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10.3700 · Mozione · 2010-09-28

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Parlamento la seguente modifica delle leggi pertinenti: dopo la nascita di un figlio i padri che esercitano un'attività lucrativa devono in futuro avere il diritto a due settimane di congedo di paternità pagato che andrà finanziato, come il congedo di maternità, tramite le indennità di perdita di guadagno.

Begründung

La nascita di un figlio è un momento di grande gioia, ma è anche un periodo di forti tensioni emotive in cui occorre superare numerose difficoltà. Basti pensare alle notti in bianco, all'impegno quotidiano richiesto dal neonato, in particolare durante l'allattamento, ma anche all'organizzazione della custodia del bambino e alla ripartizione del tempo da dedicare al lavoro e all'educazione. Fin dalla nascita del bebè, il padre deve avere la possibilità di abituarsi al suo nuovo ruolo, sostenere la madre ed eventualmente assumere parte dei compiti nell'educazione di figli più grandi. La responsabilità per l'educazione incombe tra l'altro a entrambi i genitori.

Occorre dunque integrare l'odierno congedo di maternità con un congedo di paternità di due settimane analogamente a quanto avviene già in alcune aziende (ad es. Swisscom, FFS, Swiss Re o Migros).

Nel suo parere in risposta al postulato Schmid-Federer 08.3507 il Consiglio federale si è dichiarato disposto a esaminare un modello basato su un congedo di paternità non retribuito e di adeguare di conseguenza il Codice delle obbligazioni. L'intento è certo lodevole, ma non presenta alcuna utilità per la maggior parte delle famiglie con reddito basso o medio. Il congedo di paternità concesso a titolo facoltativo da alcune aziende andrà quindi esteso a tutti i datori di lavoro e finanziato mediante le IPG analogamente all'assicurazione maternità.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese contro l'introduzione di un congedo di paternità o congedo parentale, perché la soluzione trovata dalle parti sociali si è rivelata valida e perché l'introduzione di un siffatto congedo non costituisce una priorità per la politica sociale (cfr. mozione Nordmann 06.3662, postulato Nordmann 08.3315, postulato Teuscher 08.3953 e mozione Hiltpold 09.3187).

L'assicurazione maternità, integrata nell'assicurazione per perdita di guadagno nel 2005, ha fatto crescere il bisogno di mezzi finanziari. Il 18 giugno 2010 il Consiglio federale ha pertanto deciso di aumentare l'aliquota di contribuzione dall'attuale 0,3 allo 0,5 per cento per una durata di cinque anni con effetto dal 1° gennaio 2011. L'estensione dell'assicurazione ai padri, nella misura proposta, genererebbe costi supplementari pari a 170 milioni di franchi. Questo calcolo si basa sull'ipotesi di un'indennità giornaliera media per gli uomini di fr. 162.80 (importo massimo 2010: 196 franchi). Il Consiglio federale ritiene che una decisione in questo senso non sarebbe indicata al momento attuale, in cui l'equilibrio dell'intero sistema delle assicurazioni sociali è in bilico o bisognoso di interventi correttivi.

Il Consiglio federale è inoltre contrario ad accordare una maggiore libertà ai padri, a titolo di congedo parentale, dopo la nascita di un figlio, che consentirebbe ai genitori di ripartire fra di loro, entro determinati limiti, il tempo da dedicare al figlio concesso tramite il congedo di maternità retribuito. Siffatti modelli comportano il rischio di erosione della protezione della maternità (cfr. mozione Hiltpold 09.3187, postulato Nordmann 08.3315, postulato Teuscher 08.3953, mozione Freysinger 07.3156). Nel suo parere in risposta al postulato Schmid-Federer 08.3507, il Consiglio federale si è invece detto favorevole all'esame di un modello di congedo di paternità non retribuito, che dovrebbe essere disciplinato nel Codice delle obbligazioni e fatto valere nei confronti del datore di lavoro. Nel frattempo, tuttavia, questo postulato è stato tolto di ruolo.

Il Consiglio federale sostiene la concertazione di soluzioni tra le parti sociali e reputa che il summenzionato modello da disciplinare nel Codice delle obbligazioni meriti di essere esaminato. Come ha, però, più volte ribadito, dà la precedenza ad altri temi di politica familiare che consentono di conciliare meglio lavoro e famiglia, tra cui l'imposizione della famiglia, la promozione della custodia dei bambini complementare alla famiglia e di modelli di lavoro flessibili nelle aziende.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.