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10.3958 · Interpellanza · 2010-12-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

In base ai rapporti del 2006/07 pubblicati sulla piattaforma Internet Wikileaks, la diplomazia statunitense ha giudicato molto fastidiose, dannose e controproducenti le attività di politica estera svolte allora dalla Svizzera in Iran. L'attivismo del Dipartimento federale degli affari esteri risulta in definitiva problematico, in particolare in virtù della dichiarata neutralità della Svizzera e del fatto che dal 1980 il nostro Paese rappresenta gli interessi degli Stati Uniti in Iran in veste di "potenza protettrice". In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Di quale mandato disponeva la Svizzera nel 2006/07 per immischiarsi nel conflitto riguardante il programma atomico iraniano e di erigersi al ruolo di mediatore?

2. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri disponeva di un mandato del Consiglio federale per svolgere attività di mediazione fra Stati Uniti e Iran?

3. E vero che la ministra degli affari esteri svizzera ha esercitato forti pressioni sul segretario di Stato Michael Ambühl in merito al dossier iraniano e in occasione dei vari viaggi effettuati a Teheran nei mesi di febbraio e marzo 2007, come egli stesso ha dichiarato all'ambasciatore americano in Svizzera?

4. Gli Stati Uniti temevano che la Svizzera, nei suoi sforzi di mediazione, potesse essere considerata a torto in Iran quale incaricato degli Stati Uniti. Cosa ne pensa il Consiglio federale?

5. Il Consiglio federale e/o il Dipartimento federale degli affari esteri erano a conoscenza delle ampie riserve espresse dagli Stati Uniti sulle attività di mediazione svolte dalla Svizzera in Iran?

6. Come valuta le attività di mediazione del 2006/07 disapprovate dagli Stati Uniti riguardo al mandato di forza protettrice della Svizzera per gli Stati Uniti?

7. Come valuta le ripercussioni delle attività di mediazione svolte a suo tempo dalla Svizzera riguardo alla neutralità armata permanente e alle relazioni con gli Stati Uniti e l'Iran?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La politica estera svizzera si fonda sulla Costituzione federale, nella quale il promovimento della pace è uno dei cinque obiettivi fissati nell'articolo 54 capoverso 2.

2. Il Consiglio federale accorda la massima priorità alla politica della pace, in particolare alla politica dei buoni uffici. Il Consiglio federale è stato informato dal capo del DFAE sulle attività di mediazione del DFAE nell'ambito della crisi atomica.

3. No. I contatti diplomatici del segretario di Stato sono sempre avvenuti d'intesa con il capo del DFAE. In nessun momento ci sono state divergenze d'opinione al riguardo.

4. La Svizzera non ha svolto il ruolo di mediatore fra gli Stati Uniti e l'Iran, ma ha fornito idee per favorire i colloqui fra i P5+1 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina, Germania) e Iran. La Svizzera ha sempre agito con la massima trasparenza e informato regolarmente le capitali interessate, in particolare Teheran e Washington. Le proposte avanzate dalla Svizzera sono sempre state considerate dalle parti interessate per quelle che erano effettivamente: idee della Svizzera per una soluzione pacifica della questione nucleare. Parte di queste idee sono state alla base dei colloqui di Ginevra (Geneva Talks) del 2008, che sono poi continuati nel 2009 e 2010 in Svizzera.

5. Il Consiglio federale è stato informato regolarmente sulle attività svolte nell'ambito di questo dossier, come pure sulle posizioni espresse dai vari interlocutori americani.

6. La Svizzera rappresenta gli intessi americani in Iran da oltre trenta anni. Questo servizio discreto e affidabile svolto nel quadro del mandato di forza protettrice è sempre stato apprezzato ed ha ricevuto il ringraziamento da entrambe le parti in occasione di contatti bilaterali ad alto livello.

7. La Svizzera segue una politica attiva della pace in linea con la sua neutralità e indipendenza. Queste massime politiche non costituiscono solo la base delle decisioni di politica estera del Consiglio federale, ma favoriscono altresì il successo dei buoni servizi e la percezione della Svizzera quale mediatore indipendente e onesto. I buoni servizi della Svizzera sono apprezzati anche dalla comunità internazionale, come espresso ad esempio al capo del DFAE il 7 dicembre 2010 dal rappresentante americano ai colloqui di Ginevra o sugli organi di stampa svizzeri dall'attuale ambasciatore americano.

Risposta del Consiglio federale.