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11.3340 · Interpellanza · 2011-04-12

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Qual è la politica del Consiglio federale e delle ambasciate svizzere all'estero nei confronti della situazione problematica che vivono i nostri correligionari cristiani nelle regioni e nei Paesi musulmani? Considerate le innumerevoli difficoltà affrontate da queste minorità è invitato ad avere un atteggiamento conciliante nel caso di domande d'asilo.

Begründung

I recenti eventi verificatisi in Egitto e le vere e proprie persecuzioni di cui è vittima la minoranza copta in questo Paese, ci portano a temere per questa comunità nonostante le sue antiche origini affondino proprio in questa terra e malgrado i moti rivoluzionari in atto nella nazione del Nilo. Dopo essere stata vittima di attentati sui propri luoghi di culto, vessazioni quotidiane, esclusioni professionali, segregazioni nelle scuole e discriminazioni nei confronti delle donne in pubblico, questa comunità si sente minacciata nella sua incolumità e dignità.

In una situazione analoga si trovano anche le comunità cristiane in Iran, Iraq e in quasi la totalità dei Paesi a maggioranza islamica. Capisco che non sono le uniche comunità minacciate, tuttavia ci sono particolarmente vicine vista la tradizione cristiana di stampo occidentale che ci accomuna.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole del problema. Nei mesi di ottobre e dicembre 2010, l'Iraq e l'Egitto sono stati teatro di attentati contro i cristiani che hanno fatto molte vittime. Negli ultimi mesi parecchi cristiani sono stati arrestati in Iran per accuse di blasfemia; in Pakistan una donna cristiana è stata condannata a morte con questo stesso capo d'accusa. Le persecuzioni e gli assassinii di cui sono vittima nel mondo intero i cristiani e gli appartenenti ad altre minoranze etniche e religiose preoccupano il Consiglio federale.

La politica svizzera in materia di diritti dell'uomo ingloba anche la libertà di religione e la protezione delle minoranze religiose ed etniche. Per tutelare e rafforzare la libertà di religione, ma anche per prevenire l'intolleranza religiosa in ogni sua forma, la Svizzera partecipa attivamente alle attività degli organi competenti di organizzazioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE e in tale contesto appoggia le relative proposte di risoluzione presentate al Consiglio dei diritti dell'uomo e all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Come sottolineato dal Consiglio federale nel proprio messaggio concernente il proseguimento delle misure di promozione della pace e della sicurezza umana 2012-2016, il rispetto dei diritti dell'uomo è un fattore di cui tener conto nell'ambito di tutte le attività che la Svizzera svolge all'estero. Per accentuare il valore universale di questo obiettivo, si è deciso in particolare di sollevare la questione dei diritti dell'uomo con maggior sistematicità sia in seno agli organismi multilaterali sia a livello governativo. Sul piano bilaterale, la Svizzera solleva regolarmente la questione della libertà di religione e dei diritti delle minoranze. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) chiede ai Paesi interessati di rispettare i diritti delle minoranze etniche e religiose e in particolare di abrogare le leggi sulla blasfemia. Purtroppo, gli attentati e i massacri perpetrati contro i cristiani sono opera di gruppi di estremisti sui quali la politica svizzera in materia di diritti dell'uomo non può in alcun modo influire.

L'Ufficio federale della migrazione esamina ogni domanda d'asilo in modo individuale e circostanziato. Secondo i criteri stabiliti dal diritto internazionale, la Svizzera concede l'asilo a chiunque sia minacciato o perseguitato nel proprio Paese d'origine. Premesso questo, occorre però dire che il numero di domande d'asilo presentate in territorio svizzero da persone minacciate a causa della fede cristiana è piuttosto esiguo.

Risposta del Consiglio federale.