Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio “Cassis de Dijon”.
10.538 · Iniziativa parlamentare · 2010-12-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Ausgangslage
Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 27.05.2014
Avvio della procedura di consultazione su una revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio
Il 20 maggio 2014 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha accolto un progetto preliminare per una revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) nel quadro dell'iniziativa parlamentare presentata il 17 dicembre 2010 dal consigliere nazionale Jacques Bourgeois (10.538). Con l'entrata in vigore nel 2010 della revisione della LOTC, in Svizzera è stato introdotto in maniera autonoma il principio "Cassis de Dijon". In virtù di questo principio determinati prodotti, legalmente immessi in commercio in uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o dello Spazio economico europeo (SEE), possono essere commercializzati anche in Svizzera senza condizioni supplementari. Nel settore delle derrate alimentari si applica un disciplinamento speciale che fa dipendere l'applicazione di questo principio da un'autorizzazione. Il progetto di legge in consultazione rappresenta un ritorno al vecchio sistema per il settore delle derrate alimentari e, di conseguenza, l'esclusione di queste ultime dal campo d'applicazione del principio "Cassis de Dijon".
Con la modifica della LOTC proposta la maggioranza della Commissione intende evitare un deterioramento degli elevati requisiti svizzeri in materia di qualità nel settore delle derrate alimentari. Una minoranza propone invece di non entrare in materia sul progetto ritenendo il principio "Cassis de Dijon" un importante strumento nella lotta contro gli elevati prezzi in Svizzera.
La Commissione mette in consultazione il progetto preliminare con un rapporto esplicativo fino al 29 agosto 2014.
Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 21.10.2014
10.538 n Iv. Pa. Bourgeois. Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio Cassis de Dijon.
La Commissione ha analizzato i risultati della procedura di consultazione in esecuzione dell'iniziativa parlamentare 10.538. 16 Cantoni (AG, AI, BL, GE, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, TG, UR, VD, VS) si sono espressi a favore del progetto e 8 Cantoni (AR, BE, BS, GL, SZ, TI, ZG, ZH) vi si sono opposti. Fra i partiti, tre (PBD, I Verdi, UDC) hanno approvato il progetto mentre quattro (PPD, PLR, glp, PSS) l'hanno respinto. La Commissione ha deciso, con 15 voti contro 10, di sottoporre al Consiglio nazionale l'avamprogetto originale. La maggioranza della Commissione è convinta che, per quanto riguarda il settore delle derrate alimentari, il principio Cassis de Dijon svilisca gli elevati standard di qualità e produzione offerti dalla Svizzera. Una minoranza respinge il progetto nel suo insieme e chiede di non entrare in materia sul medesimo, rilevando le potenzialità del suddetto principio per lottare contro i prezzi elevati in Svizzera. Il Consiglio nazionale tratterà questo oggetto nella sessione primaverile del 2015.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 21.01.2015
Escludere le derrate alimentari dal "Cassis de Dijon"? il Consiglio federale respinge l'iniziativa
Nel suo parere all'attenzione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale, il Consiglio federale propone di respingere l'iniziativa parlamentare "Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio Cassis de Dijon".
L'iniziativa parlamentare 10.538 ("Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio Cassis de Dijon") era stata accolta dalla Commissione dell'economia e dei tributi di entrambe le Camere.
Nel suo parere, il Consiglio federale respinge l'iniziativa ritenendo che le richieste ivi contenute possano essere soddisfatte senza escludere le derrate alimentari dal campo di applicazione del principio "Cassis de Dijon". Non occorre dunque rinunciare a tale principio per gli alimenti. Adottato quale misura per eliminare gli ostacoli tecnici al commercio, il principio "Cassis de Dijon" incentiva la concorrenza e permette di contrastare gli elevati prezzi svizzeri. Escludere le derrate alimentari da tale principio significherebbe, tra l'altro, ridare slancio al turismo degli acquisti. In sede di consultazione l'iniziativa è stata per lo più respinta.
Il principio "Cassis de Dijon" è stato introdotto in Svizzera nel 2010 nel quadro della revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC). Secondo tale principio, possono essere immessi in commercio in Svizzera senza subire modifiche i beni prodotti in base alle prescrizioni dell'UE e che sono stati legalmente immessi in commercio nell'UE. Per tenere conto delle particolari esigenze poste dalle derrate alimentari (sicurezza, etichettatura), prima di poter entrare in Svizzera in virtù del principio "Cassis de Dijon" gli alimenti prodotti secondo prescrizioni estere necessitano inoltre di un'autorizzazione dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria.
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento chiedo che le derrate alimentari vengano escluse dal campo d'applicazione del principio "Cassis de Dijon".
Begründung
Il principio "Cassis de Dijon" è entrato in vigore il 1o giugno 2010 e l'Ufficio federale della salute pubblica l'ha già ripetutamente applicato nel settore delle derrate alimentari per rilasciare le relative autorizzazioni. Allo stato attuale 11 autorizzazioni sono già state rilasciate e altre 30 sono al vaglio delle autorità. In 4 casi, contro l'autorizzazione è stato interposto ricorso al Tribunale amministrativo federale, facendo leva essenzialmente sull'inganno ai danni del consumatore e sulla rimessa in discussione della strategia svizzera concernente i prodotti di qualità. Queste problematiche sono disciplinate in particolare dall'articolo 16e capoverso 3 della legge: "L'informazione sul prodotto e la presentazione dello stesso non devono dare l'impressione che il prodotto sia conforme alle prescrizioni tecniche svizzere." In questo ambito pone quindi dei problemi il fatto che prodotti elaborati in base a prescrizioni diverse possano essere messi in commercio sotto la stessa denominazione e possano quindi indurre in errore il consumatore.
