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10.3297 · Interpellanza · 2010-03-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale sostiene l'ammissione di Israele nell'OCSE?

2. In caso affermativo, come spiega la discrepanza tra un'adesione di Israele e le evidenti contraddizioni della politica israeliana rispetto ai principi dell'OCSE?

3. Il Consiglio federale non teme un indebolimento dell'OCSE quale istituzione, se a causa dell'ammissione di Israele vengono violati valori generalmente riconosciuti dall'OCSE?

4. Il Consiglio federale è disposto a far dipendere l'ammissione di Israele dal riconoscimento dell'accordo di libero scambio tra l'AELS e l'OLP del luglio 1999 da parte di Israele?

5. Quali questioni devono essere esaminate in occasione del monitoraggio e quali strumenti di sanzione devono essere previsti?

Begründung

Israele vuole diventare membro dell'OCSE. I negoziati sull'ammissione sono già a buon punto. Negli ultimi due anni i colloqui di adesione si sono concentrati soprattutto su questioni tecniche (statistica, ambiente, protezione della proprietà intellettuale, ecc.) e in questi ambiti sono stati ottenuti alcuni progressi. Tuttavia i membri dell'OCSE non cooperano soltanto in settori tecnici, ma difendono anche il rispetto di valori fondamentali come la democrazia, i diritti umani, un'economia di mercato aperta e trasparente, le caratteristiche dello Stato di diritto, ecc. Israele viola questi principi e valori in particolare:

- non rispettando il divieto di discriminazione: la popolazione palestinese in Israele (circa il 20 per cento) viene discriminata nella vita economica e sociale di questo Stato nei confronti dei cittadini ebrei;

- non riconoscendo l'accordo di libero scambio tra l'AELS e l'OLP (e tanto meno l'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e l'OLP): ne consegue che i principi del libero commercio non sono rispettati e che la libera circolazione delle merci tra i territori palestinesi occupati e i Paesi membri dell'AELS (risp. dell'area UE) viene resa impossibile;

- non rispettando il diritto internazionale nei territori palestinesi occupati e nel Golan: Israele non riconosce l'applicabilità della quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati e viola continuamente il diritto internazionale nei territori occupati (intensa attività edilizia nei nuovi insediamenti).

Dall'inizio dei negoziati di ammissione tra l'OCSE e Israele la situazione è ulteriormente peggiorata:

- nel 2009 si sono svolte sanguinose operazioni militari nella striscia di Gaza, che hanno causato 1500 morti, per la maggior parte civili;

- varie infrastrutture, diversi ministeri e impianti di fabbriche sono stati distrutti;

- il blocco della striscia di Gaza è stato inasprito.

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Il Consiglio federale sostiene in linea di massima l'adesione di Israele all'OCSE. La Svizzera e gli altri membri dell'OCSE hanno deciso nel mese di maggio 2007 di avviare colloqui con Israele in vista della sua adesione. Conformemente alla "Roadmap for the accession to the OECD Convention" (si tratta di una tabella di marcia per aderire alla Convenzione dell'OCSE), i comitati dell'OCSE hanno effettuato una valutazione in merito alla disponibilità e alla capacità di Israele di rispettare gli impegni richiesti. Nel corso del processo di valutazione, Israele ha adeguato la propria legislazione in diversi ambiti (lotta alla corruzione di funzionari pubblici stranieri, politica degli investimenti e politica ambientale, regolamentazione dei mercati finanziari). Israele si è anche impegnato a migliorare il suo sistema giuridico di protezione della proprietà intellettuale. Inoltre Israele ha accettato di cooperare strettamente a uno studio che mira a chiarire l'impatto dell'integrazione, nelle proprie statistiche, delle alture del Golan, della parte orientale di Gerusalemme e dei territori in cui si verificano gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Tutti questi miglioramenti sono il risultato di negoziati difficili tra le autorità israeliane e gli Stati membri dell'OCSE. Tali progressi - e quelli che verranno ancora richiesti dopo l'adesione - non sarebbero stati possibili in caso di rifiuto dell'adesione di Israele. Il fatto che Israele sia annoverato tra i membri dell'OCSE permetterà di mantenere la pressione su tali questioni.

3. Secondo il principio di specialità, al quale le organizzazioni internazionali sono soggette nel diritto internazionale pubblico, l'OCSE è un'organizzazione che ha ricevuto il mandato di promuovere politiche economiche che mirano a realizzare l'espansione economica nonché a migliorare il benessere economico e sociale dei popoli. In questo senso tutte le componenti degli strumenti giuridici (raccomandazioni, decisioni, dichiarazioni, intese, ecc.), tutte le perizie di esperti (Peer reviews) e altri forum di discussione e di scambio si concentrano unicamente su questioni economiche e specifiche al settore. Di conseguenza occorre valutare l'adesione di Israele secondo i criteri dell'OCSE.

4. A causa del mancato riconoscimento dell'accordo tra l'AELS e l'OLP da parte di Israele, le autorità doganali israeliane non accettano le rispettive importazioni designate come esenti da dazi doganali. Sebbene la Svizzera sia l'unico Paese a sollevare tale questione nelle discussioni in corso nel Consiglio dell'OCSE, il Consiglio federale ritiene che occorra continuare a sottolineare l'importanza che essa accorda all'attuazione dell'accordo interinale concluso dalla Svizzera nel quadro dell'AELS con le autorità palestinesi (OLP). Inoltre la Svizzera è l'unico Paese dell'OCSE a mettere in discussione l'opportunità che Israele mantenga lo statuto di Paese in via di sviluppo in seno all'OMC, con i vantaggi commerciali connessi, sebbene il suo livello di sviluppo economico sia superiore a quello di certi Paesi dell'OCSE.

5. La Svizzera ha dedicato un'attenzione particolare al processo di adesione di Israele: infatti essa ha chiesto a Israele di rispettare impegni concreti in determinati settori tecnici (miglioramento del sistema di protezione della proprietà intellettuale, lotta alla corruzione e politica migratoria). Nel corso dei prossimi due o tre anni Israele dovrà presentare ai Paesi membri complessivamente otto rapporti sullo stato di attuazione degli strumenti giuridici e degli impegni particolari. La Svizzera seguirà da vicino l'attuazione degli impegni assunti da Israele in seno all'OCSE. Nel settore del commercio l'OCSE non dispone comunque di strumenti di sanzione.

Per questi motivi il Consiglio federale sostiene in linea di massima l'adesione di Israele.

Risposta del Consiglio federale.