09.503 · Iniziativa parlamentare · 2009-12-10
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Ausgangslage
Nel 2009 il gruppo liberale radicale ha depositato un'iniziativa parlamentare volta ad abolire progressivamente le seguenti tasse di bollo: la tassa d'emissione, la tassa sui sui premi di assicurazione e la tassa di negoziazione. L'abolizione delle tasse di bollo aveva l'obiettivo di migliorare l'attrattiva della piazza finanziaria e rafforzare la competitività internazionale favorendo la crescita.
Nel corso dei dibattiti si è deciso di dividere l'oggetto in tre progetti parziali. Per quanto concerne l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio, le Commissioni competenti hanno dato seguito all'iniziativa nel 2010 e nel 2011. Nel 2012 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha elaborato il relativo progetto di legge (disegno 1) e ha proposto al suo Consiglio di adottarlo.
Il 23 gennaio 2013 il Consiglio federale ha preso posizione in merito accogliendo in linea di principio l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio: ha chiesto però di prendere in considerazione la misura nell'ambito dell'allora imminente Riforma III dell'imposizione delle imprese (15.049).
Nella votazione finale del 18 giugno 2021 il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati si sono detti a favore dell'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio (disegno 1).
Il 17 novembre 2021 il referendum è formalmente riuscito. Il comitato referendario criticava in particolare l'introduzione di un nuovo privilegio fiscale a favore delle grandi imprese e questo proprio in un contesto di crisi pandemica in cui la perdita di 250 milioni di franchi di gettito fiscale all'anno non sarebbe sopportabile per i contribuenti.
Il 13 febbraio 2022 questo oggetto sarà sottoposto a votazione popolare.
Situazione iniziale
L'iniziativa depositata il 10 dicembre 2009 dal gruppo liberale radicale chiedeva al Consiglio federale di abolire in tre tappe le tasse di bollo. Concretamente chiedeva di modificare la legge federale del 27 giugno 1973 sulle tasse di bollo (LTB; RS 641.10) come segue:
Disposizioni transitorie:
1. Le disposizioni concernenti la tassa d'emissione conformemente agli articoli 5, 5a e seguenti sono abrogate il 1° gennaio 2011.
2. Le disposizioni concernenti la tassa sui premi di assicurazione conformemente agli articoli 21 e seguenti sono abrogate il 1° gennaio 2011.
3. Le disposizioni concernenti la tassa di negoziazione conformemente agli articoli 13 e seguenti sono abrogate il 1° gennaio 2016. A questa data è abrogata l'intera legge federale sulle tasse di bollo.
Il Consiglio federale è incaricato di abolire progressivamente le tasse di bollo."
Nella motivazione, le tasse di bollo sono state descritte come gravemente penalizzanti per la competitività della piazza finanziaria Svizzera; esse non frenano soltanto il settore finanziario, ma tutta l'economia nazionale. L'abolizione delle tasse di bollo migliorerebbe l'attrattiva della piazza finanziaria e rafforzerebbe la competitività internazionale, favorendo la crescita, richiamando in Svizzera gli affari trasferiti all'estero, creando e garantendo posti di lavoro.
Il 23 novembre 2010 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha esaminato l'iniziativa in via preliminare e, con 12 voti contro 11 e 1 astensione, ha deciso di darle seguito. Il 4 aprile 2011 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha aderito a questa decisione con 5 voti contro 4 e 3 astensioni. La CET-N è stata pertanto incaricata di elaborare un progetto di legge.
Nelle sue sedute del 30 agosto e dell'8 novembre 2011, la CET-N ha poi deciso di dividere l'iniziativa in due progetti. Il primo prevedeva l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio e il secondo includeva l'abolizione della tassa sui premi di assicurazione e della tassa di negoziazione. Il primo punto dell'iniziativa, ovvero l'abolizione della tassa d'emissione, avrebbe dovuto essere trattato nella Commissione. Poiché l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale di terzi (prestiti) era già contemplata nell'oggetto "Too big to fail" (11.028) e decisa dal Parlamento nella sessione autunnale 2011, al punto 1 dell'iniziativa rimaneva soltanto l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio. Il punto 2 (abolizione della tassa sui premi di assicurazione) e il punto 3 (abolizione della tassa di negoziazione) erano stati assegnati a una sottocommissione poiché considerati non ancora pronti per una decisione: per l'attuazione di questi punti avrebbero dovuto essere presentati al Consiglio un progetto e un ulteriore rapporto.
