10.3836 · Mozione · 2010-10-01
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una revisione del diritto societario che vieti il versamento di bonus se un'impresa presenta un esercizio deficitario o ha operato licenziamenti per motivi economici durante l'esercizio trascorso.
Begründung
Versando bonus eccessivi, alcune imprese hanno agito in maniera irresponsabile. Tali bonus nuocciono gravemente alla coesione sociale del nostro Paese, una delle carte vincenti per il buon funzionamento dell'economia e del nostro benessere. Si sarebbe potuto pensare che la recente crisi finanziaria provocata da comportamenti sconsiderati avrebbe riportato più saggezza nei consigli d'amministrazione e nelle teste dei manager delle grandi imprese in questione. Evidentemente non è il caso.
La pratica dei bonus eccessivi ha addirittura assunto forme particolarmente provocatorie. Nel 2009 UBS ha versato bonus pari a 3 miliardi di franchi, pur registrando una perdita netta di 2,7 miliardi di franchi e operando massicci licenziamenti per motivi economici.
Lo scandalo dei bonus è all'origine di vari progetti normativi: l'iniziativa Minder e il conseguente controprogetto del Parlamento, l'iniziativa dei giovani socialisti e il progetto di legge presentato dal consigliere nazionale liberale-radicale e presidente di Swissmem, Johann Schneider-Ammann.
La presente mozione non costituisce un doppione di tali progetti, che mirano tutti a inquadrare in un modo o nell'altro i bonus. Con la mozione, invece, propongo di vietare i bonus in un caso preciso e particolarmente scioccante per i cittadini: quando l'impresa è deficitaria o procede a licenziamenti per motivi economici.
Non si tratta di attaccare il principio dei bonus: un'impresa florida potrà sempre avvalersene. Tuttavia, non vanno distribuiti bonus quando l'impresa registra perdite o deve licenziare personale per restare a galla. Tale divieto non costituisce né un freno alla libertà d'impresa né un onere supplementare per le aziende: è un principio di sana gestione. Presentando il suo progetto, Johann Schneider-Ammann aveva peraltro sottolineato che la sua comprensione per i bonus aveva un limite. In particolare, sul quotidiano "24 Heures" aveva esortato chiunque lavorasse soltanto per il profitto immediato, per il proprio bonus, ad andarsene.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 22 giugno 2010 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha depositato l'iniziativa parlamentare 10.460, "Trattamento dei bonus esorbitanti conformemente al diritto societario e fiscale", secondo cui le indennità superiori ai 3 milioni di franchi accordate agli amministratori o ai collaboratori della società andrebbero sottoposte alle disposizioni legali sulle tantièmes ed essere considerate fiscalmente come una partecipazione agli utili.
L'iniziativa parlamentare della CET-S è già stata discussa e il 29 giugno 2010 è stata approvata dalla CET-N. In base a un corapporto della CET-S, il 19 agosto 2010 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) ha deciso di integrare le proposte dell'iniziativa parlamentare della CET-S nei lavori relativi all'iniziativa parlamentare della CAG-S 10.443, "Controprogetto indiretto all'iniziativa popolare contro le retribuzioni abusive".
Siccome quanto chiesto dalla mozione, ossia subordinare il versamento di bonus all'esistenza di un utile d'esercizio, è già oggetto di deliberazioni parlamentari, il Consiglio federale ritiene che l'accoglimento della mozione comporterebbe un doppione inutile.
Va inoltre osservato che non esiste alcun nesso oggettivo vincolante tra la soppressione di eventuali posti di lavoro all'interno di una società e il versamento di bonus individuali legati alle prestazioni. Può succedere che determinati settori debbano essere ristrutturati in seno a un'impresa, mentre altri prosperano. Nella fattispecie, il consiglio d'amministrazione deve poter attribuire in maniera flessibile e caso per caso indennità fondate sulle prestazioni e sui risultati. Piuttosto che basarsi su un criterio quale l'assenza di licenziamenti per motivi economici occorre fare in modo che i bonus versati rispecchino il successo commerciale dell'impresa a lungo termine.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.