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09.4259 · Interpellanza · 2009-12-11

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Considerato il fatto che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ritiene ammissibile il rimpatrio in Inguscezia di rifugiati ceceni, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che, stando a ricerche condotte da organizzazioni per i diritti umani, dal 2002 centinaia di civili sono scomparsi o sono stati torturati e/o uccisi da organi di "sicurezza" russi, con il pretesto della lotta contro un movimento separatista?

2. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che nei mesi passati rifugiati sono stati in più occasioni brutalmente picchiati o addirittura uccisi subito dopo il loro ritorno in Inguscezia?

3. Il Consiglio federale non condivide l'opinione che in tali condizioni non si possa esigere il rimpatrio di richiedenti l'asilo ceceni?

Begründung

L'Ufficio federale della migrazione ritiene ammissibile il rimpatrio in Inguscezia di richiedenti l'asilo ceceni respinti, sebbene nessuna persona possa essere costretta a tornare in un Paese in cui siano in pericolo la sua integrità fisica, la sua vita o la sua libertà. Anche il Tribunale amministrativo federale ha condiviso la posizione dell'UFM in una sua recente sentenza.

La situazione dei diritti umani in questa Repubblica russa è andata continuamente peggiorando negli ultimi anni, come testimoniano anche diverse organizzazioni per i diritti umani nei loro rapporti. Organizzazioni non governative ritengono che nel 2008 siano sparite 212 persone, poi ritrovate morte (quasi il doppio dell'anno precedente); nell'autunno di quest'anno la corrispondente cifra ammonta già a 210. E tutto ciò avviene in un Paese dalle dimensioni e dalla popolazione paragonabili al cantone di Berna.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è al corrente della situazione sul fronte della sicurezza e dei diritti umani nella Repubblica russa di Inguscezia. Sebbene la situazione si sia deteriorata negli ultimi anni, non si può presupporre una violenza generalizzata.

La prassi dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) in materia d'asilo e di allontanamento nei confronti di richiedenti l'asilo di etnia cecena si fonda su una valutazione costante della situazione, che comprende in particolare la sicurezza e i diritti umani in loco.

In seguito alla mutata situazione di sicurezza e dei diritti umani in Cecenia, l'UFM ha adeguato la prassi in materia di allontanamento a partire dal 1° agosto 2008. Tale prassi, sostenuta dal Tribunale amministrativo federale, è in sintonia con quella dei più importanti Paesi di destinazione dei richiedenti l'asilo ceceni.

L'UFM esamina singolarmente le domande d'asilo delle persone di etnia cecena, a cui la Svizzera riconosce lo statuto di rifugiati se sono state direttamente perseguitate per motivi rilevanti ai sensi del diritto d'asilo. Se dall'esame del singolo caso risulta che i presupposti per il riconoscimento dello statuto di rifugiato non sono adempiuti, si verifica se il rimpatrio è ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Se nel singolo caso ostacoli personali non consentono di eseguire l'allontanamento in Cecenia, l'UFM verifica in via sussidiaria se esiste un luogo di soggiorno alternativo all'interno della Federazione russa, tenendo conto sia dei motivi individuali che possono deporre contro l'esecuzione dell'allontanamento sia della situazione della sicurezza nel luogo di ritorno. Di norma le persone per cui un luogo di soggiorno alternativo all'interno del Paese non entra in linea di conto sono ammesse provvisoriamente.

Dalla modifica della prassi di allontanamento vi sono stati soltanto ritorni volontari in Russia di cittadini russi di etnia cecena. Tra il 1° dicembre 2008 e il 31 dicembre 2009, 15 persone di etnia cecena sono ritornate in Cecenia con l'aiuto al ritorno. Non vi sono state partenze o rimpatri verso l'Inguscezia.

A fine dicembre 2009 in Svizzera vi erano complessivamente 216 persone di etnia cecena con una procedura d'asilo pendente e 277 in situazione di ammissione provvisoria. Cinque persone hanno ricevuto un ordine esecutivo di allontanamento.

Risposta del Consiglio federale.