Il 10 gennaio 2012, con 14 voti contro 7 e 2 astensioni, la CET-N ha deciso di entrare in materia sul progetto preliminare concernente il punto 1, adottandolo con 14 voti contro 6 e 2 astensioni. Il 18 gennaio 2012 la Commissione ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di avviare al riguardo una procedura di consultazione presso gli ambienti interessati. La consultazione si è svolta dal 7 febbraio al 10 maggio 2012 e in totale sono pervenuti 43 pareri. Il 12 novembre 2012, dopo aver preso atto dei risultati della consultazione, la CET-N ha deciso, con 17 voti contro 7, di presentare al Consiglio il progetto originario sottoposto a consultazione. Una minoranza della Commissione, contraria al progetto nel suo insieme, ha proposto di non entrare in materia. Un'altra minoranza ha chiesto l'inserimento di un nuovo articolo (art. 53a) che imponeva al Consiglio federale di provvedere alla compensazione delle minori entrate risultanti dalla presente modifica legislativa entro i prossimi cinque anni.
Sulla base dell'articolo 112 capoverso 3 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento, il rapporto e il progetto preliminare sono stati trasmessi per parere al Consiglio federale. Il 23 gennaio 2013 il Consiglio federale ha pubblicato il suo parere in merito al progetto di legge della CET-N. Pur essendo sostanzialmente favorevole all'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio, il Consiglio federale proponeva tuttavia di tener conto di questa misura nella Riforma III dell'imposizione delle imprese, in modo da avere una visione d'insieme. Un'abolizione prematura della tassa d'emissione sul capitale proprio andava respinta per ragioni di politica finanziaria, poiché il progetto della Commissione non rinunciava a compensare le minori entrate e a medio termine non vi era un margine di manovra finanziario sufficiente. Il Consiglio federale ha pertanto proposto al Parlamento di entrare dapprima in materia sul progetto di atto normativo della CET-N e poi di sospendere l'affare poiché considerava più urgenti altri oggetti (Riforma III dell'imposizione delle imprese e riforma dell'imposizione dei coniugi). Il Consiglio federale ha chiesto in subordine di respingere la proposta di minoranza concernente l'articolo 53a della legge federale sulle tasse di bollo.
Wortlaut
In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presentiamo la seguente iniziativa parlamentare:
La legge federale del 27 giugno 1973 sulle tasse di bollo (LTB) è modificata come segue:
Disposizioni transitorie:
1. Le disposizioni concernenti la tassa d'emissione conformemente agli articoli 5, 5a e seguenti sono abrogate il 1° gennaio 2011.
2. Le disposizioni concernenti la tassa sui premi di assicurazione conformemente agli articoli 21 e seguenti sono abrogate il 1° gennaio 2011.
3. Le disposizioni concernenti la tassa di negoziazione conformemente agli articoli 13 e seguenti sono abrogate il 1° gennaio 2016. A questa data è abrogata l'intera legge federale sulle tasse di bollo.
Il Consiglio federale è incaricato di abolire progressivamente le tasse di bollo.
Begründung
Le tasse di bollo penalizzano gravemente la competitività della piazza finanziaria Svizzera. Esse non frenano soltanto il settore finanziario, ma tutta l'economia nazionale. L'abolizione delle tasse di bollo migliorerebbe l'attrattiva della piazza finanziaria e rafforzerebbe la competitività internazionale, favorendo la crescita, richiamando in Svizzera gli affari trasferiti all'estero, creando e garantendo posti di lavoro. Alcune indagini evidenziano che a medio e lungo termine questi effetti compenserebbero abbondantemente i mancati introiti fiscali iniziali con ripercussioni chiaramente positive sulle finanze dello Stato. Dei circa 2000 fondi di investimento attualmente gestiti in Svizzera, solo 700 circa vi sono domiciliati. Il volume dei fondi di investimento di clienti svizzeri gestito all'estero ammonta a 230 miliardi di franchi. È pertanto realistico pensare al recupero di una loro sostanziosa parte. Ma non solo: l'abolizione di queste tasse costituisce la premessa per un necessario rafforzamento della piazza finanziaria Svizzera e risponde alle esigenze delle grandi aziende d'esportazione che, altrimenti, devono investire sulle piazze finanziarie estere il proprio capitale e il capitale di terzi all'estero.
In sostanza, le tasse di bollo dovrebbero essere progressivamente abolite, iniziando da quelle che distorcono maggiormente la competitività, segnatamente la tassa sui premi di assicurazione e quella d'emissione. Occorre agire rapidamente. Grazie a una rapida accettazione dell'iniziativa, i lavori necessari all'iter legislativo possono essere fusi con quelli concernenti l'USTR III, sempreché questo importante oggetto sia presentato tempestivamente al Parlamento.
