10.3557 · Mozione · 2010-06-18
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a presentare un'analisi dettagliata delle conseguenze dell'adesione agli accordi di associazione a Schengen e Dublino (compresi i costi globali). In particolare, devono essere elencati nei dettagli gli oneri supplementari per il bilancio federale nell'ambito finanziario e del personale. Finché non sarà presentata questa analisi, rimarrà in vigore una moratoria per gli ulteriori nuovi sviluppi di Schengen e per le uscite supplementari connesse.
Begründung
In occasione della votazione sull'associazione a Schengen e Dublino, nelle spiegazioni destinate ai votanti il Consiglio federale ha affermato che i costi annui medi per Schengen e Dublino sarebbero stati pari a 7,4 milioni di franchi. Per contro, si sarebbero dovute attendere spese notevolmente inferiori a seguito della collaborazione dovuta all'associazione a Dublino. Tuttavia, dopo 18 mesi dall'entrata in vigore di tale adesione le cifre sono completamente diverse. I costi annui sono aumentati vertiginosamente a causa dei diversi ulteriori sviluppi dell'acquis di Schengen. Finora non è stato apertamente comunicato quanti posti supplementari hanno dovuto essere creati nell'amministrazione federale a seguito di questo accordo. È ora che il Consiglio federale chiarisca questa questione. Sussistono effettivamente spese minori a seguito dell'accordo di Dublino? In che misura l'adesione a Schengen e Dublino genera un aumento delle spese sotto il profilo finanziario e del personale? Finché non verrà data risposta a tali domande, il mondo politico svizzero non si potrà fare un quadro corretto delle conseguenze di tale adesione e quindi fino a quel momento non potrà essere dato seguito a ulteriori nuovi sviluppi e soprattutto non potranno essere approvate nuove uscite supplementari. Per questo motivo è indispensabile una corrispondente moratoria fino alla pubblicazione di un'analisi dettagliata e trasparente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Rispondendo a vari interventi parlamentari, il Consiglio federale ha già fornito informazioni dettagliate sui costi correlati all'attuazione degli accordi di associazione a Schengen (AAS; RS 0.362.31) e a Dublino (AAD; RS 0.142.392.68) sul piano finanziario e delle risorse umane. La risposta del Consiglio federale all'interpellanza del gruppo UDC 10.3561, "Schengen. Costi complessivi", riassume i dati disponibili al 30 giugno 2010. Ne presentiamo qui una sintesi, corredata di informazioni complementari, tratte in particolare dal piano finanziario 2011-2013.
Nel 2004 il Consiglio federale aveva stimato i contributi al bilancio UE per il 2006-2008 a 6,4 milioni di franchi nel primo anno dopo l'entrata in vigore dell'acquis di Schengen e di Dublino e a 4,1 milioni di franchi per i due anni successivi (cfr. il messaggio del Consiglio federale, FF 2004 5522). I contributi effettivi sono stati leggermente inferiori. Nel 2008, anno in cui sono entrati in vigore l'AAS e l'AAD (1°marzo 2008), sono stati pari a 5,75 milioni di franchi (inclusi i contributi per coprire costi di sviluppo delle banche dati SIS I/II, VIS e Eurodac precedenti l'entrata in vigore dell'AAS e dell'AAD, qui di seguito denominati "costi storici"). Nel 2009 sono stati pari a 2,88 milioni di franchi e nel 2010 ammonteranno a circa 2,91 milioni di franchi.
La trasposizione degli sviluppi dell'acquis di Schengen/Dublino può comportare nuovi contributi obbligatori per la Svizzera, che non era possibile quantificare al momento della conclusione dell'AAS e dell'AAD. Il Consiglio federale aveva già indicato nel suo messaggio (FF 2004 5374) un certo numero di progetti, la cui realizzazione doveva, secondo l'opinione dell'epoca, sancire la conclusione del sistema Schengen, perlomeno nelle sue grandi linee. Occorre tuttavia constatare che, oltre al consolidamento degli strumenti esistenti, all'orizzonte si profilano nuovi progetti tesi a migliorare la sicurezza interna dell'area Schengen, come il Consiglio federale ha già indicato nella sua risposta all'interpellanza Fehr Hans 09.3817, "Quo vadis Schengen?". Occorre menzionare, ad esempio, l'istituzione di un'agenzia per la gestione operativa di sistemi informatici su ampia scala nell'ambito di Schengen/Dublino oppure la creazione o lo sviluppo di agenzie e sistemi informatici.
