Scuole a orario continuato e custodia parascolastica. La Confederazione abbandona i genitori?
10.3299 · Interpellanza · 2010-03-19
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La questione della conciliabilità tra famiglia e lavoro era e resta indubbiamente un tema scottante. Per le famiglie è indispensabile disporre di un'offerta di posti di custodia complementare alla famiglia e alla scuola adeguata ai bisogni. Negli ultimi anni, il programma d'incentivazione della Confederazione ha contribuito molto ad aumentare il numero di posti, che sono però ancora insufficienti. Alcuni cantoni e comuni stanno procedendo già da diverso tempo ad aumentare la loro offerta, altri iniziano invece soltanto ora. Il cantone di Basilea Città, per esempio, ha ampliato l'offerta di strutture parascolastiche a orario continuato e intende intensificare i suoi sforzi.
Il concordato Harmos, che prescrive ai cantoni di proporre un'offerta appropriata di posti di custodia, promuove ulteriormente questo processo. Le strutture di custodia complementare alla famiglia e alla scuola, tuttavia, costano. I fondi stanziati dalla Confederazione sono stati di grande aiuto per gli enti promotori degli istituti, per i cantoni e per i comuni, poiché hanno permesso di realizzare nuovi progetti e sostenerli nella fase di avviamento.
Visto quanto precede, è incomprensibile che il Consiglio federale abbia deciso di escludere in futuro le strutture di custodia parascolastiche e le scuole a orario continuato dal novero dei beneficiari degli aiuti. Chiedo pertanto al Collegio governativo di rispondere alle seguenti domande:
1. È vero che il progetto inviato in consultazione non conteneva ancora questa modifica sostanziale?
2. Come spiega il suo cambiamento di rotta tra il momento della consultazione e l'approvazione del messaggio?
3. I cantoni e i comuni hanno avuto la possibilità di esprimersi su questa modifica sostanziale?
4. Come è possibile raggiungere l'obiettivo di migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro, se la mancanza di coordinamento tra le strategie della Confederazione, dei cantoni e dei comuni crea scompensi nel sistema di finanziamento?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'avamprogetto di modifica della legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, posta in consultazione il 1° luglio 2009, proponeva di prolungare di quattro anni il programma d'incentivazione della custodia di bambini complementare alla famiglia e di continuare a sostenere le strutture per i bambini in età prescolare e quelle di custodia parascolastica.
2. Nell'autunno del 2009, vale a dire dopo l'apertura della procedura di consultazione sull'avamprogetto, il Consiglio federale ha approvato le grandi linee del programma di consolidamento 2011-2013. Questo prevede in primo luogo tagli alle spese. Si trattava quindi di valutare in quali settori potessero essere realizzati i necessari risparmi. Per evitare tagli, per esempio, alla socialità o alla formazione, si è deciso di concentrare il programma di incentivazione sulla promozione della custodia di bambini in età prescolare. Questa misura è giustificata dall'entrata in vigore del concordato HarmoS, avvenuta il 1° agosto 2009, secondo cui i cantoni concordatari si impegnano a proporre un'offerta di strutture di custodia complementare alla scuola adeguata ai bisogni locali. Spetta pertanto ai cantoni e ai comuni promuovere lo sviluppo dell'offerta di posti per i bambini in età scolare, il che rende superfluo l'impegno della Confederazione.
3. La proposta di non più sostenere la custodia parascolastica è una delle misure di risparmio previste dal programma di consolidamento 2011-2013 posto in consultazione il 14 aprile 2010. I cantoni avranno quindi la possibilità di esprimersi in merito.
4. La politica familiare e la custodia di bambini complementare alla famiglia sono in primo luogo di competenza dei cantoni e dei comuni, mentre la Confederazione interviene soltanto in via sussidiaria entro i limiti previsti dal sistema federale. Tenuto conto del fatto che i fondi stanziati nel quadro del programma d'incentivazione sono previsti per un periodo di durata limitata, tocca ai cantoni e ai comuni sviluppare una propria strategia in materia di politica familiare e attuare le misure più adatte alle realtà e alle esigenze locali.
Risposta del Consiglio federale.