Verhandlungen
Durante la sessione primaverile 2013 il Consiglio nazionale ha trattato per la prima volta l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio (disegno 1). Nel febbraio dello stesso anno la CET-N ha preso conoscenza del parere del Consiglio federale, lo ha respinto (13 voti contro 11 e 1 astensione) e ha proposto al suo Consiglio di accogliere il suo progetto originario senza alcuna sospensione. Una minoranza di sinistra della Commissione ha proposto di entrare in materia sul disegno e una seconda minoranza composta da membri del gruppo PPD-PEV, del gruppo socialista e di quello dei verdi ha proposto di entrare in materia conformemente alla proposta del Consiglio federale (ossia entrare in materia e sospendere il progetto).
I portavoce Ruedi Noser (RL, ZH) e Jean-François Rime (V, FR) si sono detti a favore dell'abolizione della tassa per eliminare la disparità di trattamento tra capitale di terzi e capitale proprio. Speravano anche che questa soluzione avrebbe avuto effetti positivi sulla competitività delle imprese nazionali e avrebbe aumentato l'attrattiva della piazza finanziaria. L'abolizione della tassa avrebbe avuto un effetto positivo sulla crescita e gli affari migrati all'estero sarebbero così potuti tornare in Svizzera. Questo avrebbe creato posti di lavoro urgentemente necessari nell'industria finanziaria. Susanne Leutenegger Oberholzer (S, BL), come portavoce della minoranza che aveva proposto di non entrare in materia, aveva soprattutto criticato la perdita non compensata di entrate che avrebbe potuto superare i 240 milioni di franchi previsti. Inoltre, dato il gran numero di revisioni previste, sarebbe stato irresponsabile intraprendere un'altra piccola revisione parziale senza una chiara visione d'insieme, che avrebbe potuto tradursi in centinaia di milioni di franchi di mancate entrate. Anche le speranze di crescita riposte in questo progetto erano incerte, ed è per questo che ha chiesto che venisse respinto.
Dominique de Buman (PPD, FR) - portavoce della seconda minoranza della Commissione - aveva difeso la proposta del Consiglio federale di entrare in materia con il disegno di legge e poi di sospendere l'oggetto. La maggioranza del Parlamento era favorevole all'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio, ma poiché erano previsti altri cantieri in materia di fiscalità (Riforma III dell'imposizione delle imprese, imposizione delle famiglie) e i costi totali non erano chiari, pareva più sensato attendere. Una visione d'insieme era necessaria per non mettere troppo in pericolo le finanze federali.
Nelle deliberazioni concernenti l'entrata in materia la Camera bassa ha infine seguito la maggioranza della Commissione con 126 voti contro 53 e 2 astensioni e ha respinto la proposta di non entrata in materia della minoranza Leutenegger Oberholzer, sostenuta unicamente dai membri del gruppo socialista e del gruppo dei Verdi.
La proposta di sospensione del Consiglio federale e della minoranza de Buman è stata respinta dal Consiglio nazionale con 97 voti contro 80 e 3 astensioni. I gruppi UDC, PLR- i Liberali e verde liberale hanno votato all'unanimità contro questa proposta. Hanno così prevalso contro il PPD-PEV, i gruppi socialista e dei Verdi.
Durante la deliberazione di dettaglio è stata esaminata una proposta della sinistra del Consiglio volta a obbligare il Consiglio federale a compensare la perdita di entrate generate dall'abolizione della tassa di bollo sul capitale entro cinque anni (nuovo art. 53a LTB). La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf aveva ammesso che le minori entrate previste dovute alle varie revisioni in arrivo non erano effettivamente prive di problemi. Ha fatto tuttavia riferimento alla responsabilità e alla competenza del Parlamento a questo proposito: il Consiglio federale non poteva decretare o attuare da solo queste misure compensatorie, visto che anche questo era di competenza del Parlamento. La proposta, sostenuta solo dal gruppo socialista e da quello dei verdi, è stata infine nettamente respinta con 119 voti contro 58.
Nella votazione sul complesso, con 120 voti contro 54 e 5 astensioni, il Consiglio nazionale ha accolto l'oggetto.
