11.3409 · Mozione · 2011-04-14
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Allo scopo di rafforzare gli operatori radiotelevisivi privati, il Consiglio federale viene incaricato di proporre modifiche legislative per limitare l'offerta della SSR ai settori in cui non vi è offerta privata o a quelli ove nessun privato è disposto a riprendere una determinata offerta. Nel settore radiofonico occorre ottimizzare anche la ripartizione delle radiofrequenze (più frequenze per gli operatori privati, promozione dello scambio linguistico su DAB) e vigilare sulle radio tematiche. Nel settore radiotelevisivo bisogna verificare quali delle 18 emittenti radiofoniche e delle 8 emittenti della SSR possono essere soppresse o privatizzate.
Begründung
Il paesaggio mediatico svizzero costituisce un'eccezione in Europa: i contribuenti pagano il canone più alto e in nessun altro Paese il quadro legale offre condizioni migliori per le emittenti pubbliche. Non solo la SSR riceve 1,2 miliardi di franchi di introiti provenienti dal canone, ma gode anche di condizioni pubblicitarie molto più liberali dei suoi omologhi esteri. Infatti, l'Europa tende verso un sistema duale: introiti pubblicitari per le emittenti private, canone per le emittenti pubbliche.
Con le sue 18 emittenti radiofoniche, la SSR occupa gran parte delle poche frequenze OUC disponibili, limitando dunque massicciamente le opportunità per i privati. Alla televisione diffonde numerose trasmissioni, soprattutto di intrattenimento, che potrebbero essere proposte anche dalle emittenti private. Non c'è da stupirsi quindi, che nella situazione in cui si trova, la televisione di Stato SSR abbia poco da temere in quanto a concorrenza. Di conseguenza, le emittenti radiotelevisive private perdono valore e le case editrici tentano di liberarsene, come dimostra il caso Tamedia.
Questa evoluzione è estremamente preoccupante dal punto di vista politico, in particolare per la politica dei media. La normativa attuale non permette alle imprese private di competere con la potenza mediatica dello Stato, soprattutto perché per legge un gruppo mediatico non può possedere più di due concessioni: questo esclude a priori la creazione di sedi regionali radio e TV di una stessa emittente, allo scopo di rentabilizzare gli investimenti. Occorre dunque correggere le condizioni quadro per dare maggiori possibilità alle emittenti private. Bisogna verificare tutte le emittenti della SSR e le loro concessioni. Un'offerta che può essere finanziata dal mercato, va lasciata al settore privato e non deve essere finanziata tramite canoni statali imposti a tutti i cittadini.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In Svizzera, la radio e la televisione presentano caratteristiche particolari che vanno considerate al momento di prendere decisioni inerenti la politica dei media. Il nostro Paese non rappresenta un mercato omogeneo, ma ogni regione linguistica costituisce un'entità a sé stante, che richiede un'offerta specifica nella rispettiva lingua. Il calcolo dell'importo del canone deve essere compreso in questo contesto: se si considera ad esempio solo la quota necessaria alla produzione dei programmi di lingua tedesca, il nostro canone è più basso di quello riscosso in Germania o in Austria, Paesi in cui le emittenti pubbliche propongono programmi in una sola lingua.
Altro fattore di rilievo: ogni mercato di regione linguistica confina con un Paese molto più vasto della stessa lingua, le cui grandi emittenti televisive sono molto apprezzate in Svizzera. Nel nostro Paese, le quote di mercato dei programmi esteri si attestano a oltre il 60 per cento, raggiungendo livelli record in Europa. Infatti, considerando gli introiti lordi, la percentuale di entrate pubblicitarie che confluisce nelle finestre pubblicitarie estere è maggiore di quella destinata alla SSR.
Affinché la Svizzera possa continuare ad avere voce in capitolo in campo audiovisivo, e i suoi programmi possano far fronte alla concorrenza dei Paesi limitrofi, la SSR deve avere una certa dimensione. È altresì importante che sia benaccetta dal pubblico e abbia un elevato grado di fidelizzazione, traguardo raggiungibile solo proponendo una gamma completa di trasmissioni, tra cui si annoverano anche l'intrattenimento e lo sport.
Il Consiglio federale è cosciente che soprattutto nel settore della televisione, le emittenti private non hanno vita facile. Principalmente perché nei piccoli mercati è estremamente difficile finanziare gli ingenti costi fissi della programmazione attraverso gli introiti pubblicitari. La revisione della legge sulla radiotelevisione (LRTV, RS 784.40) ha sgravato leggermente la situazione. Innanzitutto, è stata considerevolmente aumentata la quota del canone attribuita alle emittenti locali con mandato di prestazione. Inoltre, le emittenti televisive che non ricevono alcun provento del canone non sono più tenute ad avere una concessione e, a condizione di non essere captabili all'estero, beneficiano di regole meno restrittive in materia di pubblicità rispetto al resto dell'Europa.
Piuttosto che andare a favore delle emittenti private svizzere, una diminuzione delle prestazioni della SSR come quella chiesta nella mozione, rafforzerebbe la presenza in Svizzera dei programmi esteri, cosicché una quota ancora maggiore degli introiti pubblicitari svizzeri finirebbe nelle casse delle finestre pubblicitarie estere.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.