I contributi al fondo per le frontiere esterne per il 2009 e il 2010, pari rispettivamente a 8,348 e a 10,415 milioni di franchi, scadono nel 2010 conformemente all'articolo 11 dell'accordo aggiuntivo sul fondo per le frontiere esterne (RS 0.362.312). Ammonteranno a 12,72 milioni di franchi nel 2011, a 17,52 milioni di franchi nel 2012 e a 24,15 milioni di franchi nel 2013 (cfr. anche il messaggio del Consiglio federale, FF 2010 1495 segg.). I programmi annuali 2009 e 2010 del fondo per le frontiere esterne prevedono di stanziare alla Svizzera, in maniera scaglionata tra il 2011 e il 2014, rispettivamente 3,42 e 3,57 milioni di franchi (valori indicativi) destinati a progetti concreti. I programmi annuali ulteriori prevedono stanziamenti nell'ordine di 3 a 5 milioni di franchi all'anno.
Nel 2010 la Svizzera dovrà versare per la prima volta anche un contributo annuo al bilancio UE per l'Agenzia di protezione delle frontiere Frontex. Tale contributo sarà determinato sulla scorta della formula definita nell'articolo 11 paragrafo 3 AAS in base al bilancio annuale di Frontex (cfr. il messaggio del Consiglio federale, FF 2008 1240 seg.; per il bilancio di Frontex cfr. www.frontex.europa.eu/budget-and-finance, pagina consultata il 13 agosto 2010). Dato che l'accordo aggiuntivo su Frontex è entrato in vigore il 1° agosto 2010, la Svizzera dovrà versare un contributo soltanto per gli ultimi cinque mesi dell'anno, per un importo stimato di 1,58 milioni di franchi. A partire dal 2011 sarà dovuto un contributo annuo integrale, per il quale il DFF ha preventivato 3,8 milioni di franchi.
In totale, i contributi versati dalla Svizzera all'UE in seguito all'associazione a Schengen e Dublino (dedotti gli stanziamenti del fondo per le frontiere esterne) ammontano pertanto a 7,81 milioni di franchi per il 2009, e a 11,34 milioni per il 2010 (2011: 20,11 mlioni; 2012: 24,59 mlioni; 2013: 31,22 mlioni, stanziamenti del fondo per le frontiere esterne non ancora dedotti). La risposta del Consiglio federale all'interpellanza UDC presenta una panoramica dettagliata dei contributi versati dal nostro Paese nell'ambito dell'AAS e dell'AAD.
Oltre alla partecipazione della Svizzera al bilancio dell'UE, vanno considerati i costi di introduzione e di utilizzo degli strumenti comuni sviluppati nell'ambito di Schengen e Dublino. Il Consiglio federale ha già fornito informazioni in merito in particolare nella sua risposta all'interrogazione Baumann 08.1112, "Quanto costa essere membri di Schengen?". Un credito d'impegno di 141,7 milioni di franchi, destinato essenzialmente a finanziare gli investimenti legati al collegamento informatico della Svizzera al SIS (SIS II incluso), a Eurodac e al sistema VIS, è stato accordato al DFGP. Quest'ultimo ha fornito informazioni dettagliate sull'evoluzione dei costi nei corrispondenti messaggi (domanda di credito secondo il decreto federale del 17 dicembre 2007 concernente il supplemento II al preventivo 2007 e aumento del credito secondo il decreto federale del 16 dicembre 2008 relativo al preventivo 2009) e nella sua documentazione supplementare redatta a partire dal 2006 in quanto dipartimento responsabile del dossier. Questa procedura speciale è stata scelta per garantire una maggiore trasparenza dei flussi finanziari correlati a Schengen/Dublino e in particolare per facilitare il lavoro dell'Assemblea federale.
I costi d'investimento del DFF ammontavano a 6 milioni di franchi, cui si aggiungono investimenti una tantum pari a circa 3 milioni di franchi in relazione alla frontiera esterna temporanea tra la Svizzera e il Liechtenstein. Nel DFAE non si è registrato alcun costo d'investimento.