Nell'aprile 2013, la CET-S ha rinviato la discussione di questo disegno di legge al quarto trimestre del 2013 in attesa di un rapporto del Consiglio federale su tutte le fattispecie fiscali pendenti che avrebbero potuto indurre una riduzione del gettito. Dopo aver esaminato questo rapporto, nella sua riunione del 7 novembre 2013, la Commissione ha dapprima proposto al suo Consiglio, con 8 voti contro 3, di approvare il disegno di legge CET-N. Tuttavia, senza voti contrari, ha poi chiesto che il disegno di legge venisse sospeso in modo che l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale potesse essere inserita nel pacchetto globale della Riforma III dell'imposizione delle imprese. La CET-S ha dunque appoggiato la proposta del Consiglio federale del 23 gennaio 2013.
Nella sessione invernale 2013, il dibattito del disegno di legge in seno alla Camera dei Cantoni è stato significativamente meno controverso che nel Consiglio nazionale. Il Consiglio degli Stati ha seguito l'argomentazione della sua Commissione senza controproposte e senza voti contrari. Esso ha dunque accettato il disegno di legge e poi lo ha sospeso affinché l'abolizione della tassa di bollo sul capitale proprio venisse affrontata nell'ambito del progetto concernente la Riforma III dell'imposizione delle imprese.
Il 25 febbraio 2014 la maggioranza della CET-N ha mantenuto la decisione di abolire il più rapidamente possibile la tassa d'emissione e ha pertanto proposto al suo Consiglio, con 12 voti contro 10, di non seguire la decisione di sospensione del Consiglio degli Stati. Riguardo allo stesso oggetto, la Commissione ha poi approvato con 14 voti contro 11 un progetto preliminare sui punti 2 e 3 dell'iniziativa parlamentare, ovvero l'abolizione della tassa sui premi di assicurazione e della tassa di negoziazione. La maggioranza della CET-N ha motivato l'approvazione del progetto preliminare con il miglioramento dell'attrattiva della piazza finanziaria e un rafforzamento della competitività internazionale. La minoranza era invece dell'opinione che le tassa sui premi di assicurazione e la tassa di negoziazione, che generano entrate fiscali annue di circa 2 miliardi a favore delle finanze federali, non dovessero essere semplicemente abolite senza chiarirne il controfinanziamento. Con 14 voti contro 11, la Commissione ha poi però votato la sospensione della discussione del progetto di legge fino alla pubblicazione del messaggio del Consiglio federale sulla Riforma III dell'imposizione delle imprese.
Il disegno 1 è stato ridiscusso dal Consiglio nazionale nella sessione primaverile 2014. A nome della maggioranza della Commissione, Jean-François Rime (V, FR) ha sottolineato che la realizzazione della Riforma III dell'imposizione delle imprese avrebbe potuto richiedere ancora molto tempo e quindi una sospensione e un trattamento all'interno della Riforma III dell'imposizione delle imprese non sarebbe stato opportuno. Anche le perdite fiscali previste (circa 240 milioni di franchi) erano sopportabili. L'abolizione della tassa d'emissione avrebbe aumentato rapidamente il valore della piazza finanziaria svizzera e avrebbe di nuovo portato a un maggior numero di transazioni finanziarie in Svizzera. Dominique de Buman (PPD, FR), quale portavoce della minoranza della Commissione e della sinistra del Consiglio, ha usato diversi argomenti a favore della sospensione del disegno di legge. Anche la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf aveva chiesto la sospensione dell'oggetto. Il Consiglio federale sosteneva l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio, ma preferiva trattarla unicamente nel contesto della Riforma III dell'imposizione delle imprese.
Insieme ad alcuni voti del gruppo PPD/PEV, i gruppi UDC, liberale radicale, verde liberale e PBD hanno infine sostenuto la proposta della maggioranza della Commissione. La Camera bassa ha quindi votato contro la sospensione di questo oggetto con 103 voti contro 78 e 3 astensioni.
Alla fine di marzo 2014 la CET-S si è di nuovo occupata dell'oggetto. Con 8 voti contro 4 ha proposto al suo Consiglio di mantenere la sospensione in modo che l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio potesse essere integrata nel pacchetto della Riforma III dell'imposizione delle imprese. Una minoranza ha sostenuto gli argomenti del Consiglio nazionale per non sospenderlo.
Nella sessione estiva del 2014 il Consiglio degli Stati ha infine deciso di sospendere definitivamente l'iniziativa parlamentare. Luc Recordon (G, VD), parlando a nome della maggioranza della Commissione, aveva affermato che alla luce dei vari progetti previsti con potenziali meno entrate per le casse federali si sarebbe dovuto procedere con cautela e sviluppare prima una visione d'insieme. La portavoce della minoranza della Commissione, Karin Keller-Sutter (RL, SG), aveva sostenuto invano che l'abolizione della tassa di bollo sul capitale proprio si sarebbe persa tra i fronti della Riforma III dell'imposizione delle imprese, motivo per cui il progetto avrebbe dovuto avanzare al di fuori della grande riforma.
