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11.1086 · Interrogazione · 2011-09-30

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Recentemente la Società ticinese di apicoltura e l'Associazione dei castanicoltori della Svizzera italiana hanno reso attenti sulle gravi minacce che incombono sulle selve castanili della Svizzera italiana a causa di un insetto, il cinipide del castagno. La rapida progressione di questo imenottero può provocare gravi danni alle selve castanili ticinesi, con conseguenze per i castanicoltori ma anche per gli apicoltori e la produzione di miele.

Chiedo quindi al Consiglio federale come valuta questo problema e se per il tramite dell'Ufficio federale dell'ambiente intende intraprendere delle misure per salvaguardare il patrimonio boschivo, considerato che in Ticino il castagno rappresenta il 20 per cento del patrimonio boschivo cantonale.

Stellungnahme des Bundesrates

Dalla sua prima apparizione in Piemonte nel 2002, il cinipide del castagno Dryocosmus kuriphilus si è diffuso rapidamente nell'Europa meridionale. Dal 2009, anno in cui la presenza del cinipide del castagno è stata accertata in Svizzera, più precisamente nel comune di Mendrisio, nel cantone Ticino, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sorveglia con molta attenzione la sua diffusione. Nel frattempo, la presenza della vespa è registrata con maggiore frequenza anche a Nord delle Alpi.

La Confederazione è da tempo al corrente della minaccia che il cinipide rappresenta per le selve castanili svizzere e ha già attuato misure fitosanitarie provvisorie contro l'importazione e la diffusione di questo insetto (sezione 4 OMFT; RS 916.202.1). L'applicazione delle misure, la cura dei boschi e l'eventuale lotta contro i parassiti è di competenza dei cantoni. L'UFAM collabora a stretto contatto con i servizi forestali e fitosanitari del cantone Ticino per trovare soluzioni idonee. Per prevenire l'ulteriore diffusione del cinipide, il cantone Ticino ha vietato il commercio di materiali provenienti da vivai situati nelle regioni colpite e conduce un programma di monitoraggio intensivo.

Nell'ottobre 2011, l'UFAM ha costituito un gruppo di lavoro formato da rappresentanti della Confederazione e dei cantoni (Ticino compreso), incaricato di esaminare le disposizioni dell'OMFT concernenti il cinipide del castagno e il relativo adeguamento a nuovi scenari. Questo gruppo di lavoro si prefigge di elaborare entro fine anno delle direttive destinate ai cantoni per l'attuazione di misure volte a lottare contro l'insetto.

La lotta contro il cinipide del castagno è difficile. Da un lato è quasi impossibile sradicare questo insetto attaccandolo con prodotti chimici e, dall'altro, la coltura di specie più resistenti di castagno risolverebbe soltanto temporaneamente il problema, poiché il cinipide è in grado di vincerne facilmente la resistenza. Infine, una lotta con mezzi meccanici contro detto parassita sarebbe ardua e onerosa. La lotta biologica costituisce invece una possibile alternativa. Ad esempio, si potrebbe introdurre nel nostro Paese la vespa parassitoide Torymus sinensis, originaria della Cina e predatrice del cinipide del castagno. In Italia viene già impiegata a tal fine.

L'introduzione del Torymus sinensis in Svizzera è soggetta ad autorizzazione secondo gli articoli 25 e seguenti dell'ordinanza sull'utilizzazione di organismi nell'ambiente (OEDA; RS 814.911). Nel novembre 2010, il cantone Ticino ha inoltrato una domanda di autorizzazione all'UFAM. Quest'ultimo esaminerà e pubblicherà detta domanda non appena sarà completa. Se sarà dimostrato che questa vespa è adeguata per la lotta biologica contro il cinipide del castagno presente nel cantone Ticino e che non ha ripercussioni sull'ambiente e sulla biodiversità in Svizzera (cfr. art. 30 OEDA), l'UFAM autorizzerà il cantone Ticino a impiegarla. Attualmente sono in corso degli accertamenti chiesti dall'UFAM volti a esaminare in modo più approfondito i rischi e i benefici della lotta naturale contro il cinipide del castagno.

Risposta del Consiglio federale.