esperti che di un forum di accompagnamento composto da proprietari di boschi, dirigenti di aziende forestali e rappresentanti delle organizzazioni forestali nazionali. L'elemento centrale di tale processo era costituito da cinque test pratici a cui hanno partecipato anche gli specialisti cantonali. Il processo si è svolto in modo trasparente e può essere sottoposto a verifica: la documentazione dei lavori, comprese le fonti, è infatti archiviata presso l'UFAM ed è consultabile.

2. Uno degli scopi della legge forestale (LFo; RS 921.0) è quello di proteggere la foresta come ambiente naturale di vita. Inoltre, l'articolo 20 LFo stabilisce che i cantoni devono tenere conto delle esigenze di una selvicoltura naturalistica. La nozione di selvicoltura naturalistica è tuttavia giuridicamente indefinita. Il programme forestale svizzero (PF-CH) in qualità di programma d'azione della Confederazione individua una necessità di concretizzazione in questo settore. Il progetto menzionato in precedenza è stato avviato ai fini dell'elaborazione dei contenuti minimi. I mandati per l'elaborazione del PF-CH sono contenuti nel programma di legislatura del Consiglio federale 1999-2003 e nel mandato del DATEC del 9 maggio 2001 (Waldprogramm Schweiz, BUWAL 2004, pag. 77).

3. I lavori dell'UFAM si fondano su sufficienti basi giuridiche e mandati politici (si veda anche la domanda 2). L'oggettività è garantita attraverso il coinvolgimento di un'ampia cerchia di persone in progetti come il PF-CH, il documento sulle esigenze di base per la selvicoltura naturalistica e la strategia in materia di biodiversità.

4. In questa domanda l'autore dell'interpellanza si riferisce chiaramente alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza von Siebenthal 09.3698, "Esigenze di base per la selvicoltura naturalistica e strategia dell'UFAM in materia di biodiversità". Tuttavia, nella summenzionata risposta il Consiglio federale non critica sistematicamente l'impiego di raccoglitrici meccaniche, ma solo gli impieghi estranei alla buona pratica attuale. La raccolta completamente meccanizzata del legname presenta in molti casi vantaggi economici e, se eseguita correttamente, non rappresenta alcuna minaccia per l'ecosistema forestale. Gli obiettivi minimi previsti dal documento di lavoro summenzionato nell'ambito della protezione del suolo sono gli elementi fondamentali di un'esecuzione corretta.

5. L'articolo 1 e l'articolo 20 della LFo esigono la protezione della foresta come ambiente naturale di vita e la presa in considerazione delle esigenze di una selvicoltura naturalistica. I requisiti contemplati dal principio 4 del documento relativo alle esigenze di base per una selvicoltura naturalistica ("Conservazione e miglioramento degli spazi vitali della fauna e della flora indigene"), quindi, non sono nuovi, ma rappresentano soltanto una concretizzazione delle disposizioni della LFo.

6. Secondo la statistica forestale svizzera, la raccolta di legname è costantemente aumentata tra il 2002 e il 2006, con un netto incremento nel 2006. Nel 2007 essa è rimasta allo stesso livello e nel 2008 è diminuita a seguito dell'andamento congiunturale.

Prezzo del legname: i prezzi del legname sono diminuiti costantemente dall'inizio degli anni 'Ottanta. Tra il 2001 e il 2008 il livello assoluto medio dei prezzi del legname grezzo è aumentato. All'inizio del 2008 tale valore si trovava nominalmente circa allo stesso livello della metà degli anni 'Settanta e 'Novanta. L'indice alla produzione al netto del rincaro mostra un trend negativo dagli anni 'Settanta in poi. A partire dal 2001, l'indice nominale dei prezzi del legname grezzo registra un aumento nettamente maggiore rispetto all'indice generale svizzero dei prezzi alla produzione. Tale aumento non ha potuto, tuttavia, compensare le perdite al netto del rincaro (perdite reali) registrate dagli anni 'Ottanti in poi (fonte: indice dei prezzi alla produzione, UST).

7. In linea di massima, il documento è sostenuto dalle organizzazioni che partecipano al forum di accompagnamento, nonostante non vi sia atteggiamento unanime nei confronti dei singoli principi e nonostante tale atteggiamento sia mutato nel corso del tempo.

I principi da 1 a 3 e i loro criteri, indicatori e valori minimi sono quasi unanimemente accettati. In genere non si contesta neppure il principio 4, "Conservazione e miglioramento degli spazi vitali della fauna e della flora indigene". Tuttavia, soprattutto i proprietari di boschi chiedono delle risposte più chiare riguardo alle modalità di considerazione del legno morto, degli alberi biotopi e delle zone sensibili nell'ambito del documento relativo alle esigenze di base per la selvicoltura naturalistica. Essi si domandano più precisamente quale altro contributo possono offrire nell'ambito della tutela su base contrattuale della natura e, conseguentemente, sulla base di indennità.

La pubblicazione del suddetto documento sotto forma di un aiuto all'esecuzione è stata formalmente contestata. Per questo motivo, l'UFAM ha deciso di integrare il progetto con un rapporto tecnico destinato agli specialisti. Tale rapporto rappresenta un'interruzione della discussione, di cui si dovrà approfittare soprattutto per affrontare le domande emerse recentemente. Tra queste rientrano anche gli effetti dei cambiamenti climatici sulla foresta e le misure per la riduzione dei rischi che ne conseguono. I risultati saranno pubblicati in una versione rivista del documento. Per ora la Confederazione allineerà le proprie decisioni e le proprie procedure al rapporto tecnico attualmente in fase di elaborazione, ad esempio come criterio di qualità per il programma NPC relativo all'economia forestale e alla cura del bosco giovane,

8. L'associazione Economia forestale svizzera, con uno scritto del 18 maggio 2009 destinato al DATEC, ha chiesto di far parte del gruppo di accompagnamento alla strategia sulla biodiversità. Nella sua risposta dell'11 giugno 2009, il capo del dipartimento ha personalmente invitato il presidente di Economia forestale svizzera, il consigliere nazionale Max Binder, a partecipare al gruppo politico di accompagnamento.

9. Il Consiglio federale ha già risposto a questa domanda durante la sessione autunnale 2009 nella sua presa di posizione relativa alla domanda von Siebenthal 09.5410, "Waldplünderung. Warum duldet das Bafu masslose WWF-Attacken?" (Saccheggio della foresta. Perché l'UFAM tollera gli attacchi sproporzionati del WWF?).

10. Le opzioni riportate nella summenzionata interpellanza 09.3698, alla domanda 9, ovvero "la diffusione di specie arboree resistenti (incluse le neofite) come le douglasie o la riduzione dei tempi di produzione per le specie arboree sensibili ai cambiamenti climatici (come gli abeti rossi) ai sensi di una riduzione dei rischi" sono analizzate, come sostenuto nella risposta al suddetto intervento, nell'ambito del programma di ricerca relativo alla foresta e ai cambiamenti climatici, concretamente, ad esempio, nei progetti di ricerca relativi alle specie arboree alloctone, alla variazione genetica di adattamento di faggi, abeti rossi e abeti bianchi nonché a quelli che studiano il ruolo chiave dei bostrici nella futura utilizzazione del bosco.

Risposta del Consiglio federale.