10.3040 · Mozione · 2010-03-03
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di impegnarsi per una convenzione internazionale sulla protezione dei giornalisti in zone di conflitto armato o violenze interne e di convocare un convegno internazionale sull'argomento.
Begründung
Il 2009 ha segnato un tragico record per i giornalisti: 121 sono stati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro. A questo triste bilancio vanno aggiunti i numerosi rapimenti, imprigionamenti, a volte con torture o pressioni e minacce frequenti.
Tale ecatombe mostra chiaramente quanto poco protetti siano i giornalisti durante i conflitti. Le Convenzioni di Ginevra assimilano i giornalisti ai civili e ne sanciscono la protezione ( art. 79 del protocollo 1 alla Convenzione di Ginevra). Tuttavia i giornalisti non sono solo dei civili: per divulgare in modo indipendente le informazioni e limitare l'impunità dei crimini con la loro presenza mediatica sono spesso costretti ad assumere rischi considerevoli. Devono dunque essere protetti in maniera particolare.
Le Filippine, il Messico, la Somalia, il Pachistan, la Russia, l'Iraq, l'Afghanistan, la Colombia: i conflitti mietono sempre più vittime tra i giornalisti. In genere, la distinzione tra civili e belligeranti, cioè il principio fondamentale del diritto internazionale umanitario, viene rispettata sempre meno. Al contrario, i giornalisti sono ormai diventati dei bersagli. Eppure il mestiere di giornalista non è solo un diritto democratico, ma anche un dovere verso le vittime. Lontano dai media, nel silenzio, i conflitti degenerano senza freni. Costretti ad assumere dei rischi pur di portare a termine il loro compito, i giornalisti hanno diritto ad una protezione maggiore sul piano internazionale.
L'ONG Press Emblem Campaign (PEC) da alcuni anni cerca di sensibilizzare i governi. Per migliorare l'accesso alle informazioni in tutto il mondo, vuole promuovere un nuovo strumento giuridicamente vincolante che rafforzi, completi e precisi il diritto umanitario. In particolare con la creazione di un emblema dei giornalisti (che regoli ad esempio le questioni dell'accesso e dell'identificazione) e con l'applicazione di sanzioni. Attualmente, la Federazione internazionale dei giornalisti stima che il 90 per cento dei crimini contro i giornalisti resti impunito.
Consultata recentemente su un rapporto della PEC, la Svizzera, come altri Paesi, non sembra avvertire l'urgenza della situazione. Di fronte a questa situazione inaccettabile, chiediamo al nostro Paese, depositario delle Convenzioni di Ginevra e fiero della sua lunga tradizione umanitaria, di attivarsi per cambiare la situazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera riconosce l'importanza di proteggere i giornalisti nelle zone di conflitto ed esprime la sua preoccupazione per l'aumento degli atti di violenza nei confronti dei giornalisti indigeni e stranieri. Richiama all'attenzione che la libertà d'espressione, in particolare il diritto di acquisire, diffondere e ricevere informazioni, costituisce uno dei pilastri principali di una società democratica.
La Svizzera si adopera in favore di un maggiore rispetto del diritto umanitario internazionale. In occasione della 30a Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, la Svizzera si è impegnata ad adottare misure volte a rafforzare l'applicazione del diritto umanitario internazionale nei confronti dei giornalisti. Negli organi multilaterali, quali il Consiglio dei diritti dell'uomo, nonché nelle sue relazioni bilaterali e nei comunicati stampa, la Svizzera si adopera affinché i reati commessi nei confronti dei giornalisti siano puniti.
La Svizzera è consapevole che in molti casi la protezione locale dei giornalisti è insufficiente. Per tale ragione accoglie con soddisfazione tutte le proposte volte rafforzare l'applicazione rigorosa delle regole esistenti e il rispetto degli impegni assunti dalle parti nel caso di conflitti armati. È convinta che le numerose violazioni del diritto internazionale nei confronti dei giornalisti non sono riconducibili a eventuali lacune normative, ma al mancato rispetto del diritto da parte degli autori dei conflitti armati e di chi influenza le loro azioni. Per tale ragione, la Svizzera si adopera anche a favore della lotta contro l'impunità ed esorta periodicamente le parti in conflitto a effettuare indagini e a punire chi viola il diritto internazionale. È convinta che la lotta contro l'impunità possa contribuire a prevenire eventuali future violazioni del diritto.
Il Consiglio federale ritiene che l'istituzione di una convenzione internazionale non sia lo strumento appropriato per incrementare la protezione dei giornalisti. Potrebbe rivelarsi giudizioso tuttavia avviare consultazioni presso governi ed esperti del settore in stretta collaborazione con altri Stati e con il CICR, allo scopo di identificare i mezzi a disposizione della comunità internazionale, come ad esempio una conferenza internazionale sull'argomento. In tal proposito, il Consiglio dei diritti dell'uomo ha deciso di istituire una tavola rotonda sulla protezione dei giornalisti nei conflitti armati in occasione della sua 14a seduta del giugno 2010.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.