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11.3638 · Mozione · 2011-06-16

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una legge quadro sulla garanzia del fabbisogno vitale. Analogamente a quanto previsto dalla legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), la nuova legge dovrà:

a. definire i principi e le nozioni di garanzia del fabbisogno vitale;

b. stabilire una procedura unitaria;

c. coordinare le prestazioni.

Begründung

Tra le prestazioni versate dalle assicurazioni sociali nazionali e quelle necessarie per raggiungere gli obiettivi sociali previsti dalla Costituzione vi sono lacune cui bisognerebbe ovviare con una legge federale sulla garanzia del fabbisogno vitale. Attualmente queste lacune sono colmate dall'aiuto sociale e da altre prestazioni cantonali in funzione del bisogno. Tra queste rientrano gli strumenti di prevenzione, di lotta alla povertà e di politica familiare, le borse di studio, gli alloggi sociali e le tariffe socialmente sostenibili.

La realtà non corrisponde dunque al sistema concepito dal legislatore: pur essendo responsabile dell'organizzazione della sicurezza sociale della popolazione, lo Stato federale si limita alla ripartizione delle competenze stabilita dalla Costituzione, a quella sancita dalla legge federale sulla competenza ad assistere le persone nel bisogno (LAS) e a interventi specifici quali l'assistenza agli Svizzeri all'estero o ai richiedenti l'asilo.

L'aiuto sociale non ha ancora a tutt'oggi una funzione consolidata e debitamente riconosciuta nel sistema nazionale di sicurezza sociale. Benché assicuri del tutto o in parte la sussistenza di circa 250 000 persone e non sia dunque meno importante dell'assicurazione invalidità o dell'assicurazione contro la disoccupazione, la sua posizione nel sistema sociopolitico e giuridico non è chiaramente definita. La ripartizione dei compiti e l'interazione tra assicurazioni sociali e aiuto sociale non sono rette da una strategia coordinata.

Per questi motivi il Consiglio federale è chiamato a elaborare una legge quadro sulla garanzia del fabbisogno vitale che, analogamente alla LPGA, definisca chiaramente l'interazione tra la Confederazione, i cantoni e le rispettive prestazioni. Tutte le prestazioni cantonali in funzione del bisogno a monte dell'aiuto sociale, che garantiscono anch'esse il fabbisogno vitale, devono essere riunite in un unico ordinamento. La legge dovrà distinguere nei dettagli le competenze delle singole assicurazioni sociali coordinandone l'interazione, senza però introdurre nuove prestazioni.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Di più ampia portata rispetto alla legge quadro sull'aiuto sociale chiesta dalla mozione Weibel 11.3714, l'idea di una legge quadro sulla garanzia del fabbisogno vitale si estende all'insieme delle prestazioni cantonali in funzione del bisogno, come pure a prestazioni che rientrano nel campo delle assicurazioni sociali e ad altri aiuti. Da diversi anni, questa idea è sostenuta dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali, che sta lavorando alla sua concretizzazione. Così come la legge quadro sull'aiuto sociale, anch'essa è stata oggetto di discussione in seno alla sottocommissione "Diritto alla garanzia del fabbisogno vitale" della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale tra il 1993 e il 2006. Alla fine, la Commissione ha deciso di privilegiare progetti mirati, come la strategia di lotta alla povertà e l'esame dell'anticipo e dell'incasso degli alimenti.

La mozione riprende l'idea di una legge quadro sulla garanzia del fabbisogno vitale, insistendo sulla necessità di colmare una lacuna nella copertura sociale della popolazione. Il Consiglio federale non condivide la constatazione dell'autrice della mozione per quanto riguarda le lacune e una ripartizione poco efficiente delle competenze e, di conseguenza, non approva le disposizioni proposte.

In effetti, in materia di protezione sociale, gli ambiti in cui alla Confederazione sono attribuite competenze esclusive o comuni sono definiti in modo chiaro nella Costituzione. La nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC) ha portato a una dissociazione dei compiti comuni. L'assistenza agli indigenti (art. 115 Cost.), che richiede un servizio di prossimità e la considerazione delle realtà locali, rimane esclusivamente di competenza dei cantoni. I principi sono dunque fissati e il fatto che l'aiuto sociale non sia disciplinato a livello federale non significa che fra gli obiettivi sociali costituzionali e il sistema di sicurezza sociale vi sia una lacuna legislativa.

Una legge quadro sulla garanzia del fabbisogno vitale che, analogamente alla legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), fissi da un lato principi e concetti e dall'altro procedure uniformi richiederebbe innanzitutto un cambiamento dell'ordine costituzionale e la creazione di una nuova competenza federale in materia di aiuto sociale. Il Consiglio federale ritiene che l'intervento della Confederazione non sarebbe indispensabile per una maggiore armonizzazione delle disposizioni cantonali in materia di aiuto sociale, se i cantoni la auspicassero. Tuttavia, come affermato nel parere in risposta alla mozione Weibel 11.3714, è disposto a esaminare alcuni punti in sospeso in relazione a una legge quadro federale sull'aiuto sociale.

Stando alla mozione, la legge quadro sulla garanzia del fabbisogno vitale dovrebbe inoltre permettere di garantire una migliore articolazione delle diverse prestazioni. Il Consiglio federale ritiene che, complessivamente, il coordinamento delle assicurazioni sociali fra di loro e con l'aiuto sociale funzioni bene e non vede la necessità di introdurre una nuova legge. L'autrice della mozione menziona inoltre il raggruppamento di tutte le prestazioni cantonali in funzione del bisogno. Data l'estrema eterogeneità di tali prestazioni e il loro legame con diverse politiche settoriali di competenza cantonale (formazione, alloggio, ecc.), un intervento federale in questo ambito richiederebbe l'attribuzione alla Confederazione di competenze che vanno ben al di là dell'aiuto sociale in senso stretto. Per contro, i cantoni possono prendere provvedimenti per armonizzare e organizzare le proprie prestazioni sociali allo scopo di migliorare la coerenza del sistema a livello cantonale. Alcuni di essi si sono già attivati in questo senso.

Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale non vede né la necessità di preparare una legge quadro sulla garanzia del fabbisogno vitale, né la possibilità di farlo senza creare preventivamente una competenza federale in materia di aiuto sociale in senso lato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.