10.3926 · Interpellanza · 2010-12-08
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
In occasione dell'ultima assemblea dei delegati svoltasi nell'ottobre 2010, PEN Internazionale - associazione mondiale di scrittori con oltre 15 000 membri nel mondo - si è mostrata molto preoccupata per la situazione dei diritti dell'uomo in Vietnam. È risultato infatti che innumerevoli scrittori, giornalisti, blogger e avvocati sono stati condannati di recente a pesanti pene detentive in seguito all'esercizio del loro diritto alla libertà di espressione. I processi si svolgono a porte chiuse e in modo sleale. Inoltre le condizioni di detenzione sono inumane (lavoro forzato, tortura, celle insalubri) e mettono gravemente in pericolo la vita dei prigionieri.
- Il Consiglio federale è al corrente di questa situazione?
- Il Consiglio federale sa se il CICR può rendere visita ai prigionieri?
- Il Consiglio federale ha discusso direttamente e chiaramente con le autorità vietnamite di questa problematica?
- Come collega il Consiglio federale l'esigenza del rispetto dei diritti dell'uomo con gli investimenti della SECO e della DSC in Vietnam?
- Secondo il Consiglio federale come si potrebbe migliorare la situazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Tramite il Dipartimento federale degli affari esteri, il Consiglio federale osserva attentamente l'evoluzione generale della situazione dei diritti umani in Vietnam. Perseguirà con determinazione la sua azione a favore del rispetto e della promozione dei diritti dell'uomo, in particolare nell'ambito del dialogo sui diritti umani che la Svizzera intrattiene regolarmente con il Vietnam dal 2005. Gli incontri nell'ambito di questo dialogo offrono l'opportunità di affrontare le questioni legate ai diritti umani che ci stanno a cuore e di trasmettere i nostri messaggi. Le questioni riguardanti la libertà d'espressione e dei media sono evocate in occasione delle discussioni. Elenchi di prigionieri e persone la cui situazione ci preoccupa sono regolarmente sottoposti al governo vietnamita. Inoltre, d'intesa con altri Stati, la nostra ambasciata ad Hanoi segue il più possibile da vicino il processo a difensori dei diritti umani.
Il fatto che il CICR non abbia per il momento accesso alle prigioni vietnamite è una problematica abbordata anch'essa in occasione del dialogo, nell'ambito del quale è in corso da anni un progetto riguardante la gestione delle prigioni e dei diritti dei detenuti. I nostri esperti hanno potuto visitare più di una ventina di centri di detenzione in Vietnam, ciò che ci ha permesso di farci un'idea abbastanza precisa delle condizioni di detenzione. Una parte di questo progetto è attualmente dedicata alla formazione del personale penitenziario sul posto. Abbiamo potuto costatare una seria volontà di riforma e le osservazioni svizzere sono prese sul serio. In effetti, la Svizzera è un partner di dialogo apprezzato dal Vietnam, in particolare perché non siamo membri di alcuna alleanza militare e non abbiamo alcuna agenda nascosta.
Secondo l'articolo 54 della Costituzione federale, la Svizzera s'impegna a far rispettare i diritti umani. È su questo articolo che si fonda il messaggio del 7 marzo 2008 concernente il finanziamento di provvedimenti economico e commerciali nell'ambito della cooperazione allo sviluppo che costituisce la base di lavoro della SECO (settore WE). Anche se il rispetto dei diritti umani non fa esplicitamente parte della strategia della SECO in Vietnam, essa fa sempre attenzione a rispettare i principi fondamentali della politica estera della Svizzera ai sensi dell'articolo 54 della Costituzione. Inoltre alcuni dei nostri progetti sono condotti in collaborazione con organizzazioni internazionali (OIL, ONUSI, SFI) e quindi nel rispetto dei loro valori. Per esempio, i progetti Better Work e SCORE, realizzati in collaborazione con l'OIL, mirano a migliorare le condizioni di lavoro e ad applicare le norme fondamentali sul lavoro dell'OIL a livello aziendale.
Uno dei due ambiti d'intervento della DSC in Vietnam è la governance. In questo campo sono inclusi progetti incentrati sui diritti umani (prevenzione della violenza domestica, accesso alla giustizia). La DSC finanzia inoltre il 50 per cento del dialogo sui diritti umani tra la Svizzera e il Vietnam gestito dalla DPIV.
Risposta del Consiglio federale.