Con 21 voti contro 12 i rappresentanti dei Cantoni hanno infine deciso di seguire la maggioranza della Commissione.
Nell'aprile 2016 la CET-N si è espressa a favore dell'abolizione di tutti i tipi di tassa di bollo (disegno 2 dell'iniziativa parlamentare 09.503). Oltre alla tassa d'emissione sul capitale proprio, la cui abolizione era stata nel frattempo trattata nell'ambito della Riforma III dell'imposizione delle imprese (disegno 2 dell'oggetto 15.049), la CET-N intendeva abrogare anche che la tassa sui premi di assicurazione e la tassa di negoziazione. A tal fine, con 14 voti contro 5 e 2 astensioni, la Commissione aveva chiaramente approvato il relativo progetto preliminare. La maggioranza dei membri della Commissione si era convinta che l'abolizione di queste tasse fosse necessaria per mantenere la competitività della piazza finanziaria svizzera ed era anche disposta ad accettare perdite fiscali di ben 2 miliardi di franchi a carico della Confederazione. Non hanno fatto cambiare idea nemmeno le preoccupazioni espresse dal consigliere federale Ueli Maurer, che aveva descritto la prevista abolizione di queste tasse come non finanziabile. La sola concessione della Commissione alle argomentazioni del Consiglio federale è stata quella di lasciare al collegio governativo il compito di fissare una data per l'abolizione di queste tasse.
Il 22 giugno 2016 la CET-N è tuttavia tornata sulla sua decisione dell'aprile 2016. In vista della votazione sulla Riforma III dell'imposizione delle imprese, dovuta a un referendum lanciato dalla sinistra, ha rivisto la sua decisione in materia di tasse di bollo. La Commissione ha deciso con 19 voti contro 6 di sospendere la deliberazione del disegno 2 dell'iniziativa parlamentare 09.503 e con 18 voti contro 6 di sospendere anche il disegno 2 della Riforma III dell'imposizione delle imprese (15.049) riguardante l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio fino alla fine di marzo 2017. Sebbene la maggioranza della Commissione approvasse in linea di principio l'idea di abolire tutte le tasse di bollo, riteneva tuttavia sensato attendere il risultato della votazione popolare. Soltanto alla fine di questa procedura si sarebbe potuto effettuare una nuova valutazione complessiva.
Dopo che il 12 febbraio 2017 il 59,1 per cento degli elettori ha bocciato la Riforma III dell'imposizione delle imprese, il 16 maggio 2017 la CET-N ha deciso con 19 voti contro 6 di sospendere nuovamente il disegno di legge per abolire la tassa d'emissione (disegno 2 dell'oggetto 15.049) e il disegno di legge per abolire la tassa sui premi di assicurazione e la tassa di negoziazione (disegno 2 dell'oggetto 09.503). La maggioranza della Commissione intendeva aspettare con l'attuazione dei disegni di legge fino a quando fosse fatta chiarezza sul destino del Progetto fiscale 17 (divenuto poi la Riforma fiscale e finanziamento dell'AVS - RFFA). La minoranza era invece dell'opinione che i disegni di legge dovessero essere abrogati poiché non erano prioritari e avrebbero gravato troppo sulle finanze federali.
Il 19 maggio 2019 il progetto RFFA è stato approvato in votazione popolare (66,4 % sì, 33,6 % no). Di conseguenza il 20 agosto 2019, la CET-N ha deciso di riprendere le deliberazioni sul progetto di abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio (disegno 2 dell'oggetto 15.049) e su quello concernente l'abolizione della tassa sui premi di assicurazione e della tassa di negoziazione (disegno 2 dell'oggetto 09.503). Con 18 voti contro 4 e 2 astensioni, la CET-N aveva deciso in primo luogo di chiedere un rapporto al DFF che le fornisse in particolare informazioni sull'impatto finanziario dell'abolizione delle diverse tasse di bollo e degli altri progetti fiscali attuali e previsti e sulle priorità del Consiglio federale. Sulla base di queste informazioni la CET-N avrebbe poi deciso sull'ulteriore modo di procedere in merito al disegno 2 dell'oggetto 09.503. Per quanto riguarda il disegno 2 dell'oggetto 15.049 la Commissione aveva deciso con 17 voti contro 3 e 3 astensioni di chiedere per iscritto alla CET-S di trattare il disegno sospeso 1 dell'oggetto 09.503 (tassa d'emissione sul capitale proprio), identico al disegno 2 dell'oggetto 15.049, e di presentarlo al Consiglio degli Stati. La deliberazione del disegno 2 dell'oggetto 15.049 è stata sospesa fino a quando la CET-S e poi il Consiglio degli Stati avrebbero trattato il disegno 1 dell'oggetto 09.503.
