11.3600 · Mozione · 2011-06-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Dopo la decisione di uscire dall'energia nucleare, il Consiglio federale è incaricato di prendere i provvedimenti necessari per promuovere il più possibile la ricerca sulla tecnologia del torio e di presentare in tempi brevi un relativo piano d'azione al Parlamento.
Begründung
La tecnologia del torio è stata sviluppata negli anni 1970 in Germania con risultati promettenti, ma poi abbandonata a causa dell'isteria seguita all'incidente di Cernobyl. I cinesi hanno nel frattempo ripreso questa tecnologia e vogliono sfruttarla per coprire nei prossimi anni il loro immenso fabbisogno energetico. La tecnologia del torio presenta numerosi vantaggi:
- dato che è molto più diffuso nella crosta terreste dell'uranio e che con una tonnellata si può produrre una quantità di energia equivalente a 200 tonnellate di uranio, il torio permetterebbe di coprire il fabbisogno energetico della Terra per oltre un migliaio di anni;
- il tempo di dimezzamento del torio è di 200 anni, contro i 20 000 dell'uranio, per cui il deposito finale delle scorie sarebbe notevolmente meno problematico;
- nei reattori al torio non possono verificarsi fusioni, perché in caso di aumento della temperatura le reazioni nucleari diminuirebbero da sole;
- per il raffreddamento si ricorre all'elio, un gas che contrariamente all'acqua non assorbe la radioattività e che quindi non contaminerebbe l'ambiente in caso di fuoriuscita.
Se ci fosse la volontà politica, la Svizzera potrebbe, grazie al suo know-how tecnico, occupare una posizione di punta in questa tecnologia e quindi incrementare considerevolmente l'indipendenza e la sicurezza dell'approvvigionamento in campo energetico.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
I diversi tipi di reattore, compreso quello ad alta temperatura menzionato dall'autore della mozione nella motivazione, i loro vantaggi e svantaggi in termini di sicurezza, così come le scorie radioattive prodotte dai diversi tipi di reattore e di combustibile impiegati sono oggetto di studi da parte di scienziati di tutto il mondo. L'Istituto Paul Scherrer e varie cattedre di entrambi i PF partecipano a questi lavori di ricerca internazionali. Il Consiglio federale sostiene queste partecipazioni della Svizzera, in quanto consentono di seguire gli sviluppi internazionali con la necessaria competenza scientifica e tecnica, come pure di valutare da un punto di vista indipendente sia il potenziale sia i possibili rischi della produzione energetica che ne risulta.
Allo stato attuale delle cose, il Consiglio federale ritiene prematuro decidere in merito a ulteriori misure o attività oltre a quelle già in corso. In seguito alla decisione del Consiglio federale del 25 maggio 2011, il Dipartimento federale dell'interno ha incaricato un gruppo di progetto, diretto dalla Commissione federale per la ricerca energetica CORE e codiretto dal settore dei PF, di elaborare un piano d'azione denominato "Ricerca energetica coordinata in Svizzera". Tale piano dovrà considerare l'intero spettro della ricerca energetica. Il settore dei PF vi fornirà un contributo fondamentale con l'analisi delle proprie attività in questo ambito. I risultati saranno presentati in grandi linee entro la fine del 2011 e in forma consolidata nella primavera del 2012. Su questa base, il Consiglio federale deciderà in merito a ulteriori misure nel settore della ricerca e le sottoporrà al Parlamento nel messaggio ERI 2013-2016 e nel messaggio sulla futura politica energetica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.