10.3655 · Interpellanza · 2010-09-15
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Le relazioni tra la Svizzera e l'UE sono praticamente sempre all'ordine del giorno politico. Negli ultimi mesi molti attori si sono espressi al riguardo. I cantoni hanno chiesto un accordo quadro, Avenir Suisse ha rivendicato l'adesione all'UE, Economiesuisse si è espressa in uno studio a favore del proseguimento della via bilaterale. Rappresentati dell'UE, quali il presidente della Commissione Barroso o l'ambasciatore Reiterer, hanno tuttavia dichiarato che la via bilaterale si esaurirà in un prossimo futuro. In questo modo hanno cercato di fare pressione sulla Svizzera. Anche il Consiglio federale nel corso di una clausura sull'Europa ha discusso delle relazioni del nostro Paese con l'UE. In questo contesto è necessario porsi le seguenti domande:
1. Il Consiglio federale condivide il parere dell'UE, secondo cui la Svizzera agirebbe solo a suo favore e che avrebbe concluso solo accordi per lei vantaggiosi o ha fatto notare all'UE anche gli svantaggi concreti che gli accordi comportano per la Svizzera? Se sì, quali?
2. In che ambiti concreti il Consiglio federale ritiene necessario agire, visto che per chiarire questioni istituzionali ha istituito un gruppo di lavoro?
3. Il Consiglio federale dichiara che "meccanismi istituzionali ... devono facilitare l'attuazione e gli sviluppi degli accordi".
a. Cosa intende il Consiglio federale con la nozione di "meccanismi istituzionali"?
b. Per il Consiglio federale qual è la differenza tra "meccanismi istituzionali" e un accordo quadro?
c. L'esame di un accordo quadro con l'UE farà anche parte del campo di attività del gruppo di lavoro annunciato?
4. In questo gruppo di lavoro vengono esaminate anche varianti di un'adesione allo SEE o SEE "light"?
5. Nel suo comunicato stampa il Consiglio federale dichiara di "contribuire assumendosi una parte del peso della gestione delle sfide comuni in Europa".
a. Cosa si intende precisamente con questo contributo?
b. Da parte dell'UE vi sono richieste concrete nei confronti della Svizzera? Se sì, quali?
c. In questo contesto vengono discussi nuovi pagamenti di coesione? Se sì, a quanto dovranno ammontare e per che lasso di tempo dovranno essere considerati?
6. In un prossimo futuro si dovrà far fronte a nuovi attacchi dell'UE o di singoli Stati membri dell'UE nei confronti del sistema fiscale svizzero?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale accoglie favorevolmente il fatto che l'impostazione futura delle relazioni del nostro Paese con l'Unione europea venga da molto tempo sempre più spesso tematizzata e discussa. Già nel suo rapporto Europa 2006 il Consiglio federale ha segnalato l'importanza di una discussione il più possibile obiettiva sull'Europa.
In occasione della sua seduta di clausura del 18 agosto 2010 il Consiglio federale ha confermato che la via bilaterale, che finora ha prodotto ottimi risultati per il nostro Paese, è attualmente la soluzione più appropriata per conciliare gli interessi della Svizzera con quelli dell'UE. Essa continua inoltre a essere lo strumento della politica europea svizzera più sostenuto a livello nazionale. Tuttavia, il Consiglio federale non nasconde che è diventato più difficile perseguire la via bilaterale. Da un lato la maggiore intensità delle relazioni con il nostro partner più importante rende sempre più complessa la gestione dei numerosi accordi. Dall'altro l'UE tende sempre più spesso a chiedere una semplificazione e una dinamizzazione delle relazioni con il nostro Paese. Come sottolineato dal Consiglio federale nel suo rapporto sulla valutazione della politica europea svizzera approvato il 17 settembre 2010, questi sviluppi non rendono impercorribile la via bilaterale. Tuttavia, si dovrebbe esaminare come questo strumento di politica europea possa essere adeguato alle esigenze attuali. Con questo intento la Svizzera e l'UE hanno convenuto l'istituzione di un gruppo di lavoro incaricato di discutere le questioni istituzionali (in particolare l'adeguamento degli accordi allo sviluppo dell'acquis, la vigilanza dell'applicazione degli accordi e la composizione delle controversie) e di elaborare soluzioni al riguardo.
Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:
1. Gli accordi bilaterali conclusi finora sono equilibrati e rispettano gli interessi di entrambe le parti contraenti. Nel suo rapporto summenzionato, il Consiglio federale indica che la Svizzera e l'UE viste le loro strette relazioni hanno un interesse comune nel trovare soluzioni comuni in ulteriori ambiti. In un rapporto del 7 settembre 2010 sull'attuazione del mercato unico europeo anche il Parlamento europeo ha costatato, riferendosi al nostro Paese, che con gli accordi bilaterali la Svizzera contribuisce a modo suo all'evoluzione del mercato unico.
2. Sia per il Consiglio federale che per le istituzioni dell'UE, la certezza del diritto e condizioni equivalenti di accesso al mercato sono importanti per il buon funzionamento degli accordi. Ciò richiede l'esistenza di un quadro giuridico uniforme in Svizzera e nell'UE per garantire condizioni di concorrenza identiche per gli operatori economici di entrambe le parti. In questo contesto si pongono domande concrete negli ambiti dello sviluppo degli accordi bilaterali, della loro interpretazione, della vigilanza della loro applicazione e della composizione delle controversie. Secondo il Consiglio federale nuove soluzioni a queste questioni istituzionali devono garantire la sovranità di entrambe le parti e il buon funzionamento delle loro istituzioni.
3a. Per "meccanismi istituzionali" il Consiglio federale intende regolamentazioni che garantiscano il buon funzionamento degli accordi; ad esempio regole relative all'adeguamento degli accordi bilaterali, agli sviluppi giuridici da adottare, all'interpretazione degli accordi e alla procedura da seguire in caso di controversie. Finora si sono trovate soluzioni specifiche per ogni accordo e ciò rende difficile una visione d'insieme e la gestione degli accordi.
b./c. Per il momento si tratta di trovare soluzioni contenutistiche per le questioni istituzionali. La forma di tali soluzioni non è prioritaria, potrà essere eventualmente discussa solo quando sarà stata presa una decisione riguardo alle soluzioni contenutistiche.
4. Il gruppo di lavoro è incaricato di elaborare soluzioni per le questioni istituzionali, al fine di consolidare, garantire e sviluppare la via bilaterale. La loro forma viene attualmente esaminata.
5a. Come sottolineato dal Consiglio federale nel suo rapporto sulla valutazione della politica europea svizzera (cfr. n. 2.2), la posizione della Svizzera in quanto partner affidabile e solidale in Europa costituisce un elemento importante della nostra politica europea. Per questo motivo la Svizzera sostiene in Europa obiettivi quali la tutela delle basi naturali della vita, la convivenza pacifica dei popoli o la lotta contro la povertà. In questo modo si promuove il consenso per la posizione della Svizzera in Europa e si rafforzano le condizioni per l'approccio della via bilaterale futura.
b. No, attualmente non esistono richieste concrete da parte dell'UE. Tuttavia, la Svizzera e l'UE sono partner che perseguono gli stessi obiettivi nell'ambito della promozione della pace, della stabilità e del benessere su tutto il continente europeo. La collaborazione in questi campi è quindi naturale.
c. L'attuazione del contributo svizzero all'allargamento per i nuovi Stati membri che fanno parte dell'UE dal 2004 è in piena esecuzione e all'esordio per la Bulgaria e la Romania la cui adesione risale al 2007. Il Consiglio federale deciderà a tempo debito e in base alle relazioni globali con l'UE se dovrà essere stanziato un nuovo contributo all'allargamento e a quanto dovrà ammontare. Il Consiglio federale terrà conto al riguardo anche delle esperienze fatte finora con il contributo all'allargamento e delle necessità degli Stati beneficiari.
6. Nel suo rapporto sulla valutazione della politica europea svizzera (cfr. n. 1.3.3.12 e n. 4.3), il Consiglio federale ha spiegato quali sono le sfide da parte dell'UE con cui la Svizzera deve confrontarsi attualmente in ambito fiscale e cosa vuole intraprendere in proposito in futuro.
Risposta del Consiglio federale.