Riunitasi il 4 novembre 2019 la CET-N ha continuato a deliberare sull'abolizione della tassa sui premi di assicurazione e della tassa di negoziazione. Ha dapprima preso atto di un rapporto del DFF che forniva in particolare informazioni sull'impatto finanziario dell'abolizione delle varie tasse di bollo e degli altri progetti fiscali attuali e previsti. La maggioranza della Commissione ha in seguito voluto abolire in due fasi la tassa sui premi di assicurazione e la tassa di negoziazione: in questo senso ha preparato un progetto preliminare per ogni fase. Il primo progetto prevedeva l'abolizione della tassa di negoziazione sui titoli nazionali (perdite fiscali di 190 mio. fr.) e sulle obbligazioni estere con una durata residua di meno di un anno (perdite fiscali di 5 mio. fr.), nonché l'abolizione della tassa sui premi di assicurazione sulla vita (perdite fiscali di 24 mio. fr.). Il secondo progetto prevedeva invece l'abolizione della tassa di negoziazione sui restanti titoli esteri (perdite fiscali di 1,043 mia. fr.) e della tassa sui premi di assicurazioni immobiliari e patrimoniali (perdite fiscali di 690 mio. fr.). Infine, i due progetti preliminari sono stati adottati rispettivamente con 17 voti contro 5 e 1 astensione e con 15 voti contro 7 e 1 astensione. Le due progetti preliminari sono stati inviati in consultazione dal 16 gennaio al 23 aprile 2020.
Nel frattempo il 21 gennaio 2020 la CET-S ha chiesto all'unanimità al suo Consiglio di sospendere ulteriormente la discussione del disegno 1 dell'iniziativa parlamentare 09.503 (tassa d'emissione sul capitale proprio). La CET-S ha anche proposto inoltre di attendere la decisione del Consiglio nazionale sui progetti preliminari 2 e 3 per disporre di tutti i dettagli relativi all'abolizione delle varie tasse di bollo e dunque poter discutere tutti i progetti contemporaneamente.
Nella sessione primaverile 2020 il Consiglio degli Stati ha approvato all'unanimità e senza discussione la sospensione del disegno 1 dell'oggetto 09.503.
Il 12 maggio 2020, in pieno contesto pandemico, la CET-N ha proposto al suo Consiglio, con 13 voti contro 10 e 1 astensione, di approvare la proroga della sospensione del disegno 1 (abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio) decisa dal Consiglio degli Stati il 3 marzo 2020. Secondo la maggioranza non era opportuno nella situazione attuale abolire questa fonte di entrate per la Confederazione prima di conoscere l'entità esatta del disavanzo delle finanze federali. La minoranza ha invece sostenuto che l'abolizione della tassa di bollo avrebbe permesso alle aziende di rafforzare la loro base di capitale proprio: vista l'incombente crisi economica questa sarebbe stata una misura apprezzabile.
Nella sua riunione del 17/18 agosto 2020 la CET-N ha preso atto dei risultati della consultazione sui suoi due progetti preliminari concernenti l'abolizione della tassa sui premi di assicurazione e la tassa di negoziazione. Con 12 voti contro 12 e 1 astensione e il voto decisivo del Presidente ha proposto al suo Consiglio di accettare il disegno e di entrare in materia e di adottare il disegno 2. Questo disegno prevedeva l'abolizione della tassa di negoziazione sui titoli nazionali e sulle obbligazioni estere con una durata residua inferiore a un anno, così come l'abolizione della tassa sui premi di assicurazione sulla vita. I membri a favore hanno sostenuto che questa riforma rappresentava un'opportunità per la piazza finanziaria svizzera. Quelli contro il progetto preliminare 2 consideravano invece i suoi costi (perdite fiscali annuali stimate a 219 mio. fr.) troppo elevati - soprattutto in considerazione dell'incertezza economica dovuta al coronavirus. Per quanto riguarda il progetto preliminare 3, che prevedeva l'abolizione della tassa di negoziazione sui restanti titoli esteri e della tassa su premi di assicurazioni immobiliari e patrimoniali, la Commissione ha deciso, con 15 voti contro 10, di sospendere il progetto fino alla pubblicazione da parte del Consiglio federale del suo messaggio sulla riforma dell'imposta preventiva. Tenuto conto delle perdite fiscali stimate di 1,786 miliardi di franchi, la Commissione non ha considerato questo progetto preliminare come una priorità vista la situazione economica attuale.
