10.3985 · Interpellanza · 2010-12-15
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Attualmente un servizio aggregato alle basi aeree ha come missione la sorveglianza e la sicurezza di ciascun aerodromo militare. Le basi aeree sono sorvegliate da agenti di sicurezza delle forze aeree.
Tutti gli agenti di sicurezza delle forze aeree svizzere sono stati informati che è in corso uno studio volto alla privatizzazione di tale servizio, informazione riportata anche sulla stampa.
L'annuncio di questo studio solleva diverse domande sulla credibilità, in materia di difesa nazionale, di una sicurezza privata in considerazione
- dell'importanza strategica delle istallazioni e dei sistemi sorvegliati,
- della tutela del segreto in materia di conoscenze tecniche e militari,
- della sollecitazione dei servizi di sicurezza in caso di esercitazioni all'estero,
- della differenza tra la nozione di "safety" e quella di "security",
- del supporto dell'istruzione all'impiego delle nostre truppe di milizia aggregate alle basi aeree.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
- Quali sono il motivo e l'obiettivo di tale studio?
- Con un servizio di sicurezza privato sarà possibile mantenere il principio della modularità?
- Con un sistema di sicurezza privato il Consiglio federale ritiene che la "security" sia ottimale?
- Non sarebbe possibile integrare questa unità organizzativa nella sicurezza militare?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:
1. A causa delle prescrizioni finanziarie e delle direttive in materia di riduzione del personale le forze aeree sono costrette, come l'intero esercito, a valutare tutte le possibilità di risparmio. Ciò comprende anche gli accertamenti in merito a possibili risparmi sui costi mediante il trasferimento di compiti a fornitori civili di prestazioni.
2. Il principio della modularità non viene sostanzialmente messo in discussione; tuttavia occorre tener presente che gli impiegati di una società civile di sicurezza, a differenza del personale militare di guardia, non sono autorizzati a eseguire le misure coercitive di polizia (per es. allontanamento e tenuta a distanza, fermo e accertamento dell'identità, interrogatorio, controllo di cose, arresto provvisorio ecc.) previste nell'ordinanza del 26 ottobre 1994 concernente i poteri di polizia dell'esercito (OPPE; RS 510.32).
3./4. Nonostante da un punto di vista legale il trasferimento di compiti in materia di sicurezza sia sostanzialmente possibile, ciò è in particolare in contraddizione con il principio secondo cui i compiti principali e i compiti rilevanti in materia di sicurezza devono essere adempiuti con le proprie risorse. Attualmente l'esercito sta sviluppando un concetto di protezione integrale per poter proteggere tutte le infrastrutture militari con forze proprie. Le questioni organizzative rivestono un ruolo importante negli accertamenti concettuali in corso. I primi risultati sono previsti nel corso della primavera del 2011.
Risposta del Consiglio federale.