Diritto di visita del CICR al prigioniero di guerra Gilad Shalit
10.3991 · Interpellanza · 2010-12-15
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Nel corso di un attacco dei palestinesi di Hamas, il 25 giugno 2006 veniva ferito e catturato il soldato israeliano Gilad Shalit che all'epoca aveva 19 anni. Finora ha quindi trascorso più di quattro anni nelle prigioni palestinesi. Hamas impedisce al comitato internazionale della Croce Rossa di visitare il prigioniero, violando le Convenzioni di Ginevra del 1949, e non gli permette altresì alcun contatto con la sua famiglia, diritto invece sancito in questi testi. La modalità di detenzione di Gilad Shalit costituisce un crimine di guerra e come tale va giudicato. Si tratta di un ostaggio che Hamas utilizza come pegno per la sua strategia di guerra, isolandolo completamente dal mondo esterno, dalla sua famiglia e dalle organizzazioni umanitarie.
Il Consiglio federale è pronto a:
1. condannare la lunga detenzione di questo soldato e intervenire nuovamente affinché il soldato Gilad Shalit possa ricevere la visita del CICR, come gli spetta di diritto secondo le Convenzioni di Ginevra?
2. esaminare l'eventualità di ridurre temporaneamente l'aiuto finanziario versato ogni anno ai palestinesi di Gaza e Cisgiordania, che attualmente ammonta a circa 22 milioni di franchi, fino a che il CICR abbia ottenuto il diritto di visita?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Per la sua tradizione umanitaria e in particolare in qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera non lesina alcuno sforzo per far rispettare il diritto internazionale umanitario nelle situazioni di conflitto, in particolare in Israele e nel Territorio palestinese occupato (TPO). I rappresentanti del Dipartimento federale degli affari esteri richiamano regolarmente le autorità de facto di Gaza ai loro obblighi internazionali, segnatamente per quanto attiene al diritto di visita del CICR al soldato israeliano Gilad Shalit. In passato la Svizzera ha proposto a Israele di impegnarsi in modo proattivo presso le autorità de facto di Gaza in favore della liberazione del soldato Shalit. Israele ha nominato un inviato speciale del primo ministro e un mediatore indipendente per condurre i negoziati per la liberazione del soldato Gilad Shalit. La Svizzera continuerà a richiamare le autorità de facto di Gaza ai loro obblighi nell'ambito del diritto internazionale umanitario. La Svizzera chiede altresì alle autorità de facto di Gaza di permettere al soldato Gilad Shalit di intrattenere un contatto regolare con la sua famiglia. Ed è proprio grazie a un intervento della Svizzera che nell'autunno del 2009 le autorità de facto di Gaza hanno trasmesso un video del soldato Shalit.
2. La Confederazione, per il tramite della DSC, sta svolgendo un programma di sviluppo e aiuto umanitario nel TPO attraverso vari partner presenti sul territorio. Una riduzione del programma si ripercuoterebbe direttamente sulla qualità del loro lavoro e sulle loro attività, sia nell'ambito dell'aiuto urgente che dell'educazione, della salute, della difesa dei diritti umani e della formazione professionale. I primi a essere toccati non saranno soltanto le persone che operano in favore di una società aperta e tollerante nel Territorio palestinese occupato, ma anche, e soprattutto, i bambini in età scolastica, i giovani in formazione e le popolazioni più vulnerabili.
Tutti i partner della DSC condividono i valori difesi dalla Svizzera, in particolare il rifiuto della violenza, il rispetto dei diritti umani e il pluralismo. I partner della DSC nel TPO sono le Nazioni Unite (UNRWA, PAM, OCHA, OMS), il CICR, organizzazioni della società civile, il settore privato e istituzioni parapubbliche essenziali per il funzionamento della democrazia, quali l'Ufficio di statistica e la Commissione indipendente dei diritti umani.
Il programma di sviluppo e l'aiuto umanitario della DSC nel TPO è incentrato su due ambiti d'intervento prioritari: 1. il rafforzamento dello Stato di diritto e del regime di protezione delle popolazioni più vulnerabili, compreso l'accesso ai servizi di base; 2. il sostegno allo sviluppo economico e alla creazione di posti di lavoro. Il programma si inserisce nel quadro del messaggio del 29 novembre 2006 concernente la continuazione dell'aiuto umanitario internazionale della Confederazione e del messaggio del 14 marzo 2008 concernente la continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario in favore dei Paesi in sviluppo.
Il Consiglio federale è convinto che una riduzione dell'aiuto della Confederazione non produrrebbe gli effetti auspicati sulle persone che detengono il soldato israeliano Gilad Shalit. Una condizionalità politica sarebbe inoltre contraria ai principi fondamentali dell'aiuto umanitario della Confederazione sanciti nel messaggio del 29 novembre 2006 concernente la continuazione dell'aiuto umanitario internazionale della Confederazione.
Risposta del Consiglio federale.