In base all'attuale pianificazione finanziaria (preventivo 2011, piano finanziario 2012-2014, stato al 30 giugno 2010), tali contributi all'UE e i costi annui di gestione per Schengen/Dublino in Svizzera, comprendenti le spese per il personale, per beni e servizi e per l'informatica (inclusi gli ammortamenti senza incidenza finanziaria), raggiungeranno, per il DFGP, 60,0 milioni di franchi nel 2011, 68,6 milioni nel 2012, 75,1 milioni nel 2013 e 72,4 milioni nel 2014. Le differenze rispetto alle cifre illustrate nella risposta del Consiglio federale all'interrogazione Baumann sono riconducibili in particolare ai nuovi contributi per il fondo per le frontiere esterne, agli ammortamenti senza incidenza finanziaria risultanti dall'implementazione dell'applicazioni informatiche specifiche (soprattutto SIS, VIS) e all'aumento di posti (46,2 posti a tempo pieno), autorizzato sulla base di una valutazione indipendente dal Consiglio federale il 23 giugno 2010 nell'ambito della valutazione globale delle risorse nel settore del personale. Nel 2011 il DFF dovrà sostenere spese di gestione e versare contributi all'UE per un totale di circa 7,5 milioni di franchi. Al più tardi all'inizio del 2012 anche il Principato del Liechtenstein dovrebbe essere associato a Schengen, per cui tale importo diminuirà di 1,5 milioni di franchi all'anno (spese per il personale, dieci posti a tempo determinato). Nel DFF le differenze rispetto alle cifre riportate nella risposta del Consiglio federale all'interrogazione Baumann sono dovute ai nuovi contributi per Frontex e all'aumento di posti deciso il 23 giugno 2010 (undici posti supplementari a tempo pieno). I costi occasionati per il DFAE, che dovrebbero ammontare a 5,2 milioni di franchi all'anno per il periodo 2011-2014, serviranno a finanziare il personale consolare necessario.
A tali costi si contrappone un incremento delle entrate derivante dall'aumento delle tasse di visto. L'applicazione (a partire del 12 dicembre 2008) da parte svizzera della tariffa di rilascio dei visti applicabile nell'acquis di Schengen, ossia un importo pari a 60 euro (contro i 55 franchi precedenti), e a 35 euro per i Paesi che hanno concluso accordi di facilitazione dei visti, ha comportato un leggero aumento delle entrate nel 2009 nonostante il calo significativo (meno 34,1 per cento) delle domande di visto trattate. Sono stati inoltre registrati altri vantaggi astratti, ad esempio un aumento della sicurezza, riconducibili alla partecipazione della Svizzera agli strumenti di cooperazione Schengen/Dublino e non quantificabili in termini finanziari (cfr. in merito la risposta del Consiglio federale all'interrogazione Baumann).
Non è possibile quantificare i risparmi riconducibili all'attuazione dell'AAD. Occorre tuttavia considerare che, tra il 12 dicembre 2008 (data d'entrata in vigore dell'AAD) e il 30 giugno 2010, la Svizzera ha trasferito 3177 persone allo Stato Dublino competente, mentre nello stesso periodo il nostro Paese ha preso in consegna 447 persone. Questo numero dovrebbe tuttavia aumentare in futuro. Oltre a permettere il trasferimento dei richiedenti l'asilo al primo Stato Dublino in cui è stata presentata la domanda, la partecipazione della Svizzera alla cooperazione Dublino contribuisce a ridurre le nuove domande d'asilo. Tuttavia, anche in questo caso non è possibile quantificare tale effetto.
A parere del Consiglio federale le presenti informazioni garantiscono la trasparenza dei costi, mentre un'ulteriore analisi della situazione apporterebbe solo un limitato valore aggiunto. A suo avviso non è pertanto necessario sospendere la trasposizione degli sviluppi dell'acquis di Schengen e Dublino.
Inoltre, non è auspicabile sospendere la trasposizione degli sviluppi perché la Svizzera rischierebbe di non riuscire più a onorare i propri impegni giuridici risultanti dall'AAS e dell'AAD, il che potrebbe comportarne la cessazione. Il Consiglio federale è dell'avviso che la cooperazione Schengen e Dublino sia risultata valida. Grazie a Schengen/Dublino, la Svizzera dispone di preziosi strumenti di cooperazione nell'ambito della sicurezza interna (cfr. in particolare la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Reymond 10.3476, Le frontiere svizzere. Un rischio di sicurezza? ). Di conseguenza, nel rapporto sulla politica di sicurezza del 23 giugno 2010, il Consiglio federale ha ribadito l'interesse della Svizzera a continuare a partecipare alla produzione della sicurezza comune in ambito europeo (cfr. FF 2010 4542). Non bisogna nemmeno dimenticare i vantaggi che il visto Schengen unico ha significato per l'industria svizzera del turismo e per le persone in viaggio d'affari.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.