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09.3969 · Interpellanza · 2009-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. È normale che venga fatturato il tempo di attesa nell'ambito delle vendite telefoniche?

2. Si tratta di una prassi legale e controllata?

3. Non vi è modo di vietarla o quantomeno limitarla?

Begründung

Gli acquisti effettuati per telefono, almeno attraverso i numeri 0900, comportano spesso (per non dire sempre) un tempo d'attesa durante il quale, mentre il consumatore attende pazientemente che il fornitore o il suo rappresentante gli risponda, la bolletta sale a ritmi vertiginosi (più di un franco al minuto). Non è raro che per una non prestazione di questo tipo si raggiungano i 5 franchi di spesa. La durata dell'attesa e quindi l'importo dovuto dipendono esclusivamente dall'organizzazione interna dell'azienda, dal carico di lavoro degli operatori nonché dalla loro abilità nel gestire le chiamate in entrata e dalla complessità delle richieste dei clienti in linea. Ad ogni modo chi chiama ha le mani legate, è condannato ad ascoltare una musica di gusto discutibile, che non giustifica affatto simili costi; l'attesa è uno spiacevole contrattempo e non certo un servizio fornito.

Stellungnahme des Bundesrates

Negli acquisti effettuati per telefono il tempo di attesa non è fatturato separatamente. Ad eccezione dei numeri di tipo 090x, le comunicazioni sono fatturate in base alla tariffa indicata nel contratto che lega il consumatore al proprio fornitore di servizi di telecomunicazione. Le telefonate da un cellulare sono più costose rispetto a quelle effettuate da un collegamento fisso.

Le chiamate ai numeri di servizi a valore aggiunto del gruppo 090x presuppongono una tariffa maggiorata e possono quindi generare costi decisamente elevati per chi chiama. Ragion per cui il Consiglio federale ha elaborato disposizioni volte a proteggere il consumatore, fissando in modo particolare un prezzo massimo di 10 franchi al minuto. Inoltre, nessun servizio telefonico a valore aggiunto la cui tassa di base o il cui prezzo al minuto supera i due franchi può essere fatturato al consumatore senza che questi sia stato preventivamente informato oralmente in modo chiaro e gratuito del suo prezzo, almeno nella lingua dell'offerta. I costi d'attesa devono essere indicati indipendentemente dal loro importo. Vige infine l'obbligo di indicare il prezzo corrispondente ogni qual volta viene menzionato un numero telefonico relativo a una prestazione a pagamento. L'indicazione del prezzo è pubblicata utilizzando caratteri di grandezza almeno equivalente a quella dei caratteri usati per indicare il numero del servizio a valore aggiunto. In caso di mancato rispetto di tali disposizioni, l'Ufficio federale delle comunicazioni interviene e può ritirare al titolare del numero il relativo diritto di utilizzo.

Il Consiglio federale ritiene che i consumatori dispongano così di una protezione sufficiente e che quindi nel caso delle telefonate verso numeri 090x non vi sia motivo per vietare la fatturazione dei costi di attesa. Una soluzione di tipo tecnico comporterebbe necessariamente l'introduzione di un modello tariffario "offline", ovvero un conteggio a posteriori del tempo di attesa e quindi l'invio della relativa fattura al cliente dopo che questi ha usufruito del servizio a valore aggiunto. Escludendo l'addebito "online", i clienti che dispongono di una formula prepagata si vedrebbero tuttavia rifiutare l'accesso ai servizi a valore aggiunto, il che costituirebbe una violazione manifesta del principio della parità di trattamento.

Risposta del Consiglio federale.

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