A seguito dell'introduzione unilaterale di queste norme nel nostro Paese, le imprese svizzere utilizzano le ricette ammesse nell'Unione europea e mettono quindi a repentaglio la nostra strategia di qualità. Le piccole aziende agricole della Svizzera possono infatti affrontare un mercato sempre più libero solo facendo leva sulla qualità e sull'alto valore aggiunto dei loro prodotti. I produttori svizzeri non potranno mai essere concorrenziali sul mercato dei prodotti di massa. In questo contesto il sottoscritto ha recentemente depositato la mozione 09.3612, "Strategia di qualità nell'agricoltura svizzera", che è stata accolta dal Consiglio federale e dalle Camere ed attualmente si trova in fase di attuazione. Non possiamo quindi accettare che questa strategia venga rimessa in discussione dall'applicazione del principio "Cassis de Dijon" nel settore delle derrate alimentari.
Verhandlungen
Dibattito al Consiglio nazionale, 15.09.2015
Escludere derrate alimentari da "Cassis de Dijon"
(ats) Il principio del "Cassis de Dijon" non deve più valere per le derrate alimentari. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale approvando - con 105 voti a 71 e 11 astensioni - un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR).
L'oggetto torna agli Stati, che in giugno avevano bocciato la proposta. Se la Camera dei cantoni dovesse ribadire il suo "no", la proposta sarebbe definitivamente accantonata.
Secondo la maggioranza - composta in modo trasversale da esponenti UDC, PPD e Verdi - l'importazione di questi prodotti dall'UE e la produzione in Svizzera di alimenti secondo standard europei rischia di pregiudicare le elevate esigenze di qualità richieste alle merci indigene.
In base al principio del "Cassis de Dijon", ciò che è legalmente fabbricato e messo in commercio nell'UE o nello Spazio economico europeo (SEE) può essere venduto liberamente anche in Svizzera, senza sottostare ad ulteriori controlli, e anche se non rispetta le prescrizioni elvetiche. Per le derrate alimentari è necessaria un'autorizzazione.
La legge - entrata in vigore nel 2010 - prevede anche che i fabbricanti elvetici che lavorano unicamente per il mercato interno possano produrre in Svizzera i loro prodotti seguendo le prescrizioni dei paesi dell'UE o del SEE. Le uniche norme elvetiche che devono essere rispettate sono quelle sulla protezione dei lavoratori e degli animali.
Pur ammettendo che la norma presenta lacune - riguardo in particolare alla possibilità di fabbricare in Svizzera secondo standard europei meno restrittivi - il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann si è battuto invano contro l'iniziativa. "Questo principio è un segnale contro l'isola dei prezzi elevati in Svizzera", ha affermato, sostenendo che "la qualità dei prodotti non viene assolutamente messa a repentaglio".
Nulla da fare. "Gli obiettivi del principio del Cassis de Dijon non sono stati raggiunti e lo conferma un rapporto della Segreteria di Stato dell'economia (Seco): i consumatori non ci hanno guadagnato un bel niente", ha replicato Markus Ritter (PPD/SG). "Oltretutto non esiste reciprocità in questo ambito con l'UE", ha aggiunto.
Dibattito al Consiglio degli Stati, 24.09.2015
Cassis de Dijon continuerà a valere per gli alimenti
(ats) Il principio del "Cassis de Dijon" continuerà a valere anche per le derrate alimentari. È quanto deciso oggi, con 23 voti contro 18 e una astensione, dal Consiglio degli Stati che ha definitivamente bocciato una iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR) e approvata per ben due volte dalla Camera del popolo.
Col suo atto parlamentare, il Friburghese voleva escludere gli alimenti dal campo d'applicazione del "Cassis de Dijon" mediante una modifica della Legge sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC).
L'introduzione di tale principio in Svizzera è stata approvata a metà giugno del 2009 dalle Camere federali. La relativa normativa è entrata in vigore il primo luglio 2010.
"Il "Cassis de Dijon" non ha portato alcun vantaggio al portamonete dei consumatori", ha sostenuto Luc Recordon (Verdi/VD). Ha però causato problemi di salute pubblica: alcuni chimici cantonali hanno dimostrato che certi prodotti non rispettano le prescrizioni elvetiche sul tenore di pesticidi. "L'introduzione unilaterale di tale principio - ha poi aggiunto il Vodese - ha anche privato la Confederazione di una interessante moneta di scambio con l'Unione europea".
In cinque anni l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha trattato solo una cinquantina di richieste. "Ciò dimostra che non c'è una invasione di prodotti europei", ha però sottolineato il relatore della commissione Roberto Zanetti (PS/SO). Optando per l'isolamento, "si darebbe un cattivo segnale al momento sbagliato", ha aggiunto.
Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha da parte sua sostenuto la necessità di lasciare la scelta al consumatore. Il "Cassis de Dijon" è anche un buon strumento per limitare il turismo degli acquisti, ha affermato il ministro delle finanze.
In base al principio del "Cassis de Dijon", ciò che è legalmente fabbricato e messo in commercio nell'UE o nello Spazio economico europeo (SEE) può essere venduto liberamente anche in Svizzera, senza sottostare ad ulteriori controlli, e anche se non rispetta le prescrizioni elvetiche. Per le derrate alimentari è necessaria un'autorizzazione.
La legge prevede anche che i fabbricanti svizzeri che lavorano unicamente per il mercato interno possano produrre in loco i loro prodotti seguendo le prescrizioni dei paesi dell'UE o del SEE. Le uniche norme elvetiche che devono essere rispettate sono quelle sulla protezione dei lavoratori e degli animali.