25 anni dopo Schweizerhalle. Chi provvede a un futuro non inquinato?
10.3937 · Interpellanza · 2010-12-09
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Le conseguenze dell'incidente di Schweizerhalle, avvenuto il 1° novembre 1986, continuano a ripercuotersi sulle persone e sull'ambiente. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Nel 1988/89, il cantone di Basilea Campagna e la Sandoz SA hanno convenuto l'obiettivo di emissione relativo al "risanamento" del sito dell'incendio, fissando a 500 grammi la quantità annua massima di pesticidi immessi dal sito nelle acque sotterranee a decorrere dal 1995. Inoltre, è stato stabilito che nei terreni industriali i valori limiti sarebbero stati rispettati a partire dal 2013. Come e quando potranno essere raggiunti detti obiettivi?
2. Si stima che la durata di vita della lastra di cemento utilizzata dopo l'incidente per il "risanamento" sia di 50 anni. Affinché i valori limite stabiliti vengano rispettati, questa lastra deve ora essere rimossa e il sito dell'incendio deve essere risanato in conformità alla legge. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi a tal fine?
3. Che valore hanno gli accordi orali rispetto alla documentazione scritta per la fissazione di obiettivi di risanamento?
4. Nemmeno la responsabilità delle conseguenze dell'incendio di Schweizerhalle è stata chiarita. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi per trovare una soluzione assieme alle società coinvolte Novartis, Clariant e Syngenta?
Begründung
Dopo l'incendio del 1° novembre 1986 Sandoz AG ha "risanato" il sito, ma nel sottosuolo ghiaioso ha abbandonato una discarica. Stando a Martin Forter (nel suo libro "Falsches Spiel. Die Umweltsünden der Basler Chemie vor und nach Schweizerhalle"), gli inquinanti che fuoriescono da questa discarica e finiscono nelle acque sotterranee superano tuttora dalle quattro alle sei volte circa i valori stabiliti. Nella sua risposta all'interpellanza 10.3581, il Consiglio federale indica - citando il cantone di Basilea Campagna - un termine di 50 anni per raggiungere gli obiettivi di "risanamento". Questo termine è condiviso anche dall'esecutivo di Basilea Campagna (risposta all'interpellanza del 14 settembre 2010). L'ufficio cantonale dell'ambiente si richiama tra l'altro ad accordi orali con l'industria basilese (cfr. "Basler Zeitung" del 18 ottobre 2010). Tutto ciò contraddice quanto scritto nella documentazione. L'obiettivo di risanamento, ossia la "fuoriuscita annua massima pari a 500 grammi di inquinanti nelle acque sotterranee" avrebbe dovuto essere raggiunto due anni dopo la fine del risanamento (quindi nel 1995; Forter, p. 62). Vent'anni dopo la conclusione dei lavori di risanamento, ossia nel 2013, i pozzi industriali ubicati sul sito della Sandoz o Clariant devono rispettare i valori limiti relativi ai pesticidi per l'acqua potabile (Forter, p. 49).
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. La Confederazione non dispone di conoscenze dettagliate in merito alla situazione dell'inquinamento e allo stato degli obiettivi di risanamento entro i termini previsti dalla legge. E compito del cantone competente, in questo caso Basilea Campagna, assicurare l'esecuzione delle prescrizioni relative al settore ambientale, valutare periodicamente il raggiungimento degli obiettivi di risanamento e, se del caso, disporre eventuali ulteriori misure. Stando alla risposta del 1° settembre 2010 del Consiglio federale all'interpellanza 10.3581, "Discarica contaminata dopo l'incendio di Schweizerhalle", non sussistono nuove situazioni di valutazione e, quindi, nessun motivo di esigere ulteriori misure dal cantone di Basilea Campagna.
3. Conformemente alle regolamentazioni in vigore nel diritto federale in materia di siti contaminati, ad esempio gli obiettivi di un risanamento, le misure e i termini da rispettare vengono stabiliti in generale in un atto scritto. Si può rinunciare a un simile atto a condizione che l'esecuzione delle misure necessarie sia garantita in altro modo. Al momento della determinazione degli obiettivi di risanamento per il sito dell'incendio presso Schweizerhalle, queste disposizioni non erano ancora in vigore. Il Consiglio federale non dispone di conoscenze dettagliate in merito agli accordi stipulati a quel tempo.
4. Il trasferimento degli obblighi della ex Sandoz a un'altra persona giuridica è regolato dagli accordi di diritto privato sulla separazione e la fusione delle società interessate e dalle disposizioni legislative relative al trasferimento di attivi e passivi di bilancio in vigore in quel periodo. Non spetta al Consiglio federale decidere in merito a questa questione o proporre una soluzione. In caso di eventuali controversie, i fatti devono essere chiariti dai tribunali competenti. Secondo le informazioni di cui dispone il Consiglio federale, le società che hanno fatto seguito alla Sandoz si sono finora sempre fatte carico dei costi derivati.
Risposta del Consiglio federale.