Nella sua seduta del 16 dicembre 2020, il Consiglio nazionale si è occupato dapprima di una mozione d'ordine di Alfred Heer (V, ZH) che intendeva innanzitutto sospendere il disegno 2 dell'oggetto 09.503 (Tassa di negoziazione sui titoli nazionali e tassa sui premi per l'assicurazione sulla vita) per poi trattarlo congiuntamente al futuro progetto concernente la riforma dell'imposta preventiva. L'iniziativa parlamentare 09.503 e il progetto di modifica della legge sull'imposta preventiva erano strettamente correlati, pertanto sarebbe stato sensato discutere insieme questi due oggetti non appena fossero pronti per essere deliberati in Consiglio. Questa mozione è stata approvata con 104 voti contro 74 e 1 astensione grazie ai voti del gruppo UDC, del gruppo liberale radicale e del gruppo del Centro.
Il giorno seguente il Consiglio nazionale ha nuovamente trattato il disegno 1 riguardante l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio. La proposta della maggioranza della Commissione di approvare la decisione del Consiglio degli Stati e di sospendere ulteriormente il disegno di legge per poter discutere contemporaneamente tutti i disegni di questo oggetto non è però stata accolta. Con un margine molto stretto di 93 voti contro 92 e 1 astensione, ha prevalso la minoranza della Commissione sostenuta dal gruppo UDC, liberale radicale e dei verdi liberali, che non voleva sospenderli ulteriormente ma rinviarli al Consiglio degli Stati per ulteriori discussioni.
Nella sua seduta del 19 e 20 aprile 2021 la CET-S, con 9 voti contro 4, ha proposto al suo Consiglio di ritornare dapprima sulla sua decisione di sospensione del marzo 2020 e poi di approvare il disegno 1. Secondo la maggioranza della Commissione era il momento di prendere finalmente una decisione in materia dato che il disegno 1 era già pendente al Consiglio degli Stati dal 2013. Inoltre, come il Consiglio federale, era dell'opinione che dei tre progetti in discussione questo fosse il più urgente poiché la tassa d'emissione sul capitale proprio avrebbe gravato su coloro che volevano investire nelle aziende. Inoltre le perdite finanziarie sarebbero state limitate (minori entrate stimate a 250 mio. fr.). Ha anche sottolineato che a causa della crisi dovuta al coronavirus molte imprese hanno dovuto aumentare il loro capitale proprio per assorbire le perdite. Pertanto era importante non penalizzare fiscalmente questi sforzi. La minoranza ha respinto il disegno 1 poiché riteneva irresponsabile dal punto di vista della politica fiscale rinunciare alle entrate fiscali, mentre la spesa pubblica aumentava bruscamente a causa della pandemia. Altri progetti come la riforma fiscale o la riforma dell'imposta preventiva avevano una priorità maggiore ai loro occhi.
Nella sessione estiva 2021 il Consiglio degli Stati ha seguito la maggioranza della Commissione e ha dapprima revocato la sospensione del disegno 1 con 28 voti contro 15 e 1 astensione. La maggioranza era del parere che fosse il momento giusto per abolire la tassa d'emissione sul capitale proprio e garantire così un trattamento fiscale uguale a quello dei prestiti. Molte aziende avevano esaurito le loro riserve durante la pandemia di coronavirus e ora avevano bisogno di nuovo capitale proprio. Pertanto era importante inviare un segnale decidendo che questo nuovo capitale non sarebbe stato tassato ulteriormente. La minoranza della Commissione ha sostenuto invano che in vista dei progetti imminenti (per esempio la prevista abolizione delle tariffe doganali, la modifica dell'imposta preventiva, l'imposizione delle coppie e delle famiglie così come la riforma fiscale globale dell'OCSE) tali perdite finanziarie non erano opportune per le finanze federali.
Nella deliberazione di dettaglio la Camera alta ha seguito la sua Commissione e ha approvato la decisione del Consiglio Nazionale. Nella votazione sul complesso il Consiglio ha adottato questo disegno con 30 voti contro 14. Hanno votato contro i rappresentati del gruppo socialista e dei Verdi.
