11.3219 · Interpellanza · 2011-03-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In Svizzera sono tuttora molto utilizzati nel commercio al dettaglio i sacchetti di plastica non biodegradabili ("shopper"). Essi rappresentano circa 3000 tonnellate di plastica e dunque un carico ambientale importante, che può efficacemente essere ridotto.
Come giudica questo problema il Consiglio federale?
Come si situa la Svizzera a tal proposito tra gli Stati dell'Unione europea (UE)?
Non ritiene che anche la Svizzera debba attivamente scoraggiare l'utilizzo di sacchetti di plastica e favorire unicamente l'impiego di sacchetti biodegradabili o compostabili?
Begründung
Miliardi di sacchetti di plastica abbandonati fanno ormai parte del paesaggio di molte regioni del mondo e non solo dell'Africa. Il sacchetto di plastica ha una durata di vita di mille anni e crea enormi problemi biologici. Anche l'UE ha dovuto correre ai ripari per bloccare la colonizzazione fatta di plastica e rifiuti. Pur avendoli dichiarati illegali attraverso la direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (del 20 dicembre 1994) sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, l'UE ha tuttavia lasciato ad ogni Paese membro la facoltà di decidere autonomamente i tempi e le modalità per l'eliminazione dei sacchetti di plastica. A partire dal 2011 anche l'Italia ha introdotto il divieto.
Gli Stati membri dell'UE devono verificare che gli imballaggi immessi sul mercato rispettino i seguenti requisiti essenziali: limitare il peso e il volume dell'imballaggio al minimo per garantire il necessario livello di sicurezza, igiene e accettabilità per il consumatore; ridurre al minimo la presenza di sostanze e materiali pericolosi nel materiale di imballaggio o nei suoi componenti; concepire un imballaggio riutilizzabile o recuperabile. Quest'ultimo punto è ulteriormente esplicitato con la norma del comitato europeo di formazione EN 13432 del 2002, relativa alle caratteristiche che un materiale deve possedere per potersi definire biodegradabile o compostabile. Nella sua risposta alla mozione 10.3850 il Consiglio federale non riteneva necessario né proporzionato introdurre un divieto, senza tuttavia esprimersi su altre misure intese a scoraggiare l'uso di sacchetti di plastica.
Stellungnahme des Bundesrates
In Svizzera vengono utilizzate ogni anno circa 3000 tonnellate di materie plastiche per confezionare sacchetti per la spesa o imballaggi per alimenti. Questa quantità corrisponde a poco meno dello 0,5 per cento delle circa 850 000 tonnellate di materie plastiche impiegate ogni anno in Svizzera. I sacchetti di plastica distribuiti in Svizzera sono quasi esclusivamente in polietilene (PE), una materia plastica derivata dal petrolio, e sono in linea di principio tutti riciclabili. Al giorno d'oggi, praticamente tutti i sacchetti di plastica possono essere utilizzati più volte. In definitiva, sono i consumatori a decidere se riutilizzarli o meno.
In alcuni Paesi europei ed extraeuropei, la distribuzione di sacchetti di plastica è stata vietata per contenere l'inquinamento ambientale causato dallo smaltimento selvaggio di rifiuti o per prevenire la perdita di una risorsa ricca di energia. Sulla base della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio non sono tuttavia ancora state emanate disposizioni relative a un divieto dell'uso dei sacchetti di plastica nei Paesi dell'Unione europea. In Paesi che non dispongono di un sistema di smaltimento dei rifiuti funzionante, i rifiuti vengono sovente abbandonati sui cigli delle strade o lungo i fiumi. I sacchetti di plastica, in particolare, oltre a inquinare intere strisce di terra, finiscono anche nelle acque. La perdita di risorse naturali è significativa soprattutto là dove i rifiuti urbani vengono depositati direttamente in discarica. Il conferimento in discarica comporta infatti la perdita del notevole potere energetico delle materie plastiche.
Come già illustrato dal Consiglio federale nelle sue risposte alle mozioni 08.3438 e 10.3850, la situazione in Svizzera è diversa. Lo smaltimento dei rifiuti è ben organizzato e tecnicamente all'avanguardia. I rifiuti di materie plastiche non valorizzati vengono smaltiti in impianti di incenerimento dei rifiuti che soddisfano requisiti rigorosi per le emissioni. L'utilizzo del calore sviluppato durante la combustione per la rete di teleriscaldamento consente inoltre di sostituire i vettori energetici fossili. In molti di questi impianti viene prodotta allo stesso tempo anche energia elettrica. Se si considera la quota esigua rispetto all'utilizzo complessivo di materie plastiche e il buon funzionamento del sistema di recupero energetico, l'uso dei sacchetti di plastica in Svizzera non rappresenta un problema per l'ambiente.
I sacchetti di plastica biodegradabili hanno il vantaggio di essere interamente compostabili e, di conseguenza, non devono essere inceneriti. I seguenti due motivi, più importanti, depongono tuttavia a sfavore dell'utilizzo di tali sacchetti:
- oggigiorno, gran parte del polietilene riciclato viene utilizzato per fabbricare prodotti di lunga durata, come ad esempio le guaine dei cavi. Se nel processo di riciclaggio di pellicole di polietilene si introducono materie plastiche biodegradabili, quest'ultime pregiudicano la qualità del materiale riciclato al punto tale da renderlo inutilizzabile. L'introduzione di sacchetti di plastica biodegradabili comprometterebbe pertanto il sistema di riciclaggio di materie plastiche attualmente in uso, che peraltro funziona bene, e aumenterebbe notevolmente la quantità di materie plastiche da incenerire rispetto a quella dei sacchetti di plastica risparmiati;
- quale materiale di base per la produzione di materie plastiche biodegradabili viene inoltre utilizzato l'amido estratto da piante utilizzate anche nella produzione di derrate alimentari. Tenuto conto della carenza di cibo in vaste parti del mondo, l'utilizzo in Svizzera di preziose piante alimentari per la produzione di sacchetti di plastica e di altri imballaggi pone quindi anche un problema etico.
Considerato quanto esposto, il Consiglio federale ritiene che non sussistano motivi per limitare l'impiego di sacchetti di plastica non riutilizzabili.
Risposta del Consiglio federale.