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10.3168 · Interpellanza · 2010-03-17

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Tenuto conto della preoccupante evoluzione del fenomeno del "land grabbing" (accaparramento del suolo) in Africa, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Qual è la reazione politica della Svizzera nei confronti di tali sviluppi? Qual è la posizione del Consiglio federale?

2. Questo fenomeno concerne la cooperazione svizzera allo sviluppo in generale e/o determinati suoi progetti?

3. Occorre modificare la cooperazione svizzera con i Paesi prioritari?

4. Il fenomeno tocca progetti concreti?

5. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera possa prendere provvedimenti a favore delle popolazioni interessate dal succitato fenomeno?

6. È a conoscenza di autorità o ditte svizzere coinvolte in "land deals" (affari fondiari) di questo genere? Che cosa intende fare se tale è il caso?

Begründung

In numerosi Paesi africani è in atto una corsa al suolo agricolo. Sono soprattutto Stati asiatici e arabi, gruppi internazionali e investitori finanziari a comprare o affittare grandi superfici. Così facendo, tentano di coprire i loro fabbisogni alimentari ed energetici con fonti di approvvigionamento situate fuori dai territori nazionali o ricercano profitti speculativi.

Il fenomeno dell'accaparramento del suolo è giunto agli onori della cronaca sotto la denominazione inglese "land grabbing". Esso va a scapito delle famiglie di piccoli agricoltori, compromette la sicurezza alimentare della popolazione indigena e i diritti di pascolo delle popolazioni nomadi. Può inoltre portare a gravi esplosioni sociali e comunque acuisce la concorrenza per disporre del suolo e delle risorse. Ciò malgrado, la maggior parte dei governi accoglie a braccia aperte i nuovi "feudatari".

Poiché l'accaparramento del suolo è in atto anche in Paesi dove la DSC è già presente, a volte perfino in Paesi prioritari, occorre chiarire in quale misura il fenomeno compromette la cooperazione svizzera allo sviluppo e come possa la Svizzera influire sui processi in atto.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale riconosce l'importanza del fenomeno messo in rilievo dall'autore dell'interpellanza. Come indicato nella risposta al postulato Stadler (08.3270), l'intensificarsi della concorrenza a livello mondiale per il suolo e le risorse naturali è dovuto a cause strutturali riconducibili, tra l'altro, all'accelerazione della globalizzazione economica, alla crescita demografica e al cambiamento delle abitudini di consumo nelle economie emergenti. I due terzi del miliardo di esseri umani che vivono attualmente in condizioni di povertà estrema e soffrono la fame si trovano nelle zone rurali dei Paesi in via di sviluppo. È quindi opportuno conciliare la necessaria crescita degli investimenti (domestici e internazionali, privati e pubblici) nell'agricoltura e nello sviluppo rurale, con il pieno rispetto dei diritti e della dignità delle popolazioni rurali maggiormente vulnerabili oltre che dei principi dello sviluppo sostenibile, in sintonia con gli obiettivi degli accordi e delle convenzioni internazionali. Per tale ragione, il Consiglio federale è favorevole a un approccio integrale che punti sul miglioramento del governo del suolo e delle risorse naturali nonché sull'adozione di principi d'investimento responsabili nel settore agricolo ("Responsible Agricultural Investment", RAI) basati sul rispetto dei diritti umani delle popolazioni coinvolte. La definizione e l'attuazione concreta di principi di questo genere risulterebbero particolarmente utili in tale contesto. La Svizzera, tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), partecipa attivamente al processo in atto e auspica che la definizione dei principi faccia oggetto di una consultazione preventiva molto ampia con il coinvolgimento di tutte le parti interessate. Oltre a ciò, si impegna in modo particolare in favore del riconoscimento dei diritti d'uso del suolo e delle risorse naturali (acqua), spesso collettivi e consuetudinari, delle popolazioni rurali, senza dimenticare la maggiore vulnerabilità delle donne e delle giovani in tali contesti. La Svizzera si prodiga a favore dell'instaurazione di meccanismi trasparenti, equi e partecipativi a livello nazionale sia nella fase di consultazione preventiva, sia in quella dell'esecuzione dei contratti d'investimento nel settore agricolo.

2.-5. Nella cooperazione con i Paesi prioritari, la DSC appoggia le strategie nazionali di riduzione della povertà dei Paesi partner. Essa porta regolarmente avanti il dialogo politico con i governi, le autorità e la società civile nel suo insieme sull'orientamento da dare a tali strategie, incluse le questioni chiave relative al governo del suolo e delle risorse naturali. A titolo d'esempio, nell'ottica di un miglioramento duraturo della sicurezza alimentare delle popolazioni rurali, la DSC può privilegiare il sostegno all'elaborazione e all'attuazione di quadri legislativi appropriati (diritto fondiario, leggi d'esecuzione ecc.) che garantiscano il rispetto dei diritti delle popolazioni rurali povere e/o la trasparenza di esecuzione dei contratti d'investimento tramite il rafforzamento delle capacità di controllo e di supervisione delle istanze pubbliche (parlamenti) e private (organizzazioni contadine ecc). Le modalità e gli strumenti di cooperazione scelti evolvono gradualmente in funzione dei contesti e dell'emergere di questioni sensibili sul piano politico, economico, sociale e ambientale nei Paesi partner. A seguito dell'aggravarsi della crisi mondiale della sicurezza alimentare nel biennio 2007/08, la DSC ha constatato una moltiplicazione dei contratti commerciali legati all'acquisizione di terreni nell'Africa subsahariana, nell'Asia meridionale e nell'America latina. Numerosi partner e gruppi di destinatari hanno subito gli effetti del "land grabbing". Per tale ragione, la DSC ha potenziato le sue attività di sorveglianza e monitoraggio a livello dei Paesi e della Centrale:

- La DSC appoggia, tra gli altri, la Coalizione internazionale per la terra ("International Land Coalition"), e opera in favore di un dialogo con gli investitori pubblici e privati in collaborazione con le principali organizzazioni multilaterali interessate (FAO, Banca mondiale, FISA).

- Il programma globale riguardo la sicurezza alimentare della DSC, istituito a fine 2008, ha individuato nella garanzia dell'accesso alla terra per le popolazioni rurali povere (piccoli produttori, senza terra, allevatori ecc.) una delle sue linee strategiche d'intervento.

- Nei Paesi in via di sviluppo continua a sostenere le organizzazioni contadine al fine di rafforzare la loro capacità di difendere le proprie cause in tale ambito.

- Partecipa al finanziamento di studi che permettono di migliorare le conoscenze sui contratti d'investimento nonché alla ricerca di metodi di ripartizione equi nella gestione delle risorse naturali e del suolo.

- Ha sostenuto l'organizzazione da parte del Club del Sahel e dell'Africa occidentale (CSAO) di un forum regionale dedicato al tema (Bamako, Mali, 9 dicembre 2009).

6. La Confederazione non è coinvolta nella conclusione di contratti d'investimento di questo genere da parte di privati e non dispone di un registro ufficiale che raccolga in modo sistematico le relative informazioni. Consapevole delle sue responsabilità di Paese che ospita investitori internazionali, la Svizzera partecipa alla diffusione di principi d'investimento responsabili nel settore agricolo (RAI), senza trascurare il suo impegno di lunga data a tutela degli interessi e dei diritti delle popolazioni rurali povere nei Paesi in via di sviluppo.

Risposta del Consiglio federale.