Nella votazione finale, il Consiglio nazionale ha adottato il disegno 1 sull'abolizione della tassa di emissione sul capitale proprio con 120 voti contro 70 e 5 astensioni e il Consiglio degli Stati con 29 voti contro 14 e 1 astensione.
Il gruppo UDC, il gruppo Liberale radicale, il gruppo del Centro e il gruppo verde liberale hanno votato a favore del disegno. Il gruppo socialista e il gruppo dei verdi hanno votato contro.
Nella sua riunione del 16 e 17 agosto 2021 la CET-S ha deciso all'unanimità di interrompere definitivamente il suo lavoro sul disegno 3 dell'iniziativa parlamentare 09.503. Esso era stato mandato in consultazione nel 2020 e prevedeva l'abolizione della tassa di negoziazione sui titoli esteri e della tassa su premi di assicurazioni immobiliari e patrimoniali. I membri della Commissione che lo avevano precedentemente sostenuto erano del parere che l'abolizione di queste tasse era ancora auspicabile ma che la priorità doveva essere data ad altri dossier come la riforma dell'imposta preventiva o l'imminente votazione sull'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio. Anche la relativa perdita di entrate di circa 1,8 miliardi di franchi svizzeri all'anno non era sopportabile al momento.
Nella sessione autunnale 2021, Alfred Heer (V, ZH) ha presentato una nuova mozione d'ordine in Consiglio nazionale, con la quale ha chiesto la sospensione del disegno 2 dell'oggetto 09.503 e ha chiesto di non trattarlo in Consiglio fino alla sessione estiva del 2022. In primo luogo, si dovrebbero attendere gli sviluppi finali del progetto fiscale dell'OCSE e includere il piano di riforma relativo al rafforzamento della competitività della Svizzera. Il Consiglio Nazionale però ha chiaramente respinto questa mozione d'ordine con 141 voti contro 53. Solo il gruppo UDC era a favore.
Il giorno dopo la Camera bassa si è pertanto occupata in dettaglio del disegno 2. Il portavoce della Commissione Beat Walti (RL, ZH) ha sottolineato che il Consiglio nazionale ha già soddisfatto almeno parzialmente alcune richieste del disegno 2 dell'oggetto 09.503 con la prima discussione della revisione della legge federale sull'imposta preventiva (21.024). Ha tuttavia chiesto al Consiglio di entrare in materia e di votare a favore del disegno 2. Leo Müller (M-E, LU), come portavoce della minoranza della Commissione, ha chiesto al Consiglio di non entrare in materia. I benefici di questo disegno di legge non erano esattamente esaltanti, e singoli punti di esso riguardanti il rafforzamento del mercato finanziario erano già stati incorporati nel disegno di legge riguardante la revisione della legge federale sull'imposta preventiva. E soprattutto la Confederazione non poteva permettersi in questo momento le perdite di entrate associate di circa 220 milioni di franchi all'anno, visto il contesto pandemico e i progetti avviati del Parlamento (dazi doganali, legge sull'imposta preventiva, deduzioni per la custodia esterna dei bambini, cambiamento di sistema nella promozione della proprietà dell'abitazione, introduzione dell'equità dell'imposizione delle coppie e delle famiglie). Questo voto di minoranza è stato sostenuto da tutti i portavoce dei gruppi parlamentari e dal ministro delle finanze Ueli Maurer. Pertanto, con 182 voti contro 1 e 2 astensioni, il Consiglio nazionale non è entrato in materia sul disegno 2, che è stato così definitivamente liquidato.
Le organizzazioni di sinistra guidate dal Partito socialista svizzero hanno lanciato un referendum nell'estate del 2021 contro l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio. Hanno criticato in particolare il fatto che si tratta semplicemente di un altro vantaggio fiscale a favore delle grandi imprese. E soprattutto in un contesto pandemico la perdita di 250 milioni di franchi di entrate fiscali all'anno non sarebbe sopportabile per i cittadini.
Il 5 ottobre 2021, il comitato referendario ha depositato 71'316 firme contro la modifica della legge federale sulle tasse di bollo del 18 giugno 2021. Di queste, almeno 57'529 firme erano valide secondo la Cancelleria federale. Il referendum è quindi formalmente riuscito.
Nella sua seduta del 13 ottobre 2021, il Consiglio federale ha deciso di sottoporre questo oggetto al voto il 13 febbraio 2022
Il 13 febbraio 2022 il progetto è stato respinto in votazione popolare dal 62,7 % dei votanti.